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13/01/15

Le vostre domande: "Come fare se la mia bimba non è interessata al gioco euristico?"

gioco euristico
Rispondiamo alle vostre domande sull'educazione dei bambini.
Ci scrive la mamma di una bambina di 14 mesi che preferisce dedicarsi ai giochi strutturati anziché al gioco euristico, un'attività ludica tipica per la sua età.
Inoltre ci chiede consigli su cambio e vestizione.


 Buongiorno,
ho scoperto solo oggi il vostro sito che è veramente interessante.
Ho bisogni di consigli... Sto attraversando una fase di "confusione" nel mio rapporto con mia figlia di 14 mesi. 
In questo momento faccio fatica a capire quali stimoli e attività proporle; cerco di applicare o almeno di prendere spunto dalla pedagogia montessoriana, che mi affascina moltissimo e di cui mi sto documentando molto; perciò mi sono sempre sforzata di osservare con attenzione mia figlia per riuscire a "decifrare" i suoi interessi e le sue esigenze e per proporle di conseguenza il gioco o l'attività più adatta per nutrire e far crescere questi suoi interessi e il suo sviluppo in generale.
A sei mesi circa le ho proposto il cestino dei tesori che lei ha apprezzato per due o tre mesi. Da un po' di tempo invece ho iniziato a metterle a disposizione il materiale per il gioco euristico: tanti contenitori (pentolini, scatole, cestini, barattoli di latta..) e oggetti di varie forme e dimensioni (bigodini, mollette, sassi, anelli di legno ecc..). Ho letto il libro di Elinor Goldschmied* in cui l'autrice spiega che all'età di mia figlia i bambini hanno bisogno di sperimentare con materiali e oggetti poco strutturati per poter scoprire ed esercitarsi con tante abilità diverse molto importanti (aprire/chiudere; riempire/svuotare; infilare/sfilare ecc..), mentre sconsiglia di proporre giochi con un "finale chiuso" e con regole prestabilite, come i puzzles e gli incastri.
Ecco, mia figlia invece fa esattamente il contrario di quello che prevede la Goldschmied. Snobba completamente il gioco euristico (i contenitori e gli oggetti sono sempre a sua disposizione), mentre si dirige sempre verso i puzzles di legno in cui deve incastrare una forma (gli animali della fattoria) nello spazio giusto (anche questi ultimi ora sono a sua disposizione dopo aver notato il suo interesse per essi). E alcune volte riesce a incastrare i pezzi più facili nello spazio corrispondente e quando ciò accade se ne esce con un "Ah!" di soddisfazione e sorride contenta. Quando non riesce tenta ancora alcune volte senza mai arrabbiarsi e senza nessuna frustrazione e quando capisce di non riuscire abbandona il gioco e passa ad altro. Ma ci prova diverse volte al giorno.
Per il resto mia figlia non ha molta concentrazione quando gioca, passa nel giro di mezzo minuto da un gioco all'altro, tanto che ho pensato di ridurre notevolmente la quantità di stimoli e di attività presenti nella stanza in cui gioca, nella speranza che inizi a concentrarsi sulla stessa cosa per più tempo... Ma d'altra parte lei cammina da ormai due mesi e non sta mai ferma, vuole guardare tutto quello che c'è intorno, si distrae facilmente perchè ogni oggetto per lei è estremamante interessante.
L'unica attività per la quale ha una concentrazione incredibile sono i libri... leggerebbe sempre!



