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29/05/12

"Che rabbia!", M. D'Allancé, Babalibri, 2007

che rabbia, d'allancé
TRAMA: Che brutta giornata ha passato Roberto! Quando rientra a casa è talmente nervoso che getta le scarpe infangate per aria ed assume un atteggiamento scontroso con tutti. Così il papà lo spedisce in camera sua.
Una volta nella sua stanza c'è qualcosa dentro di lui che sale sale sale... E' la rabbia! Si è materializzata in un enorme essere rosso fuoco! Il bambino scopre presto che giocare con la rabbia non è affatto piacevole! L'essere butta tutto per aria, distrugge giochi, oggetti e strappa i libri, bisogna fermarlo subito!
Roberto, ritrovata la calma, riordina e ripara ciò che la Rabbia ha rovinato. Il mostro rosso si fa piccolo piccolo. E' meglio chiuderlo in una scatolina. 


Tra le tante emozioni, ben presto i bambini hanno a che fare con la rabbia, non sempre facile da gestire.



E' un sentimento lecito e assumerne consapevolezza aiuta il bambino a rivolgere quest'energia in direzioni meno esasperanti.
Il racconto mostra chiaramente come a combinar danni non sia il bambino ma la Rabbia materializzata in un grosso essere tutto rosso.
In tal modo viene riconosciuta la possibilità di provare l'emozione, senza attribuire alcuna etichetta come ad esempio: cattivo, monello, pestifero, e via dicendo.

Dopo la lettura della storia, traendo ispirazione dai rimandi che la stessa suscita, si possono proporre alcune attività che offrono la possibilità di "giocare" con la rabbia e con l'essere arrabbiato.
Ad esempio è possibile allestire un contenitore per mettere dentro la Rabbia (che può essere rappresentata da un foulard rosso).

che rabbia


Oppure si può pensare di realizzare la Scatola della rabbia, nella quale mettere e chiudere metaforicamente questo sentimento. Quando un bambino (ma anche un adulto) si sente arrabbiato urla dentro la scatola e la chiude velocemente in modo da non permettere alla rabbia di uscire nuovamente fuori.
Queste saranno attività preziose per sostenere il bambino/a piccolo nell'espressione, riconoscimento e  regolazione emotiva.



E. L. 




Photo Credits: web



opac

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