Introduzione ai giochi di travaso

Immagine tratta da “Nido Magnolia”

Giocando al travaso i bambini allenano la cosiddetta motricità fine, ovvero la competenza relativa ai movimenti della mano e del polso. Questa si sviluppa gradualmente durante i primi anni di vita. Per favorire tale progressività, i giochi definiti “del travaso” vengono proposti al bambino/a in maniera propedeutica, attraverso l’inserimento di strumenti e materiali che richiedono un grado crescente di precisione. Ad esempio, viene offerto inizialmente al bambino/a un cilindro con un’apertura molto larga per poi passare ad una più stretta (strumenti per il travaso), ed ancora, si inizia con il travasare della pasta grossa, dei fagioli per arrivare ad utilizzare della farina gialla, fino all’acqua (materiali da travaso).

Mentre gioca “a travasare” il bambino/a compie le prime esperienze sulla qualità degli oggetti (consistenza, volume, peso, rapporti di grandezze…) e su come i materiali si comportano quando sono messi in relazione tra loro.

Inoltre, queste attività consentono ai più piccoli di abituarsi spontaneamente, senza costrizioni, alle situazioni pratiche della vita, come mangiare, versarsi da bere, perfezionando il controllo del movimento attraverso la sua ripetizione.

Quando i bambini giocano con interesse, amano rifare più e più volte la stessa azione o attività. La volontà di ripetere, presente nei bambini piccoli, deve essere incoraggiata e non ostacolata: stanno allenando la loro coordinazione e il movimento come fa l’adulto che si prepara ad uno sport, ad esempio, lanciando consecutivamente la palla per perfezionare la traiettoria del tiro.

 

gioco travasi

L’adulto predispone l’ambiente di gioco, preparando uno spazio attrezzato, gli strumenti, i contenitori in cui effettuare il travaso; non è necessario che intervenga durante l’attività – ad esempio suggerendo al bambino come fare – può a sua volta effettuare il travaso per essere da esempio.
E’ importante che il bambino/a abbia la possibilità di vivere questa esperienza in maniera libera e autonoma. Osserveremo così l’interesse spontaneo nei confronti del gioco e la conseguente concentrazione (i bambini, seppur piccoli,  riescono a giocare al travaso anche per più di mezz’ora consecutiva).
La presenza dell’adulto resta comunque fondamentale per vegliare sul bambino/a che gioca e per intervenire  in caso di necessità.Ovviamente, e per fortuna, i bambini non sono tutti uguali. C’è chi mostra poco interesse verso quei giochi che richiedono un’attenzione maggiore, come il travaso, perché, ad esempio ha voglia di fare attività motoria oppure di avere un’interazione continua con i grandi.
Giochi di questo tipo sono particolarmente indicati per questi bambini, proprio perché favoriscono il contenimento fisico-emotivo, l’attenzione (imparare a soffermarsi su un’attività) e l’osservazione (capire come si comportano gli elementi), ma non bisogna mai costringere mai il bambino/a a giocare quando non ne ha voglia.
Alcune azioni che favoriscono il coinvolgimento di un bambino/a che non mostra interesse sono: proporre di aiutarci nella preparazione del gioco dandogli dei compiti; giocare insieme a lui/lei con un sincero interesse (attenzione, non “al posto di”. Per evitare di interferire nel gioco del bambino attrezziamo del materiale per l’adulto che conduce, una strategia educativa che favorisce l’apprendimento per imitazione e la relazione adulto-bambino); chiedere di riordinare e di ripulire con noi alla conclusione del gioco.
Un bambino/a che si mostrava disinteressato inizia a giocare anche solo per pochi minuti, può essere considerato un importante traguardo.Il video che segue mostra una semplice attività di travaso del metodo montessoriano, dove l’adulto esegue l’azione con un particolare controllo del movimento (accompagna la caraffa con entrambe le mani). [Fonte Montessori Primary Guide]

Al termine dell’attività, il pavimento può essersi trasformato in un campo minato da fagioli o tortiglioni ma l’esperienza vissuta dal bambino varrà lo sforzo per le pulizie finali. Possiamo limitare il disordine stendendo a terra un telo o una tovaglia.

 

“Nell’ambiente gaio e ammobiliato proporzionatamente al bambino, esistono oggetti che permettono col loro uso di raggiungere uno scopo determinato, come sarebbero, per esempio certi semplici telai coi quali il bambino può apprendere ad abbottonare, ad allacciare, ad agganciare, annodare, ecc… Ovvero lavabi coi quali il bambino può lavarsi le mani; scope con cui può nettare il pavimento, cenci ed oggetti adatti a togliere la polvere dai mobili; spazzole varie, per pulire le scarpe o i vestiti: tutti oggetti che invitano il bambino ad agire, a compiere un vero lavoro con un reale scopo pratico da raggiungere. Lo stendere tappeti e arrotolarli poi quando si sono usati; o distendere la tovaglia per apparecchiare realmente la tavola nell’ora del pranzo e ripiegarla e riporla accuratamente dopo che il pranzo è finito, o addirittura apparecchiare la tavola in modo completo, mangiare correttamente e quindi sparecchiare e lavare il vasellame riponendo ogni oggetto al suo posto nelle credenze, sono lavori che hanno una gradazione non solo di successive difficoltà nell’esecuzione, ma che richiedono uno sviluppo graduale del carattere, per la pazienza che è necessaria ad eseguirli e per la responsabilità che richiedono per essere portati a compimento.”
(da “La scoperta del bambino”, Maria Montessori)

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