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05/04/12

Come gioca il bambino nel primo anno di vita

gioco 0-1 annoIl gioco è un’attività spontanea intrapresa dall’individuo fin dal momento della sua venuta al mondo. Esso è essenziale per un sano sviluppo psicofisico allo stesso modo in cui lo sono la nutrizione e il sonno.

Genitori alle prese con bambini molto piccoli (che ancora non parlano e non camminano) si chiedono spesso quali sono le attività ludiche o gli oggetti di gioco che meglio accompagnano la crescita e gli interessi esplorativi.

Nella ricerca di una risposta a queste domande è necessario considerare quali sono le abilità psicomotorie caratteristiche di questa età, partendo da una generica linea di sviluppo e maturazione (senza sottovalutare la componente soggettiva capace di anticipare o posticipare certe tappe evolutive; ed anche l’eventuale influenza di un ambiente iper o ipo stimolante).



E' altrettanto importante poi, tentare di mettersi sempre nei panni del bambino (anche se ci vanno un po’ piccoli!) così da riuscire a comprendere quelli che sono i loro veri interessi, semplicemente attraverso l’osservazione diretta e l’adozione di un approccio empatico.

Già dall’inizio della sua esistenza, l’individuo è in grado di agire attivamente nel suo ambiente. A poco a poco trova interesse verso le cose che lo circondano e comincia a giocarci. E' particolarmente attratto dagli oggetti che fanno parte della sua quotidianità.

Pensate solo a quante volte i bambini preferiscono la borsa della mammao scuotere a destra e a manca un mazzo di chiavi, al nuovissimo e coloratissimo giocattolo comprato apposta per loro. Basta pensare, ad esempio, che molte aziende di giochi per l’infanzia hanno creato prototipi di mazzi di chiavi (purtroppo in plastica) partendo proprio dall’interesse che i bambini hanno sempre dimostrato verso le cose reali.

Alla nascita il neonato dispone di alcune competenze innate (riflessi) che gli permettono di svolgere una serie di attività automatiche necessarie alla sopravvivenza e che diventano intenzionali già dopo i primi mesi di vita. Chi ha avuto a che fare con un bambino appena nato avrà certamente notato come, ad esempio, questo afferri il nostro dito appena lo appoggiamo sul suo palmo o come volti la testa iniziando a succhiare quando la sua bocca viene stimolata con un dito.
Relativamente al movimento, durante il primo mese, il bambino assume una posizione che ricorda quella fetale o coricato sulla schiena. In seguito inizierà a compiere piccoli ma frequenti movimenti e arriverà a voltarsi a pancia in giù. Da questa posizione sarà capace di sollevare il mento  e, successivamente, anche il torace.
cestino dei tesori
Immagine tratta da "Persone da zero a tre anni",
E. Goldschmied, S. Jackson,  ed. Junior,  2011
Dal 5° mese in avanti il bambino riesce gradualmente a stare seduto. Da ora in poi avrà una visione diversa del mondo: vorrà afferrare gli oggetti che ha intorno e guarderà il suo corpo (gambe e piedini) da un’altra prospettiva.
Possiamo mettere accanto al bambino alcuni cestini contenenti oggetti e giocattoli che abbiamo scelto per lui/lei e lasciarlo/la libero/a di afferrare ciò che vuole e di esplorarlo in completa autonomia.

Il “cestino dei tesori” ideato dalla pedagogista Elinor Goldschmied (un'autrice che ha profondamente innovato la metodologia di lavoro nelle strutture per l'infanzia), consente al bambino/a di disporre di una serie di oggetti raccolti dall’ambiente domestico, accuratamente selezionati per garantire la sicurezza durante la loro manipolazione. Il materiale è messo all’interno di un cestino con sponde alte (questo per permettere al bambino/a di appoggiarsi stabilmente con il braccio e poter prendere da solo gli oggetti all’interno) ed è di vario tipo, forma e grandezza (la grandezza minima deve darci la certezza di non poter essere ingoiato: indicativamente l’oggetto più piccolo può essere delle dimensioni di una noce o di una castagna). Quest'attività diventa un prezioso stimolo sensoriale (oggetti ruvidi, lisci, morbidi, solidi, in legno, stoffa, metallo, pelo, e così via). 
Il “cestino dei tesori” nasce proprio dall’attitudine esplorativa dei piccolissimi che in questo modo hanno la possibilità di osservare, scegliere, prendere, tenere in mano, portare alla bocca, succhiare, assaggiare, sbattere, lasciare cadere gli oggetti, decidere se riprenderli o se sceglierne altri, ecc... 

Per quanto tempo si è detto ai bambini di non mettere le cose in bocca! Certo lo si è fatto giustificandosi con motivazioni relative alla sicurezza e all'igiene. 
E' importante invece capire come, per un bambino di questa età, il “portare gli oggetti alla bocca” rappresenta il canale principale per comprendere come sono fatte le cose che lo circondano; è una tappa essenziale per la sua crescita. 
Invece di impedirglielo dovremmo offrire ai nostri bambini oggetti che riteniamo sicuri e lavabili, ma anche vari e interessanti. Oggetti che appartengono alla vita di ogni giorno.

Durante il primo anno di vita del bambino/a sono consigliati dunque i giochi e le attività che stimolano e agevolino lo sviluppo:
  • delle abilità motorie (inclusa la prensione e la coordinazione occhio-mano);
  • delle competenze cognitive e pre-linguistiche (lallazione);
  • dell’esplorazione;
  • della manipolazione;
  • della ripetizione e concentrazione;
  • sensoriale.


E. L.


Photo Credits: vitazerotre.com (tutti i diritti riservati) 
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