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09/04/14

Bambini, cantiamo!


bambini cantiamo
Immagine tratta da www.momes.net
Ora dobbiamo farlo cantare. Che cosa canterà?
Gli inesperti di educazione vocale direbbero: - Oh, una canzone; ce ne sono tante!
Andiamo adagio.
Le forme più elementari del ritmo preparano l'orecchio del bambino ad apprendere, senza sforzo, canti di natura più complessa. Ecco perché qui si é cercato di inquadrare la melodia in brevi canzoncine, dal ritmo ben determinato.
(Rosa Agazzi) 
I momenti di routine, ovvero i contenitori istituzionali (1) che si susseguono durante la giornata, agevolano il bambino a familiarizzare con la rappresentazione mentale di tempo. L'inizio e la fine, il prima e il dopo, l'adesso e il poi sono dicotomie concrete da utilizzare al posto di concetti astratti come: ora, minuto, giorno e via dicendo. 



Un bambino può facilmente intuire quando sarà il momento di andare a casa se gli viene detto, ad esempio: “la mamma arriverà dopo la merenda”, anziché: “arriverà tra due ore”.
Il passaggio tra un'attività e un'altra implica alcuni momenti liberi che non devono essere assolutamente presi sotto gamba: l'armonia può altrimenti tramutarsi in caos e il clima diventare confuso, agitato e faticoso sia per le educatrici/ori, ma anche per gli stessi bambini.
Canzoncine e filastrocche diventano un ottimo strumento per trascorrere piacevolmente questi passaggi; sono esempi di quel rituale utile a rappresentare la conclusione di un'attività o l'inizio di un nuovo momento, mantenendo un clima relazionale sereno e affettuoso.
Le parole, i ritmi e la mimica ascoltati e osservati dai bambini, suscitano in loro particolari emozioni che restano poi impresse nella memoria. Anche a distanza di tempo i bambini saranno in grado di  ripetere, a modo loro, le frasi, i gesti e le tonalità pronunciate dall'adulto, rievocando così le sensazioni e i ricordi dei momenti piacevoli della giornata.

Come per la lettura o il racconto di storie, anche le esperienze musicali sostengono i bambini durante l'apprendimento del linguaggio e la capacità di prolungare gradualmente attenzione e concentrazione, agevolando così i successivi e ben più complessi percorsi cognitivi che si troveranno ad affrontare.

Immagine tratta da AC-NICE.fr
Come proporre le canzoncine ai bambini?
Prima regola: non lasciare mai nulla all'improvvisazione. Scegliere un repertorio (personale o condiviso con l'équipe educativa o con i familiari) di canzoni con le quali fare pratica.
Cantare canzoni e filastrocche equivale al narrare e raccontare storie: i bambini seguono i personaggi della vicenda raccontata loro da un adulto e colgono emotivamente alcune sfumature, suoni e colori che formano immagini e rappresentazioni mentali uniche e personali.
L'esercizio è indispensabile per destreggiare le parole, i suoni e la mimica in maniera spontanea e fluida. Faccio ora riferimento alle indicazioni della ricercatrice Silvia Blezza Picherle in merito alla lettura di un libro ai bambini da parte di un adulto. L'educatrice/ore curerà in modo specifico la scelta del tono, che dovrà essere vario e adeguato relativamente al testo e all'enfasi che si vuole porre ad alcune parti di questo. Potrà scegliere di volta in volta se adottare una tonalità affettuosa, scontrosa, ironica, divertente, meravigliata, spaventata, triste, addolorata, arrabbiata, ammonitrice, e via dicendo. Allo stesso modo anche il timbro della voce sarà appropriato e programmato per suscitare al meglio delle sensazioni. Un timbro potente può diventare basso, sommesso e addirittura sottovoce e sussurrato.
Un'attenzione particolare andrà poi posta a una pronuncia il più possibile chiara e precisa delle parole e delle pause. Queste ultime aiutano a rinnovare l'interesse e a creare momenti di attesa prima di un ritornello particolare.
Infine, come suggeriva il professore Enzo Catarsi, riferendosi anch'esso alla lettura vicariale, l'adulto si pone “al servizio del bambino” quando accoglie la sua necessità di riascoltare più volte una medesima storia o, nel nostro caso, canzone. Sono i bambini a decidere se continuare, se ripetere oppure se fermarsi.
I bambini spesso richiedono di riascoltare le canzoni che già conoscono, alla quale sono affezionati. Anche la proposta di nuove filastrocche però può suscitare in loro un sincero interesse. Ma, come avvertiva Rosa Agazzi: "La maestra non si presenti mai ai bambini con un canto nuovo, se non quando è sicura che uscirà dalla bocca sua e dallo strumento senza interruzioni, con voce lieve ma sicura, sopra tutto ben fraseggiato. Non c'è quanto il successo della prima volta per affascinare i bambini ad un canto nuovo! Se invece la maestra si presenta loro incerta, zoppicante, se deve mendicare pretesti per rimandare la prova, é fatta: quel canto rischierà di zoppicare eternamente" (Agazzi 1960, p. 16).
Ed è, ahimé, una brutta sensazione!

Sul blog è disponibile la sezione dedicata alle proposte musicali per la prima infanzia.

Le canzoncine per l'infanzia proposte da Vita a 0-3 cercheranno di rispettare queste caratteristiche:
  • Brevità dei brani per adeguarsi ai tempi di concentrazione dei più piccoli. 
  • Canzoncine e filastrocche con una terminologia il più possibile semplice e comprensibile.
  • Indicazioni sulla mimica, gesti o balletti, come nei bans (2).
  • Testi che raccontano situazioni socio-educative o situazioni buffe, fiabesche e fantastiche, amate dai più piccoli.
  • Esperienza diretta con uno o più bambini e selezione delle proposte più apprezzate.


Seguite "Musiche 0-3", ci saranno tantissime novità!

NOTE:
1. I Contenitori Istituzionali, secondo il modello teorico dei Contenitori Educativi, sono i momenti dell'entrata e dell'uscita dalla struttura, e quelli legati ai bisogni fisiologici: i momenti del pasto, del cambio o dell'uso del bagno e dell'igiene personale, il momento del sonno (...). Sono i momenti di "routines" come vengono chiamati al nido. (Nicolodi 2008, p. 46).
2. Il termine ban (al plurare bans) indica – nei contesti dell'animazione e dell'educazione – una tipologia di canzoni cantate e mimate da un conduttore (il bansatore) ad un gruppo di bambini/ragazzi. Questi ultimi, se lo vogliono, possono ripetere parole e gesti, per imitazione.


Riferimenti e approfondimenti bibliografici:
Agazzi R., Bimbi, cantate!, ed. La Scuola, Brescia 1960.
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