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08/08/13

Un, due, tre... CAMMINO DA ME!

imparare a camminare
Durante il primo anno di vita il bambino/a inizia a muoversi nel suo ambiente, gattonando, strisciando, rotolando, fino a riuscire a mettersi in piedi e, in seguito, a camminare.
Apparentemente all'improvviso si aggrappa a un sostegno stabile come un mobiletto, un divano, le gambe di un adulto, una sedia, ecc., si solleva e conquista soddisfatto la postura eretta.
Da questo momento mettersi in piedi diventa una delle sue attività preferite. L'interesse a ripetere l'azione gli consentirà di rinforzare la muscolatura e sperimentare l'equilibrio nello stare in piedi.

Sarà un periodo ricco di sorrisi, applausi, cadute, pianti e consolazioni.
Salvo situazioni di deficit dello sviluppo motorio e/o intellettivo, per le quali può essere richiesto un sostegno mirato e specifico; sappiamo che i bambini iniziano a camminare senza alcun bisogno che gli venga insegnato, poiché quest'abilità è parte della nostra linea evolutiva.
Nel rispetto dei metodi e dei tempi individuali, alcuni semplici accorgimenti possono comunque sostenere l'evoluzione motoria del bambino/a:



"Fammi stare a terra!" 
Recenti studi hanno messo a confronto il modo in cui vengono cresciuti i bambini piccoli nelle diverse culture, dimostrando quanto l'esperienza motoria possa essere favorita se il piccolo è tenuto più a lungo a terra, libero di muoversi nello spazio, invece che all'interno di culle, dondolini, carrozzine, box o in braccio. 
angolo morbido
Alcuni "angoli morbidi" nelle strutture per l'infanzia. (il nido dei cuccioli, nido Biribò)
Fin dai primi mesi di vita possiamo organizzare uno spazio morbido, in un angolo della casa facilmente visibile.
In un tappeto sistemiamo alcuni cuscini e un'alternanza di oggetti e di giochi capaci di stimolare l'interesse del bambino.


"Permettimi di andare a spasso per l'ambiente!"  
Le nostre case sono piene di pericoli per un bambino/a che inizia a muoversi e a mostrare curiosità verso ciò che lo circonda.
Con alcuni piccoli accorgimenti possiamo renderle più adeguate al bambino/a che gattona e che inizia a mettersi in piedi, consentendogli di esplorare l'ambiente, di rinforzare le recenti conquiste motorie e di muoversi in maniera tranquilla e fiduciosa.
Fin dall'inizio è essenziale stabilire alcuni fermi e determinati "NO" da pronunciare quando il bambino/a si avvicina ad un oggetto che non deve assolutamente toccare. Ovviamente non può essere vietata qualunque cosa, dunque stabiliamo pochi e chiari divieti verso ciò che può essere effettivamente pericoloso.
Sollevare di peso il bambino/a e allontanarlo da un oggetto o da un angolo della casa al quale non gli è permesso di accedere è una pratica stancante e poco funzionale, poiché egli non tarderà a tornare sui suoi passi. E' consigliabile stabilire, fin dai primi mesi, un contatto verbale in modo che possa gradualmente comprendere i limiti imposti attraverso il nostro diniego. Opteremo per l'allontanamento coatto solo quando non ci è proprio possibile farne a meno. 





"Mi serve proprio il girello?" 
carrello primi passi
Esempi di carrelli per i primi passi in legno
Il girello è un sistema di sostegno propedeutico ai primi passi che è stato in passato ampiamente utilizzato. Oggi, diverse riflessioni mettono in dubbio la sua reale necessità.
Mi limito qui a considerare gli aspetti prettamente pedagogici e non ortopedici di tali visioni critiche:
- Nel girello il bambino/a non può decidere liberamente quando e se stare in piedi, è infatti compito dell'adulto metterlo o toglierlo dal supporto. Al contrario, i giochi ideati per sostenere i "primi passi" consentono al piccolo di servirsene in maniera spontanea e attiva. 
- Il bambino/a è circondato dalla struttura rigida del girello che gli impedisce o lo ostacola nella sua volontà di afferrare giochi e oggetti.
Non consente al bambino/a di cadere quando invece, queste prime cadute, sono essenziali affinché egli conquisti stabilità ed equilibrio nella posizione eretta.


Alcuni supporti "primi passi" esistenti in commercio non sono abbastanza robusti da reggere il peso del bambino/a che vi si appoggia. Consiglio a tal proposito di preferire i carrelli in legno a quelli in plastica in quanto non si ribaltano nel momento in cui il bambino/a cerca di tirarsi su e spingerli.

Vedi anche l'articolo su come realizzare un supporto per i primi passi.

"Non aver fretta di vedermi con le scarpe!"
Finché il bambino/a non cammina le scarpine hanno una funzionalità esclusivamente estetica. In commercio si trovano svariate tipologie di calzature per la primissima infanzia, sono talmente tenere e simpatiche da rendere davvero difficile resistere al loro acquisto!
Eppure, oltre ad essere inutili, le scarpe possono ostacolare un piede in veloce crescita come quello del neonato e inibire il movimento delle dita.
Se proprio non riusciamo a farne a meno, limitiamo al massimo le occasioni per indossarle, cercando di lasciare il più possibile liberi i piedi del bambino anche e soprattutto quando è capace di compiere i primi passi, optando invece per un paio di calze o di antiscivolo.


"Se puoi, portami sull'erba o sulla sabbia"
Camminare sopra un morbido prato o sulla sabbia è utile per rinforzare il controllo motorio e l'equilibrio del bambino. Muoversi è un po' più difficile ma cadere è meno doloroso.



E. L.


Photo Credits: vitazerotre.com (tutti i diritti riservati) - web






4 commenti:

  1. Che bel post!!! Adoro i progressi evolutivi dei bambini, sono incredibili macchine per l'apprendimento!!!
    Fantasy Jewellery

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    1. Grazie! Cito a tal proposito la Montessori quando parlò di "mente assorbente" per descrivere la naturalezza dell'apprendimento nel bambino!

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  2. ciao! ti ho premiato nel mio blog!
    ancora complimenti per il tuo!bellissimo e utilissimo!

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