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07/02/15

Le vostre domande: "Come mi comporto se mio figlio ride dopo che lo rimprovero?"

reazione alla sgridata
Immagine tratta dal sito Plurielles.fr
 Salve,
sono la mamma di un bimbo di 25 mesi dal carattere gioioso e pieno di curiosità, già abbastanza padrone del linguaggio e quindi molto chiaro nel farci capire le sue emozioni.
Da qualche mese, come penso sia fisiologico, è entrato nella fase dei capricci.
Io e mio marito siamo sempre piuttosto fermi quando c'è da rimproverarlo, ma abbiamo notato una sua reazione anomala alla nostra rabbia: si mette a ridere!
A volte penso che ci stia prendendo in giro, o forse che il nostro essere dispiaciuti non lo tocchi nemmeno un po'. Poi però, a distanza di ore o anche giorni dal capriccio, lui ci ripete esattamente i rimproveri che gli abbiamo fatto. Questo significa che li ha ascoltati...
Allora, come interpretare le sue risate? Soprattutto, come è meglio comportarsi?
Grazie a chiunque risponderà.

Cara mamma,
grazie per averci scritto. La tua domanda è davvero interessante poiché invita a riflettere sul comportamento attuato dal bambino di fronte a un rimprovero e sulle nostre aspettative riguardo la sua risposta.
A due anni i piccoli possono reagire in maniera molto diversa alla sgridata, ad esempio:
- possono non manifestare alcuna reazione evidente: sembrano indifferenti, probabilmente, continuano a fare ciò che stavano facendo e che è stata la causa del nostro diniego;
- possono avere una reazione esagerata: strillano, si buttano a terra, gettano qualcosa per aria, ecc...
- possono mostrare una reazione consona alla situazione: si fermano, ci guardano negli occhi o mantengono testa e sguardo abbassati, forse hanno il labbro inferiore che sporge, appaiono dispiaciuti e in ascolto.
- possono presentare una reazione inadeguata alla situazione: ovvero esprimendo un'emozione diversa da quella che ci si aspetterebbe dalla circostanza come, nel vostro caso, la risata.





Tutte queste reazioni sono assolutamente normali e dipendono soprattutto dalla forza o fragilità emotiva del bambino.
Ciò che al bambino arriva del rimprovero potrebbe infatti non coincidere con quelle che sono le nostre intenzioni. Da una parte quindi c'è l'adulto che dirige un rimprovero allo scopo di fermare un comportamento inadeguato o pericoloso e che intende far capire al bambino il motivo di tale negazione. Dall'altra parte invece c'è il bambino che non sempre comprende il rimprovero nelle sue reali intenzioni: probabilmente non riesce a distinguere che ciò che viene messo in discussione non è la relazione con l'adulto ma l'azione pratica che ha appena compiuto.
Se ciò avviene l'adulto dovrà avere una particolare attenzione nel rassicurare e sostenere il bambino affinché possa distinguere il rimprovero verso un episodio dalla possibile "rottura di un legame".

Come interpretare quindi le sue risate?

Facciamo un passo indietro per vedere come, all'incirca verso il 3° mese di vita, il neonato inizia a sorridere all'adulto che lo guarda. Ciò che incoraggia questa nuova scoperta "sociale" è l'aver provocato il sorriso su quel volto che ha per lui un interesse speciale. Il bebè dunque sorride per far sorridere e questa azione/reazione intenzionale gli procura benessere.

