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09/04/13

Le buone pratiche sull'uso del ciuccio

Immagine tratta da VestireBio
Avete in braccio il vostro bambino o la vostra bambina e state pensando che un ciuccio potrebbe essergli d'aiuto per affrontare alcune piccole frustrazioni.
In un precedente articolo ("Perché diamo il ciuccio ai bambini?") abbiamo parlato della possibile utilità di questo oggetto consolatorio.
Ecco alcuni dei più diffusi consigli in merito all'uso del ciuccio:

Evitare il ciuccio durante le prime settimane di allattamento. Questo perché, come la mamma, anche il bimbo/a sta imparando ad attaccarsi al seno. Seppur simile il ciuccio comporta una suzione diversa da quella necessaria per arrivare al latte materno. Il bambino, ancora inesperto, potrebbe per questo confondersi e non compiere una suzione adeguata, sfavorendo la buona riuscita dell'allattamento materno.
Poppare (dal seno) e succhiare (il ciuccio) sono due azioni differenti. Se il bambino non esercita una corretta suzione potrebbe causare dolore alla mamma durante l'allattamento e non riuscire a nutrirsi adeguatamente.
I bambini si mostrano da subito competenti e attivi: sono in grado di far fronte al loro bisogno di consolare le piccole frustrazioni portandosi il pollice alla bocca o succhiando il lembo di una copertina. Una vera e propria ricerca autonoma del benessere.




Non forzare mai il bambino/a all'utilizzo del ciuccio. Il ciuccio va semplicemente proposto, ad esempio appoggiandolo sul labbro. Se il bambino vorrà, sarà lui a portarlo alla bocca, altrimenti rispetteremo la sua scelta. 
Nel caso di un bambino molto piccolo (0-3 mesi) possiamo aiutarlo a mantenere il succhiotto in bocca sostenendolo con le nostre dita, sempre in maniera morbida e leggera, in modo da poter cogliere l'eventuale volontà del neonato di lasciarlo andare.
Dopo il terzo mese di vita, di pari passo con l'acquisizione della capacità di afferrare gli oggetti, il bambino/a inizierà a gestire in maniera autonoma il suo ciuccio: lo toglierà e metterà in bocca utilizzando le mani, lo osserverà e cercherà di capire qual'é il verso giusto, lo morderà, lo butterà via, ecc.

Non stimolare il bambino/a ad utilizzare il ciuccio, intingendolo con sostanze dolci come il miele o lo zucchero. Questa pratica diffusa in passato ha provocato seri danni ai nascituri dentini.

Lavare ed eventualmente sterilizzare il ciuccio che cade per terra e, in generale, una volta al giorno, facendo bollire un po' d'acqua in un pentolino. Sostituirlo se danneggiato o ha un cattivo odore (causato da un'eccessiva presenza di batteri).
Spesso viene suggerito di tenere in casa un numero ciucciotti identici tra loro in modo che, qualora il primo si dovesse rompere o perdere può essere immediatamente sostituito, senza provocare turbamento al bambino/a.
Questo può aiutare ma è anche importante rendere partecipi i piccoli di quello che succede, spiegando come il ciuccio, allo stesso modo delle altre cose, si può rompere e, per tal motivo viene cambiato.
Probabilmente, il fatto che il bambino/a morda la tettarella con i denti fino a danneggiarla significa che è giunto per lui il momento di iniziare a separarsene, sembrando più un'abitudine di tenerla in bocca che un reale bisogno.

In genere il bambino/a si disinteressa al ciuccio dopo il primo anno di vita, quando è particolarmente coinvolto nel gioco, nella scoperta del mondo che lo circonda e nel linguaggio.
Non tutti i bambini però ci rinunciano in maniera spontanea, anzi, la maggior parte ha bisogno del sostegno dell'adulto per intraprendere il percorso che li porterà a fare a meno di questo oggetto, nel rispetto dei tempi individuali.





Albi illustrati per accompagnare la separazione dal ciuccio:

2 commenti:

  1. ... ho un piccolo premio per te: http://approcciopikleriano.blogspot.it/2013/04/premio-very-inspiring-blogger-award.html
    ^__^

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  2. grazie Lucia Vichi! ricambio con piacere :)

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