Come gioca il bambino nel secondo anno di vita

Il secondo anno di vita è un periodo decisamente impegnativo

Viene considerato come il momento della prima infanzia più difficile da gestire.
L’adulto che si prende cura di un bambino di questa età ha spesso la sensazione di non poterlo mai perdere di vista, nemmeno per un secondo.
Il bambino riesce ora a raggiungere ogni angolo della casa, è determinato ad afferrare tutto ciò che gli capita a tiro e fa un gran disordine.

gioco motorio

D’altra parte questa esplosione di energia è fondamentale per la sua crescita psico-motoria. Per questo va incoraggiata, evitando, per quanto possibile, di trasferire le nostre ansie al bambino.

Durante il secondo anno di vita, i bambini non sono ancora in grado di “risolvere“ giochi con soluzione pre-stabilita.
La loro attenzione è rivolta a scoprire come gli oggetti si muovono nel mondo, come si comportano quando vengono messi in relazione tra di loro, nell’ambiente, nello spazio e quali sensazioni danno quando vengono maneggiati.
Con un gioco strutturato, come possono essere puzzle e incastri, i bambini di questa età afferrano i tasselli per spargerli, infilarli dentro un contenitore, tenerli in mano, trasportarli, sbatterli, lanciarli, e così via…

I giochi e le attività destinati ad un bambino/a di questa età riguardano principalmente le seguenti aree dello sviluppo:

  • il movimento. Imparando a camminare, il bambino prova soddisfazione nel raggiungere da solo gli oggetti che vuole. Desidera fare alcune cose (come salire su un muretto) che spesso ci fanno perdere tempo quando abbiamo i minuti contati. Si potrebbe organizzare il tempo delle uscite in modo da permettergli di esplorare anche questi spazi esterni che sono per lui una vera e propria palestra ludo-motoria.
  • la scoperta. Ad esempio attraverso il gioco euristico ideato da Elinor Goldschmied, proseguimento del cestino dei tesori.
  • la manipolazione e il travaso di vari tipi di materiali. Queste esperienze aiutano i bambini a comprendere la consistenza dei diversi materiali nella libertà di potersi sporcare (una volta organizzato lo spazio destinato al gioco con teli, tovaglie di plastica, grembiulini, ecc. possiamo permetterci di lasciare che il bambino si sporchi senza andare in ansia). La manipolazione è inoltre un’attività propedeutica alla pittura e al materiale pittorico (intorno ai 18 mesi si possono proporre, ad esempio, i primi colori a base di coloranti commestibili). Tramite la manipolazione del cibo, invece, il bambino sviluppa una maggiore confidenza con gli alimenti, un valido stimolo per imparare a mangiare da solo. Il travaso di materiali di diverse dimensioni (farina gialla, sabbia, legumi secchi, pasta, ecc…) da un contenitore all’altro con differenti strumenti (come cucchiai, mestolini, bicchieri, bottiglie, tappi, imbuti, ecc…) è un gioco che favorisce la concentrazione e lo sviluppo delle abilità motorie dette “fini”,  in quanto è richiesta una maggior precisione nell’azione.
  • Lo sviluppo del linguaggio. In questo periodo i bambini imparano in fretta moltissime parole nuove e pronunciano le prime frasi. Un modo per agevolare questo sviluppo è semplicemente l’ascolto attento di ciò che il bambino vuole comunicare con il linguaggio. Ogni bambino ha un modo personale di pronunciare le parole, coloro che hanno con lui un rapporto costante riescono a capire o intuire anche ciò che ad altri sembra incomprensibile. Riuscire a comunicare è una bella soddisfazione per un bambino! A tal proposito consiglio la lettura di libri, la narrazione di storie, le canzoncine, le filastrocche e… le chiacchierate! Bisogna evitare di insegnare e di correggere con insistenza le parole dette in maniera scorretta o sgrammaticata perché crea insicurezza nella pratica del linguaggio.
  • Il raggiungimento delle autonomie. Il secondo anno di vita è il periodo in cui il bambino impara a fare i suoi bisogni nel vasino, a lavarsi, a spogliarsi e a vestirsi. Prende consapevolezza del suo corpo e della sua identità. Sono indicate tutte quelle attività che stimolano questo normale sviluppo, come, ad esempio, lavare i propri giochi, giocare a spalmare la crema sul corpo, indicando il nome di ogni sua parte, i giochi del cucù, giocare a entrare e uscire da una scatola o da un tunnell, ecc…

Photo Credits: vitazerotre

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