Ridendo in reazione alla sgridata, il tuo bambino potrebbe cercare di riproporre quel setting iniziale nel quale "io rido e quindi tu ridi". In tutta risposta al volto arrabbiato tenta, in questo modo, di riconquistarti, non riuscendo a distinguere, come abbiamo detto prima, che il rimprovero è riferito all'azione e non alla rottura di un legame.
Questa chiave di lettura può aiutarti a non pensare che tuo figlio ti stia prendendo in giro e darti modo di iniziare una strategia educativa che possa sostenerlo durante il suo percorso di maturazione emotiva, anche quando la sua espressione "monella" indurrebbe a dare tutt'altra interpretazione!
Invece, almeno fino al 7°-8° anno di vita, i bambini hanno bisogno che sia l'adulto ad offrirgli una possibile lettura delle emozioni, perché non sono ancora in grado di razionalizzarle in maniera autonoma.
La maturazione della regolazione emotiva avviene gradualmente tramite un processo di identificazione: ed è proprio quello che sta sperimentando il tuo bambino quando ripete, a distanza di tempo, i vostri rimproveri, interiorizzandoli attraverso il gioco simbolico.
I giochi di fantasia di un bambino di due anni rivelano la capacità di assimilare e interpretare il comportamento e il significato degli eventi che lo circondano. (Tratto da Il bambino da 0 a 3 anni, T. Berry Brazelton)

Come è meglio comportarsi? 
  • Continuate a gestire il rimprovero con fermezza, altrimenti ciò che arriverà al bambino sarà un messaggio confuso e incoerente. Dunque chiarite quali rimproveri sono realmente necessari per la sua crescita e la sua sicurezza.
I bambini di questa età sono in genere impulsivi, attivi esigenti e curiosi. Tutti attributi che, a seconda del punto di vista, possono essere considerati qualità o difetti. Un bambino che tira fuori tutte le pentole, le allinea sul pavimento di cucina e le percuote con mestoli e cucchiai può essere visto come un batterista in erba con un fantastico senso del ritmo, uno scienziato che esplora le caratteristiche degli oggetti che si scontrano, una piccola peste rumorosa, un bambino disordinato che non sa come vanno usate le cose e così via. Il nostro punto di vista può variare in funzione di diversi fattori. (Tratto da I no che aiutano a crescere, Asha Phillips). 
  • Ponete attenzione al tono corporeo, alla postura e all'espressione del volto, in modo che il bambino possa comprendere qual'è la mimica e l'emozione di una persona arrabbiata.
  • Guardatelo negli occhi durante il rimprovero e fate sì che anche lui vi guardi. Se necessario, avvicinatevi e parlategli tenendolo per le spalle. In questo modo il bambino capirà che non state giocando e che deve ascoltarvi con serietà.
  • Utilizzate le parole più chiare e semplici che vi vengono in mente e pronunciate frasi brevi. Specificate a quale comportamento si riferisce il vostro rimprovero così da poter distinguere l'azione dalla persona.
    Chiarite che la relazione non è intaccata anche esprimendo i vostri sentimenti: "La mamma ti vuole bene ma non è affatto contenta quando strappi i libri".
    Immagine tratta dal sito mrprintables.com
    "Learning about Emotions: Make a face! DIY Toy"
  • Evitate di dare lunghe spiegazioni durante il rimprovero, lasciatele ad un secondo momento. Quando sarete più tranquilli potete riparlarne per rielaborare l'esperienza. Ad esempio se il bambino tenta di correre/scappare in mezzo alla strada e non vuole darvi la mano, sicuramente la sgridata sarà secca e concisa: "Devi darmi la mano!". Successivamente, durante una passeggiata serena, mostrandogli la strada potrete spiegargli: "Vedi come corrono le auto, se scappi via dalla mamma è davvero pericoloso, perciò quando attraversiamo o camminiamo lungo la strada voglio che ci teniamo per mano". 
  • Parlategli delle emozioni, attraverso racconti, giochi e immagini. "Com'è la tua faccia quando è arrabbiata?", "Quando invece è felice?", "E quando ti faccio il solletico e ridi?", e così via.
  • Potreste utilizzare delle immagini di facce che ricalcano le espressioni (come le famose emoticons) per giocare con vostro figlio. In questo modo, ovvero sperimentando le emozioni durante il gioco, il bambino riuscirà a comprenderle e a gestirle nel modo adeguato! (un esempio nelle immagini tratte dal sito mrprintables.com).



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