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15/12/14

Le vostre domande: "Come possiamo gestire i capricci nel primo anno di vita del bambino?"

capricciRispondiamo alle vostre domande sull'educazione dei bambini.
Il papà di due gemelli di quasi un anno, ci chiede consigli sui lunghi e improvvisi pianti del maschietto e sul momento del pasto.

 Buongiorno.
Leggo spesso il vostro sito e ci trovo sempre molti spunti utili. In particolare stavo leggendo riguardo i capricci a 14 mesi.
Sono un felice papà di due gemelli, maschietto e femminuccia che fanno un anno domani.
Il maschietto, per quanto un bambino d’oro, già da agosto, ossia a 9 mesi, si imbarca in lunghissimi (credo di aver superato anche i 15 minuti...) pianti a singhiozzo che non terminano se non preso in braccio (e solo da me, nemmeno dalla madre… ma questo è “normale” in quanto con i gemelli c’è venuto naturale suddividerci tra lei e lui…). 
Se prima scoppiava in pianto soprattutto per la stanchezza, ora utilizza questo meccanismo un po’ per tutto.
L’ultimo episodio che mi ha un po’ preoccupato ieri sera: avevamo preparato un piatto con delle mini pennette olio e parmigiano, gliel’ho proposto con la forchetta ma mi ha bloccato con le braccia. Allora ho dato a lui la forchetta e l’ho imboccato con le mani.
Di nuovo un forte rifiuto e l’inizio del pianto. Da questo momento qualsiasi cosa facessi ottenevo solo altro pianto.
L’ho calmato al solito tenendolo con me. Appena calmo ho messo le mani nel piatto, sicuro di farmi vedere, e, con le mani vuote, le ho avvicinate a lui: di nuovo pianto e diniego. E praticamente ieri sera non ha mangiato nulla.
A questo punto sono caduto dal pero, non so più che fare.
E’ un capriccio già a questa età? Come si gestiscono i capricci di bambini che non hanno neanche un anno? Devo forzarlo, ignorarlo, assecondarlo?


✎ Gentile papà,
innanzi tutto grazie per la sua lettera e per la fiducia rivolta al sito.

Inizio a rispondere dalla domanda in calce per poi ripercorrere l'episodio da lei raccontato: "Devo forzarlo, ignorarlo, assecondarlo?". Direi né la prima, né la seconda e nemmeno la terza.
In queste situazioni è invece consigliabile soffermarsi sulle proprie emozioni, oltre che su quelle del  bambino, ponendosi in un atteggiamento di ascolto attento e di attesa.
Aspettare alcuni istanti prima di intervenire e mantenere un atteggiamento calmo e disponibile, sostiene il bambino che sta cercando di "risolvere" la sua frustrazione.
In tal modo gli comunichiamo che abbiamo fiducia nelle sue competenze e lo rendiamo attivo nella gestione delle emozioni.
Nel nostro comportamento pacato e disponibile il piccolo riceve un canale nel quale poter far fluire i suoi turbamenti emotivi (che non sa ancora comprendere) anziché un muro. Quest'ultimo non farebbe altro che amplificare tali turbamenti.
Se non è già successo, probabilmente vivrete situazioni in cui il bambino sembra "offendersi per niente": piangerà, si butterà a terra e non vorrà essere preso in braccio.
Solo l'atteggiamento calmo e attento può davvero farci evitare di cadere nello stress da capriccio.
E' molto utile in queste situazioni sostenere il bambino attraverso alcune frasi pronunciate con un tono di voce rilassato. Guardandolo in viso può dirgli, ad esempio: "Papà è qui che ti ascolta. Non ho ancora capito cosa c'è che non va ma non ti lascio da solo".
Probabilmente all'inizio la vostra sensazione sarà quella di non avere risolto un granché, in realtà state creando una connessione importante con il vostro bambino, la quale sarà per lui preziosa quando si troverà nuovamente a dover gestire i suoi sentimenti.



Dunque, cari papà e mamma, non dovete far altro che proseguire nella vostra naturale capacità genitoriale di sintonizzarvi sul mondo interiore dei vostri bambini, così come fate quando rispettate la loro preferenza nel cercare consolazione da uno o dall'altro genitore (fate però attenzione a non dare mai per scontata questa loro scelta perché potrebbe modificarsi durante la crescita). Così facendo gli comunicherete che avete fiducia nelle loro competenze (affettive, cognitive e motorie) e infonderete in loro la sicurezza di poter contare sulla vostra attenta presenza.

