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19/01/14

"Zuppa di elefante", I. e D. Schubert, Lemniscaat, 2010

zuppa di elefante
TRAMA: Cosa potrebbe rallegrare la giornata di un topolino triste? Ma certo, una zuppa di elefante!
Ecco come si fa: si chiamano a raccolta gli amici, una folta schiera di topolini; si prende un pentolone piuttosto grande, alcune verdure, molta acqua e, l'ingrediente principale, un grosso elefante!
Dopo aver lavato con cura il voluminoso animale, i topi lo mettono a cuocere.
Quando l'elefante diventa di un bel rosa è il momento di mettere il coperchio sulla pentola.
Come un coperchio? Questo è troppo e il povero pachiderma salta giù arrabbiato.
La zuppa è rovinata, ma poco importa! Il pentolone diventa una grande piscina e l'elefante un nuovo amico con cui giocare.




La prima volta che ho sfogliato il racconto dei coniugi Schubert mi è sembrato surreale e anche un po' crudele: tutti quei topolini che vogliono cuocere un povero elefante!
Poi, attratta dalle bellissime illustrazioni del libro, l'ho letto e riletto prima di proporlo ai più piccoli. finalmente, credo, ne ho colto la sottile trama.

Premetto che le frasi che accompagnano i disegni sono davvero brevi e semplici e le pagine della storia non sono molte, caratteristiche che rendono la lettura di questo libro adatta ai più piccoli (dai due anni circa).

Ecco, i topolini altro non fanno che organizzare un gioco simbolico e, per l'esattezza fanno finta di cucinare una zuppa esagerando la realtà, come spesso fanno gli stessi bambini nei giochi di fantasia. Usano, per la loro zuppa, un ingrediente alquanto "surreale". Un elefante.

Zuppa di elefante

Zuppa di elefante


E questo elefante, buono buono, partecipa al gioco. Poi, a un certo punto non ne ha più voglia. Si stufa, nel vero senso della parola, il gioco finisce e l'elefante sbatte tutto per aria. Ora cosa succede? Niente, è semplicemente arrivato il momento di fare un nuovo gioco.

Forse i bambini molto piccoli non coglieranno gli stessi aspetti ma sono certa si divertiranno molto a leggere questa storia, decisamente fuori dalle righe.
Nel finale si rivela essere un racconto sull'amicizia, il migliore ingrediente per cacciare via noia e tristezza.




E. L. 


Photo Credits: web






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