Tutta questa premessa per sapere se faccio bene a continuare a seguire in questo modo gli interessi della mia bambina... Ho tolto completamente dalla sua stanza il materiale per il gioco euristico sia perchè tanto lei lo ignora, sia perchè, in fondo in fondo, per me era un po' frustrante vederlo stare lì inutilizzato (dopo mesi che un genitore legge libri in cui questo gioco euristico viene declamato e descritto come l'attività più adatta per un bimbo tra 1 e 2 anni e dopo tante ricerche per reperire il materiale e gli oggetti più interessanti, viene un po' di frustrazione quando ti accorgi che tuo figlio non se lo calcola manco per sbaglio! ).
Io comunque non ho buttato via niente.. Tra qualche mese vorrei provare a riproporglielo... Magari andrà meglio...
Ho sempre il timore di non capire quando si annoia o quando al contrario riceve troppi stimoli... Come faccio a sapere se i giochi che ha in casa sono adatti a lei e non la fanno annoiare? A volte osservarla sembra non bastare... Mi faccio venire tanti dubbi... A volte mi chiedo "ma oggi cosa le faccio fare?" Io tendo a lasciarla girovagare liberamente per casa e a farle fare tutto ciò che le viene in mente di fare, raramente prendo io l'iniziativa di farle fare un'attività specifica... sbaglio? Dovrei guidarla di più?

Un'altra questione: mia figlia è quasi sempre tranquilla e serena, tranne quando arriva il momento di cambiare il pannolino o di svestirsi e vestirsi. In queste occasioni diventa una piccola belva ribelle che si dimena e divincola, piange, strilla come se la stessero scotennando, cerca di scappare. Ci vogliono le mezz'ore per riuscire a vestirla per uscire di casa. Io cerco di coinvolgerla, di spiegarle cosa sta accadendo, di descriverle le azioni che faccio per spogliarla o vestirla, di chiedere la sua collaborazione. Ma niente, lei continua a odiare questa situazione e a ribellarsi con tutte le sue forze!
E' una fase normale a quest'età? Sono capricci? O effettivamente per lei è un momento di sofferenza e disagio? Come devo comportarmi per gestire nel modo migliore questi suoi comportamenti?


 Cara mamma,
è davvero interessante leggere le esperienze che vivi con la tua bambina e cercheremo di rispondere al meglio ai dubbi esposti.
Come avrai letto nel testo della Goldschmied, il gioco euristico deve essere considerato come un approccio e non come una ricetta da prescrivere in maniera rigida e universale.
L'esperienza ha dato motivo di credere che i bambini tra uno e due anni si interessano a questa attività in maniera quasi istintiva ed iniziano a giocare senza avere la necessità di ricevere indicazioni e suggerimenti da parte dell'adulto.
Questo perché il gioco è fondato sul sistema di apprendimento euristico, un approccio educativo che prevede che il bambino faccia le sue scoperte autonomamente.
A ben pensarci la tua bambina fa proprio la stessa cosa! Attratta dai puzzle di legno (probabilmente per i loro colori, la sensazione tattile, le immagini raffigurate, e via dicendo...) ha iniziato a "scoprirli" spontaneamente e, come una piccola scienziata all'opera, ha compiuto le sue prime deduzioni su concetti quali la forma e lo spazio (come del resto fanno i bambini impegnati con il materiale del gioco euristico quando, ad esempio, infilano un oggetto dentro l'altro), riuscendo addirittura a mettere il pezzo giusto al posto giusto. Ci scappa un sorriso nell'immaginarla mentre esprime soddisfazione pronunciando un sonoro "Ah!".
Con molta serenità lascia che possa giocare con i puzzle ogni volta che vuole e finché lo vorrà, poiché il gioco le interessa talmente tanto da essere in grado di allenare la sua attenzione. Lo stesso coinvolgimento si manifesta quando è occupata nella lettura dei primi libri? Ben venga! (qui la biblioteca di vita03). 
Dalla tua descrizione si può intuire che hai davanti una bambina con ottime capacità di attenzione e  concentrazione, in grado di selezionare le attività che più le piacciono. Il suo girovagare è un modo per cercare nell'ambiente qualcosa di davvero interessante (per lei).

