“La cosa più importante”, Antonella Abbatiello, Fatatrac, 2011

TRAMA: Nel bosco di Pratorosso gli animali si sono riuniti per stabilire quale delle loro caratteristiche sia in assoluto la più importante. Ciascuno di loro, a turno, espone agli altri la propria qualità.
Inizia il coniglio a descrivere le sue orecchie lunghe, certamente necessarie per sentire ogni pericolo.
E’ la volta del riccio, sempre ben protetto grazie ai suoi appuntiti aculei.
La giraffa ha il collo lungo e può raggiungere le foglie più tenere.
Il colore verde della rana le permette di mimetizzarsi nella natura.
L’uccello, con le sue ali, vola in alto dove nessuno può raggiungerlo.
L’elefante è al sicuro grazie alla sua generosa stazza e alla lunga proboscide.
L’oca riesce a camminare e a nuotare perché ha i piedi palmati.
Il castoro, infine, costruisce robuste tane con i suoi dentoni sporgenti.
Al termine di ogni intervento, il gruppo di animali prova la qualità illustrata dal suo possessore. A un certo punto, sempre più confusi nello stabilire quale sia la dote migliore, interviene il saggio gufo a spiegare quanto tutte siano parimente importanti.
… Ma animali, non tutte insieme! Ognuno possiede la propria, personale, unica, irrinunciabile qualità.

la cosa più importante

Durante la lettura ad alta voce i bambini osservano divertiti i protagonisti del racconto mentre “indossano” le loro reciproche qualità. Scoprono un modo buffo di mettersi nei panni dell’altro poi, tra i tanti, con il gioco simbolico (attività ludica che si manifesta dal 2° anno circa) sperimentano l’immedesimazione.

La storia ha in sé l’importante messaggio rivolto al rispetto delle diversità. Valorizzare le differenze, anziché sminuirle o peggio disprezzarle, significa comprendere come queste possano arricchire e integrare le nostre culture.

la cosa più importante

Il libro ha ricevuto la menzione d’onore per le tematiche della pace e della convivenza UNESCO.

Il racconto e le immagini di Antonella Abbatiello si amalgamano tra loro creando un ritmo narrativo scorrevole e semplice da raccontare, anche ai bambini più piccoli (2-3 anni).

Il lettore ad alta voce può interpretare gli accenti degli animali, mutandone, di volta in volta, le tonalità. Ad esempio: il coniglio ha una vocina minuta, il riccio ha la erre moscia, la giraffa ha la voce un po’ snob, la rana ha un tono rauco e aggiunge dei “cra cra” alle parole, l’uccello ha la voce squillante, l’elefante bassa e grossa, l’oca accompagna le parole con dei “qua qua”, il castoro ha “affolutamente” la esse sibillina e, per ultimo il gufo ha la voce lenta e saggia.

la cosa più importante

“Solo chi ha il collo lungo arriva alle foglie tenere degli alberi, anche quando l’erba è secca e la terra arida”

la cosa più importante

“No, non tutte insieme! Ognuno di noi ha qualcosa di importante!”

Photo Credits: Fatatrac 

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