Come gioca il bambino nel terzo anno di vita

Come crescono in fretta i bambini

dal secondo al terzo anno di vita iniziano a esprimere le prime opinioni su di loro e sugli altri, sviluppano un sorprendente senso d’identità, si osservano con interesse allo specchio e notano come le persone possono diversificarsi fisicamente sotto vari aspetti.

L’espressione verbale si è ora intensificata. I bambini sono in grado di raccontare e raccontarsi, di cercare risposte ai loro perché sul mondo, di esprimere sensazioni, di comunicare preferenze e di effettuare congetture – spesso animiste – nel tentativo di comprendere la realtà.

Hanno imparato a mangiare da soli, con forchetta e cucchiaio. Hanno abbandonato il pannolino e riescono a restare sempre più a lungo asciutti. Gli piace svestirsi e rivestirsi e hanno conquistato maggior abilità e sicurezza nel movimento: corrono lungo una traiettoria diritta, saltellano, salgono e scendono le scale, aprono le porte, svitano e avvitano, ecc.

Le frasi pronunciate sono “cosa seria”. Anche se può risultare un’impresa ardua il non ridere di fronte a commenti e comportamenti così genuini, è bene prestare una sincera attenzione al loro impegno e bisogno di conferma, come quando ad esempio, dopo un salto o un’arrampicata chiedono all’adulto: “Guardami!”

Le proposte di gioco adeguate a questa fascia di età sono strettamente correlate alle nuove competenze acquisite, alla necessità di aggiungere ad attività di tipo senso-motorio, caratteristiche dei primi due anni, altre, più simboliche, separate dall’oggetto reale e adesso possibili poiché il pensiero è in grado di costruire rappresentazioni mentali della realtà.

Il gioco simbolico, o di finzione

è particolarmente amato dai bambini di questa età. Attraverso l’imitazione essi rappresentano i comportamenti osservati nei grandi, soprattutto quando hanno a disposizione oggetti che facilitano questa esperienza.

Nei nidi per l’infanzia viene abitualmente realizzato un angolo (o una stanza) denominato “la casetta”. Questo spazio è allestito con oggetti che richiamano il quotidiano: la cucina e i suoi attrezzi, la toilette con lo specchio, il lavaggio dei panni, i travestimenti (con vestiti, scarpe, borse, cappelli, occhiali, bijoux, ecc…), un salottino con alcuni telefoni e giornali, le bambole con le loro culle e il fasciatoio, il banco del falegname, e così via. Molti di questi oggetti possono essere raccolti tra le mura domestiche, come, ad esempio, dei flaconi di detersivo vuoti e ben sciacquati, un po’ d’abbigliamento non più utilizzato ma in buono stato, dei telefonini privati di batteria, alcuni pannolini da mettere alle bambole, e via dicendo. Scegliendo uno spazio dedicato, è possibile proporre questo gioco anche a casa.

Le esperienze grafico-pittoriche e rappresentative

subiscono, altresì, un raffinato sviluppo. Il bambino, oltre a fare esperienza con i colori e ad essere ora capace ad abbinarne alcuni, realizza la personale percezione dello schema corporeo. Ciò avviene, in un primo momento tramite quello che può apparire un semplice scarabocchio (sempre più intenzionale, fino ad essere persino denominato), per poi giungere a rappresentare il cosiddetto “Omino testone”: un cerchio per descrivere la testa o probabilmente l’intero corpo, al quale sono direttamente collegate le braccia e le gambe, rappresentate generalmente come linee (Kellogg R., Analisi dell’arte infantile. Una fondamentale ricerca sugli scarabocchi e i disegni dei bambini, Emme ed., 1979).

Le attività linguistiche e musicali

sono altrettanto importanti per quest’epoca.
Attraverso il racconto di storie sempre più complesse e l’ascolto di canzoncine e filastrocche, i bambini arricchiscono con nuove parole il loro lessico, affinano la memoria e la concentrazione e si divertono! Inoltre i bambini hanno un naturale senso del ritmo e modificano con il suono il loro movimento. Amano ballare, muoversi a tempo di musica, suonare liberamente alcuni strumenti adatti alla loro età, come tamburelli, pianole, triangoli, xilofoni, nacchere, ecc.

xilofono

Far giocare il più possibile i bambini all’aria aperta, in parchi, giardinetti e altri spazi e organizzare giochi con l’acqua e attività con materiale per la manipolazione (sabbia, creta, terra, pasta di pane, travaso…) o per l’infilo (perline, chiodini…).

Photo Credits: web

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