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23/08/13

Come affrontare la relazione con le famiglie nel lavoro al nido?

relazione con i genitori vitazerotre.com
Condividiamo la domanda di un'educatrice, sul rapporto tra educatori e famiglie, un tema davvero importante per chi si occupa di bambini.

✎ Ciao! Innanzitutto vorrei dirvi che questa pagina è bellissima, con post davvero interessanti e utili! Complimenti! 
Vi scrivo per sapere se gentilmente potreste essermi di aiuto: sono un'educatrice alle prime armi.

Con i bambini mi rapporto facilmente e il lavoro è fantastico, ma rapportarsi con i genitori è un po' più difficile, 
soprattutto quando accadono episodi di morsi, graffi, bernoccoliAvreste qualche libro da consigliarmi a riguardo?
Vi ringrazio in anticipo! buona giornata!


✎ Il rapporto con i genitori dei bambini è forse uno degli aspetti più delicati e complessi del lavoro educativo. Fin dai primi contatti con le famiglie è importante instaurare una relazione positiva, aperta e accogliente, nell'ottica di offrire un servizio capace di sostenere i genitori, impegnati nella crescita del loro bambino.
L'atteggiamento empatico e professionale, la capacità di ascolto e la disponibilità a dare informazioni semplici e chiare, sono elementi che favoriscono la fiducia da parte delle famiglie nei confronti del personale del nido.



Si tratta del costante impegno (professionale) dell'astenersi dal giudicare e del cercare, invece, di conoscere, osservare e capire; di accogliere il bambino con la sua famiglia, la quale rappresenta uno dei principali tasselli della sua evoluzione e formazione.
Significa evitare di tentare di comprendere quel determinato bambino attraverso pregiudizi e critiche, bensì tramite il confronto con genitori e colleghi in modo da poter individuare le strategie che meglio favoriscono la crescita del piccolo e il suo benessere.
E' importante non essere criticanti e non sminuire azioni e decisioni dei genitori. Così facendo si perde di vista il reale obiettivo del lavoro educativo che richiede invece rispetto e accoglienza verso le scelte, gli stili e l'unicità della famiglia che entra a far parte del servizio.

Nell'organizzazione quotidiana legata alla partecipazione delle famiglie al nido, uno degli sforzi più importanti è rappresentato dalla necessità di far conciliare il rispetto delle regole della struttura con la maggiore flessibilità richiesta dai genitori per far fronte alle singole esigenze organizzative.

E' utile organizzare incontri e colloqui con i genitori per fornire informazioni su quello che accade al nido e per rassicurarli su alcune dinamiche derivanti dalle prime esperienze di socializzazione tra pari. Si parlerà di come, frequentando il nido, i bambini possono essere protagonisti di alcuni piccoli incidenti quali graffi, morsi, ecc..., della normalità di questi avvenimenti, del fatto che siano tipici dell'età evolutiva e superabili senza particolari traumi.
Quando accadono episodi di aggressività tra pari, come il morso, non sempre l'educatore può rendersene conto in tempo da fermare l'aggressione. Nel momento in cui interviene probabilmente il bambino/a ha già morso il suo compagno. Dunque la strategia educativa non è indirizzata principalmente a bloccare il gesto ad ogni costo ma a sostenere il bambino che si trova in questa fase, affinché possa superarla positivamente.
Ad aggressione avvenuta l'educatrice si preoccupa di consolare il bambino/a che ha subito il morso ma anche di accogliere il bambino/a che ha morso. Va posta attenzione a condannare l'azione e non la persona (dicendo, ad esempio: "Hai fatto una cosa brutta al tuo amico", invece di: "Sei un bambino cattivo!"). 

L'osservazione dei comportamenti, delle dinamiche di relazione e dei fattori ambientali, è uno strumento fondamentale per progettare attività e momenti che mirano a scoraggiare questo tipo di atteggiamenti, aiutando il bambino/a a indirizzare il surplus energetico verso altre mete. 

I genitori vanno sempre informati con franchezza sull'accaduto. E' necessario rassicurarli e raccontare la modalità di intervento scelte dal personale educativo di fronte a questi episodi. Bisogna comprendere il loro stato d'animo quando vedono il segno lasciato dal morso sopra la delicata pelle del bambino/a ma anche quando vengono a conoscenza che è stato il loro figlio/a a far male a un compagno/a. 
E' utile cercare la loro collaborazione e disponibilità nel seguire una linea educativa comune tra nido e casa. I bambini si mostrano generalmente sensibili e interessati a riascoltare i loro vissuti emotivi. Dunque mamma o papà possono riprendere l'argomento in un secondo momento, sottolineando l'inaccettabilità del gesto: "Ho saputo che oggi all'asilo hai morso un tuo amico. Probabilmente eri arrabbiato ma è una cosa che non si fa".

A favore della privacy raccontiamo ai genitori l'accaduto senza dire il nome dei bambini coinvolti, anche quando avranno imparato a parlare e saranno loro stessi a dire "Tizio mi ha morso!". 

Sul rossore lasciato dal morso in genere si utilizza della pomata a base di arnica per la sua proprietà antiecchimotica.



Ecco alcuni riferimenti bibliografici:









4 commenti:


  1. Ciao compliementi per il tuo blog è bellissimo mi sono iscritta come follower se ti va passa anche da me
    a presto ciao

    http://nailartpassopasso.blogspot.it/

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Naomi, grazie! Ho dato un'occhiata al tuo blog e ho visto che è in arrivo una bimba :) tanti auguri! Proverai una gioia immensa quando sarà tra le tue braccia. Se hai qualche domanda sul mondo dell'infanzia non esitare a scrivere a vitazerosei@gmail.com, o sulla pagina fan di facebook o ancora postando un commento sotto un post come hai fatto qui!

      Elimina
  2. Ciao, ho condiviso volentieri anche nella pagina dedicata ai genitori su Facebook: Babbi&Mamme

    https://www.facebook.com/babbiemamme

    Saluti,
    Marco

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    Risposte
    1. Grazie! Apprezziamo molto le condivisioni :)

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