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09/04/13

Perché diamo il ciuccio ai bambini?

serve il ciuccio
Immagine tratta da Nuby.fr
Il ciuccio è probabilmente il metodo più utilizzato per calmare il bambino piccolo.
Nonostante ciò, è ancora acceso il dibattito sulla sua reale necessità. Come spesso accade a riguardo dei fenomeni umani, non è possibile trovare una risposta univoca, valida per tutti e allo stesso modo, sul fatto che il ciuccio andrebbe proposto oppure evitato.
Così, se da una parte c'è chi lo condanna e dall'altra coloro che ne decantano l'utilità; a metà strada si trova chi è convinto che ciascuna situazione, ciascun bambino e ciascun genitore, siano unici e incomparabili.

Per il bambino il ciuccio può assumere il significato di quello che in psicologia è definito come oggetto transizionale, ovvero un "tramite" capace di rilassarlo, calmarlo e addormentarlo durante la delicata fase del suo sviluppo (tra i 6 e i 15 mesi) in cui comincia a percepire la realtà come esterna da lui.
I fenomeni transizionali però possono manifestarsi e svilupparsi in modi assai diversi, scelti dal bambino e accomunati dal fatto che generalmente i genitori ne intuiscono la loro importanza. Alcuni esempi sono: la suzione del pollice, la copertina, l'orsacchiotto, l'angolo de lenzuolo, una ciocca di capelli, la produzione di suoni e cantilene, ecc.
Possiamo per questo affermare che, pur essendo un utile supporto, il ciuccio non dovrebbe mai essere considerato un oggetto indispensabile e da acquistare a priori, in vista del lieto evento. Andrebbe invece proposto dopo aver osservato il bambino che si ha di fronte e valutata la sua necessità di stimolare la zona orale oltre il momento dell'allattamento, per ritrovare lo stato di quiete.

Madonna con Bambino di Albrecht Dürer ciuccio
La Madonna con Bambino di Albrecht Dürer
è un dipinto del 1506.
 


Tutto parte dunque dalla suzione, un riflesso innato presente in ogni neonato.
Per soddisfare questa "tensione" il bambino è capace, dai primi istanti di vita, di raggiungere il seno materno ed attaccarsi ad esso per nutrirsi.
L'allattamento (e il contatto mamma-bambino), oltre a essere fonte di cibo, ha un profondo valore consolatorio e calmante. Poiché il bisogno di succhiare si estende spesso oltre le poppate, potremmo pensare che Madre Natura, proprio per garantirsi la sopravvivenza della specie, abbia decisamente abbondato nel dotare i neonati di questo riflesso.
La storia del ciuccio è davvero molto antica. Già nel '500 abbiamo traccia dei primi rimedi per dare sollievo alle piccole boccucce. Gli avi degli odierni ciucci erano realizzati con stoffe e stracci che venivano chiusi a forma di sacchetto e riempiti con materiali morbidi oppure imbevuti in sostanze dolci e altri composti considerati tranquillizzanti (vino, oppio) ma che poi si sono verificati tossici o poco igienici. 
Tali pratiche furono progressivamente abbandonate a partire dalla 1° metà dell'800, con l'arrivo dei primi succhiotti in gomma. 

La suzione ha una funzione consolatoria perché favorisce il rilascio di endorfine da parte del cervello, sostanze che danno la sensazione di benessere fisico.
Per questo motivo il bambino che viene allattato, che succhia il dito o il ciuccio dopo aver vissuto un evento stressante (coliche, vaccinazione, dolore fisico, spavento, paure arcaiche, ecc...) si tranquillizza e si rilassa.



Il metodo di consolazione da prediligere dovrebbe essere quello di attaccare il bambino al seno con allattamento a richiesta, dal momento che il ciuccio altro non è che un suo sostituto, anche se talvolta alcune espressioni vorrebbero far credere il contrario, ad esempio accusando il bambino (e la mamma) di usare il seno come ciuccio.
Offrendo ripetutamente il ciuccio come risposta al pianto il rischio è quello di non comprendere l'effettiva esigenza che il bambino/a desiderava comunicarci. Il piccolo/a può temporaneamente sentirsi consolato, eppure il reale bisogno, quello che ha scatenato la crisi, potrebbe non essere stato soddisfatto. 
Proponendo il ciuccio troppo spesso il neonato potrebbe saltare alcune importanti poppate. Sappiamo infatti che l'allattamento risponde a diverse funzioni e che con esso inoltre il bambino si disseta e idrata.
In alcune situazioni il ciuccio però può aiutare a superare momenti di crisi ai quali non possiamo subito rispondere. Ad esempio quando siamo alla guida dell'auto e il piccolo è allacciato al seggiolone, oppure siamo fuori casa e non siamo in grado di fermarci per allattarlo, cambiarlo, ninnarlo, ecc...



E. L.

Photo Credits: web




Albi illustrati per accompagnare la separazione dal ciuccio:
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