Recents

05/09/13

Il gioco simbolico (2° anno di vita)

gioco simbolico
Immagine tratta da "Histoire(s) de jouer"
Trovare una definizione esaustiva di gioco, descrivere come e perché si manifestano le attività ludiche, è un obiettivo ricorrente nelle ricerche dei teorici dell'età evolutiva.

Possiamo facilmente osservare il modo in cui, fin dai primi mesi di vita, il bambino/a è impegnato e indaffarato a compiere specifiche attività di tipo sensoriale e motorio, esperienze con cui si approccia alla conoscenza del corpo e dello spazio.
Il gioco di puro esercizio, caratteristico dei primi mesi di vita (in Piaget J., Lo sviluppo mentale del bambino, 1964), presenta un'evoluzione che segue la crescita e lo sviluppo cognitivo del bambino/a.
Prima di compiere attività di gioco collettivo e con le regole, i piccoli attraversano alcune fasi caratterizzate da particolari modalità di rappresentazione mentale del vissuto reale e, successivamente, di quello fantastico e immaginato.




Verso il 2° anno, al termine del periodo senso-motorio, il bambino/a utilizza un oggetto (significante) per rappresentare un particolare significato (relativo a un'azione, un avvenimento, un oggetto, ...). Attraverso queste attività mettono in scena il cosiddetto gioco simbolico o di finzione.
Il bambino è ora in grado di rappresentare mentalmente e in maniera differita qualcosa che ha precedentemente osservato e appreso dal suo ambiente. Ad esempio afferra una ciabatta e la usa come se fosse la cornetta del telefono, si siede sulla seggiolina e finge di guidare, fa addormentare una bambola sopra uno straccio che diventa un letto, ecc..
Queste attività sono accomunate dal fatto che il gesto imitatore (fingere di dormire, mangiare, arrabbiarsi, telefonare, cucinare, ecc...) è accompagnato da uno o più oggetti di natura simbolica. Come descrisse Vygotskij: “Nel gioco il pensiero è separato dagli oggetti e l’azione nasce dalle idee più che dalle cose: un pezzo di legno comincia ad essere una bambola e un bastone diventa un cavallo” (Lev S. Vygotskij, Il ruolo del gioco nello sviluppo mentale del bambino, in Bruner J. S., Jolly A., Sylvia K., 1981).


Alcune proposte per sostenere le attività legate al "gioco simbolico":

GIOCO DELLA CASETTA, un angolo in cui viene ricreata un'abitazione a misura di bambino completa di accessori per riprodurre, nel gioco, le attività di casa: la cucina, i fornelli, le pentoline, i piatti, le posate, gli strofinacci, il tavolo apparecchiato, i generi alimentari, le scope in miniatura e gli altri accessori per la pulizia, il salottino, il tavolino, il telefono, le tende alle finestre, i quadri alle pareti, dei piccoli lettini, le bambole, la vaschetta per il bagnetto, l'asse e il ferro da stiro, gli stendini con le mollette, ecc. 
GIOCO DELLE BAMBOLE, un'esperienza importante per bambini e bambine che, identificandosi nell'adulto, imitano e riproducono le azioni di cura e di accudimento a loro volta ricevute. Dare da mangiare, lavare, spogliare, rivestire, addormentare, cullare, coccolare, rimproverare, portare a passeggio, ecc. sono alcune possibili attività messe in atto dai bambini durante questo gioco, nel quale esprimono il vissuto interiore e le emozioni. 
IL MERCATO, allestito con piccoli carrelli da riempire, espositori di frutta e verdura (vera o finta a seconda della disponibilità), contenitori, cesti, bilance ...
L'OSPEDALE, con la valigetta del dottore, gli strumenti, il camice, gli occhiali, ecc.
IL BANCO DEGLI ATTREZZI, con riproduzioni dei lavori artigianali e di costruzione-fabbricazione (falegname, meccanico, costruttore, ...). Spazio che permette alle bambine a ai bambini di sperimentare il controllo del movimento, della forza e della coordinazione, attraverso attività come martellare, battere, avvitare, girare, infilare, riempire, svuotare, aggiustare, ecc...
SPAZIO PER I TRAVESTIMENTI, un angolo nel quale è possibile indossare gli abiti, gli accessori e le scarpe dei grandi o dei personaggi. Questi sono disposti in armadi accessibili oppure all'interno di ceste, scatole e contenitori. Attraverso la presenza di specchi il bambino/a è agevolato a vestirsi in autonomia, inoltre scopre la sua immagine riflessa e conosce il proprio schema corporeo.

Gli oggetti e i materiali per giocare sono riproduzioni anche fittizie di quelli reali (una scatola diventa un lettino, un bastoncino è usato al posto di un cucchiaio...) con le quali il bambino/a rappresenta e simboleggia elementi della realtà, che spesso individua e sceglie di sua iniziativa.

Tramite il gioco di finzione il bambino/a arricchisce e contestualizza l'attività precedente svolta nel gioco euristico (vedi).
Da questo momento in poi i piccoli, oltre a scoprire le relazioni tra oggetti, sono in grado di mettere letteralmente "in scena" ciò che osservano nel loro ambiente. Tramite la simbolizzazione e l'imitazione, non solo ripetono il mondo dei grandi, ma lo ricreano assegnando ad esso nuovi significati.
Il gioco simbolico accompagna i bambini che si avvicinano e cercano di comprendere le azioni degli adulti, favorisce lo sviluppo del linguaggio e l'apprendimento di nuove parole, agevola il superamento di stereotipi legati al genere (ad esempio non sono soltanto le bambine a vestire le bambole e i maschietti a picchiare il martello sul banco degli attrezzi) e all'appartenenza etnica (si può scegliere il materiale simbolico attingendo dalle abitudini e usanze di culture diverse) (Goldschmied E., Jackson S., Persone da zero a tre anni. Crescere e lavorare nell'ambiente del nido, 1996).



E. L.



Photo Credits: web


Approfondimenti:
Nessun commento:
Posta un commento

I vostri commenti nutrono il blog!

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...