Tornando al gemellino nel quale avete notato dei cambiamenti comportamentali dai 9 mesi circa, posso confermarmi che è davvero comune che i bambini di questa età alternino momenti di serenità con altri di improvvisa frustrazione. Si tratta di un periodo evolutivo denso di importanti conquiste motorie: il bambino riesce gradualmente a coordinare il proprio corpo e prova gratificazione  nell'effettuare azioni e movimenti intenzionali (non ultimo l'imparare a camminare). I gesti compiuti sono però ancora grossolani, dunque, il non riuscire a compiere tutte le azioni desiderate porta a momenti di frustrazione seguiti, come spiega il noto pediatra Berry Brazelton, da nuove spinte energiche che lo porteranno a migliorare progressivamente il coordinamento.

Questa dinamica comprende anche il momento del pasto. La maggior parte dei bambini intorno all'anno di età manifesta un'accesa determinazione nel voler fare da sé, nonostante l'uso delle posate è ancora approssimativo e che gran parte del cibo non finisce certo nella bocca!
pappaQuando il bambino/a sta imparando a mangiare (dallo svezzamento in poi) un metodo che è risultato molto efficace è quello di avere a disposizione due posate, la prima viene offerta al piccolo (inizialmente l'agiterà semplicemente, poi inizierà a usarla sul piatto magari mettendo il boccone nella posata con la mano); mentre la seconda è in mano all'adulto che nel frattempo lo imbocca. Questa soluzione permette al bambino di fare esperienza e  diventare gradualmente più autonomo. Allo stesso tempo consente all'adulto di poter controllare e gestire l'alimentazione del piccolo. Citando la pedagogista Elinor Goldschmied: "Il messaggio che gli daremo in questo modo è che sappiamo che più tardi terrà il cucchiaio da solo".
Fintanto che il bambino non sa usare le posate (indicativamente il movimento di rotazione del polso avviene verso il 2° anno di vita, prima di questa conquista il gesto è rigido e approssimativo ma comunque efficace), lasciate che si aiuti anche con le mani: si sentirà gratificato del fatto di riuscire fare da solo (purtroppo sono sempre di più i bambini imboccati fino a tarda età).
Si può evitare che il pasto diventi un gran pasticcio mettendo nel piatto del bambino poco cibo alla volta.
Infine, è davvero utile, anche se all'inizio può sembrare impossibile, organizzare i momenti del pranzo in modo che i bambini mangino insieme agli adulti poiché apprendono davvero tanto dall'imitazione.

Non esitate a ricontattarci qualora sentiate la necessità di ricevere altre e più specifiche risposte.

2 commenti:

  1. Grazie mille, per questo bel articolo! L'ho trovato molto utile. Anche io mi trovo più o meno nella stessa situazione, solo che mio figlio è un po' più grande. Ultimamente ho letto anche questo articolo relativo alla gestione dei capricci http://www.nostrofiglio.it/neonato/9-12-mesi/bambini-nervosi-e-agitati-5-situazioni-che-li-stressano-e-le-strategie-per-calmarli
    , ma non so se siano davvero consigli utili

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    Risposte
    1. È davvero un piacere ed è bello sapere che ti è stato utile! Parte del nostro lavoro è proprio sostenere i genitori nell'arduo e splendido compito di crescere i propri figli.
      Ogni bambino è unico. Ogni genitore è unico. In rete si trova un gran varietà di ricettari che propongono soluzioni universali. Liste e decaloghi non potranno mai essere esaustivi e pienamente attendibili ma potrebbero comunque fornirci utili spunti da cui partire per mettere in atto la nostra personale strategia.
      Anche se non specificato posso supporre che l'articolo faccia riferimento alla gestione di bambini sotto l'anno di età, dunque più piccoli del tuo. Parla infatti di nervosismo vissuto in luoghi affollati, della proposta di un oggetto consolatorio, del cullare animatamente il bebè per calmarlo (un'abitudine fortunatamente superata!) e così via.
      Bisognerebbe sapere quali difficoltà state cercando di affrontare.
      Se ti va puoi raccontarci singole situazioni ed esperienze per ricevere una risposta più puntuale.

      Elimina

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