“Caccapupù”, S. Blake, Babalibri, 2006

caccapupù, blake

TRAMA: Il piccolo coniglio Simone sa dire solo la parola “Caccapupù” e con questa risponde alle richieste di sua mamma, di suo papà e di sua sorella. 
Un giorno Simone viene mangiato da un lupo e finisce dentro la sua pancia. Da quel momento anche il lupo riesce a dire soltanto “Caccapupù”, proprio come il coniglio che ha ingoiato. Credendosi ammalato, chiama il dottore.

Il dottore, che è proprio il papà del piccolo coniglio, comprende subito che suo figlio è nella pancia del lupo. Una volta liberato il piccoletto, il lupo guarisce dal male linguistico.
Dopo questa avventura Simone è diventato un piccolo coniglio cresciuto ed è finalmente capace di esprimersi utilizzando le parole adeguate e… con una pernacchia! 

Metaforicamente Caccapupù rappresenta un percorso di crescita. E’ quello compiuto dal bambino/a durante il passaggio dal pre-linguaggio al linguaggio.
Nella sua avventura il protagonista raggiunge il cambiamento dopo essere passato dalla pancia del lupo: un’esperienza che ha sicuramente segnato la sua repentina crescita.
La competenza linguistica era già presente nel piccolo Simone ma solo dopo aver vissuto questa radicale esperienza è riuscito a liberarla, ad appropriarsene, ad evolvere.

caccapupù

Le illustrazioni di Stephanie Blake sono sintetiche ma efficaci. Pochi colori utilizzati, pennellate veloci, contorni netti e disegni in stile bambinesco.
Sfondi monocromatici accompagnano il testo del racconto che occupa, redatto in grassetto, l’intera facciata di sinistra.
E’ un racconto comprensibile anche dai bambini più piccoli, per gli argomenti proposti e per la presenza di testi adeguati.
La costruzione narrativa è semplice e si presta alla lettura animata.

Alcune modalità di racconto sono state piacevolmente accolte dai piccoli lettori durante la lettura ad alta voce. Ad esempio la variazione d’intonazione tra la parola “Caccapupù” detta prima da Simone, poi pronunciata con voce grossa e gutturale dal lupo. Oppure, nella scena in cui il lupo si sente male, insieme ai bambini si può fingere di chiamare il dottore (“Dottoreeeeeeee, dottoreeeee!!!).

 

caccapupù

E. L. 

Photo Credits: web

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