I tuoi dubbi sono del tutto normali. Ovunque, blog compreso, possiamo trovare proposte di attività adatte ai bambini. Questo non deve farci cadere nella visione utopica di un adulto sempre pronto ad organizzare fantastici giochi educativi nell'arco dell'intera giornata. Non ci riuscirebbe nemmeno il più esperto educatore d'infanzia o pedagogista. 
Le attività che possiamo pensare per i bambini hanno sì l'obiettivo di fargli vivere delle esperienze in grado di stimolare le loro attitudini motorie e cognitive, ma non potranno che occupare una minima parte del loro tempo. 
Per il resto i bambini giocheranno da soli, anche con pochi oggetti o semplicemente con l'immaginazione.
Inoltre i bambini amano passare gran parte del tempo intorno a noi: osservano ciò che facciamo, cercano di imitarci, vogliono usare le nostre cose... ed è qui che dobbiamo trovare il modo per coinvolgerli in sicurezza.
Infine, vorrei citare il primo dei diritti naturali dei bambini e delle bambini di Gianfranco Zavalloni: Il diritto all'ozio, ovvero a vivere momenti di tempo non programmato dagli adulti. 

Tornando al gioco euristico con gli oggetti alcuni piccoli accorgimenti indicati dalla stessa autrice nonché derivati dall'esperienza diretta con i bambini,  potrebbero fare la differenza:
  • Diversamente da altri giochi, non lasciare il materiale euristico sempre a disposizione. E' un attività che prevede un buon quantitativo di oggetti e contenitori diversi, dunque è preferibile dedicare al gioco un tempo e uno spazio definiti. In tal modo il bambino/a potrà vivere l'esperienza senza troppe distrazioni.  Prova a organizzare il gioco sopra un tappeto, disponi i diversi oggetti in piccoli mucchietti e riponi gli altri giochi in ripiani più alti o dentro gli scaffali. Alla fine del gioco chiedi alla bambina di partecipare al riordino che farete insieme, rimettendo i vari oggetti nei loro sacchetti o contenitori.
  • Partendo dall'interesse dimostrato dalla bimba prova ad utilizzare i tasselli dei puzzle come materiale euristico: prepara un piccolo mucchietto di questi e metti vicino alcuni barattoli o altri contenitori.
  • Non insistere nell'invitarla/spronarla a giocare. Preoccupati dell'ambiente poi siediti in un angolo ed aspetta che sia lei ad avvicinarsi. Se non lo farà, non importa.

Il cambio e la vestizione

Dopo l'anno la ribellione al cambio e alla vestizione è un comportamento che si manifesta in moltibambini, probabilmente perché, potendo controllare meglio il loro corpo, l'essere maneggiati da loro la sensazione di essere un po' imprigionati.
Immagine tratta dal sito "Drole de mums"
Hai provato a cambiarle il pannolino all'inpiedi, non più sdraiata sul fasciato? Siediti su uno sgabello o direttamente sul pavimento e chiedile di collaborare ("allarga un po' le gambe", " tieni sollevata la maglietta", "alza il piede, ora l'altro"). E' un metodo davvero funzionale, un po' complicato all'inizio ma vedrai che appena avrete preso la mano sarà comodo per entrambe (soprattutto fuori casa) e riuscirai a cambiarle non soltanto la pipì! 
Da un punto di vista educativo invece, la tua bambina sarà maggiormente partecipe, potrà osservare attivamente cosa succede e compiere grandi passi verso l'autonomia.

Per la vestizione invece ci vuole un po' di pazienza. Fai attenzione a non prepararla all'ultimo minuto quando sei di fretta, ma prenditi il tempo che ci vuole per mantenere la calma. Man mano che cresce chiedile se vuole partecipare nella scelta dei vestiti da mettere. Concentrati sulle occasioni nelle quali si è vestita con facilità anziché su quelle in cui ha reagito male, è un periodo... passerà presto!
Per ricollegarci alle attività di gioco che possono interessarle: mettile a disposizione borse, cappelli, collane, bracciali, scarpe, foulard, occhiali dismessi, ecc... Si tratta del gioco dei travestimenti attraverso il quale i bambini provano a vestire i panni degli adulti e sviluppano l'equilibrio e la conoscenza del proprio schema corporeo.

In bocca al lupo!
Rimaniamo in attesa di tuoi aggiornamenti su eventuali sviluppi o nuove domande.


NOTE:

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