“Nel paese dei mostri selvaggi”, Maurice Sendak, Babalibri, 2013

I mostri selvaggi ruggirono terribilmente, digrignarono terribilmente i denti, rotearono terribilmente gli occhi e mostrarono gli artigli orrendi

TRAMA: Questa è la storia di Max, un bambino che è stato mandato a letto senza cena per essersi comportato da vero mostro selvaggio. Improvvisamente, la sua cameretta si trasforma in una foresta circondata dal mare.
Sopra una piccola barca Max inizia a navigare a lungo finché giunge nel Paese dei Mostri Selvaggi, un luogo abitato da spaventose creature.
Dopo aver trascorso del tempo insieme, anche i terribili abitanti constatano che il ragazzo è il più mostro di tutti. Così lo proclamano il “Re dei Mostri Selvaggi”.
Max si diverte a regnare in quello strano paese finché, a un certo punto, inizia ad annoiarsi… Poi il profumo della cena mancata diventa sempre più intenso.

Nel paese dei mostri selvaggi

Nel paese dei mostri selvaggi è considerato un classico della letteratura per l’infanzia. Oggi, 8 maggio 2012, scrivo questa recensione come saluto all’autore Maurice Sendak.

E’ un racconto sulle emozioni dei bambini, sulla loro vivacità e capacità di creare mondi surreali.
Il viaggio di Max è un sogno fantastico nel quale capricci, punizioni e arrabbiature prendono forma: diventano un paese lontano, abitato da spaventose e gigantesche creature.
E’ un’opera d’arte, una storia che può essere  piacevolmente raccontata anche in assenza del libro.
Le frasi che accompagnano le illustrazioni non sono mai troppo lunghe, si ripetono in alcuni passaggi (come le volte che i mostri selvaggi reagiscono alle azioni di Max o durante il viaggio sulla piccola barca) e hanno una cadenza che si avvicina molto al ritmo della filastrocca.
Una lettura consigliata dall’età di due anni, periodo dell’infanzia durante il quale si manifesta l’opposizione del bambino alle richieste dell’adulto e che quindi può facilmente immedesimarsi con i sentimenti e le reazioni del protagonista.

Nel paese dei mostri selvaggi

Scrive in un articolo Silvia Blezza Picherle:

“La rappresentazione di un’interiorità infantile più autentica e conflittuale è iniziata con lo splendido e ormai classico albo di M. Sendak, Nel paese dei mostri selvaggi (1963), nel quale la rabbia di Max verso la mamma che lo ha punito assume le sembianze di ‘una ridda di mostri selvaggi’, i quali ‘ruggiscono terribilmente, digrignano terribilmente i denti, roteano tremendamente gli occhi e mostrano gli artigli orrendi’. Eppure l’illustrazione ce li mostra meno orribili, anzi giocherelloni e simpatici, tanto che Max riesce a domarli. Come a dire che l’emozione violenta può essere padroneggiata, controllata.”

(Fonte: Il fascino della narrativa a colori, S. Blezza Picherle, Il Pepeverde n. 19/2004).


La lettura può essere animata
diversificando le voci di Max e dei mostri, aggiungendo versi e rumori nel comportamento dei giganti (ruggito, digrigno dei denti) e azioni (roteare gli occhi, mostrare gli artigli).
A metà racconto il libro si trasforma in Silent Book, le illustrazioni smettono di essere accompagnate dalle parole dell’autore. E’ la parte in cui Max gioca con i mostri selvaggi. Questa può essere raccontata descrivendo le illustrazioni o inventando versi e baraonde.

Nel paese dei mostri selvaggi

Dal libro di Sendak è tratto il film del 2009 Nel paese delle creature selvagge, regia di Spike Jonze.

Il racconto di Maurice Sendak è stato pubblicato per la prima volta nel 1963 da Harper & Row. La prima edizione italiana è del 1981 edita da Emme Edizioni, e nel 1999 da Babalibri, con la traduzione di Antonio Porta. Il libro è stato recentemente ripubblicato da Adelphi con la traduzione di Lisa Topi.

Photo Credits: Babalibri

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