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16/10/15

Quali attività proporre per favorire la motricità fine?

Immagine tratta da Badische Zeitung
Buongiorno! 
Sono la mamma di una bambina di 19 mesi e l'educatrice di un bimbo con la sindrome di Down, di quasi tre anni con difficoltà nella motricità fine, coordinazione mano occhio. 
Potreste indicarmi un testo dove sono raccolte attività per la motricità fine? Grazie!


Cara mamma ed educatrice,

I testi che raccolgono attività indirizzate all'affinamento della motricità fine sono molti, alcuni davvero ben fatti, ricchi di descrizioni dettagliate e basati sulle teorie pedagogiche più accreditate. Tra questi ne ho a cuore in particolare due che, pur non essendo specifici per progetti di pedagogia speciale, rappresentano un punto di riferimento nel lavoro educativo.




nido d'infanzia 4B. Vila. C. Cardo, S. Vega, Nido d'infanzia 4. Attività di manipolazione ed esplorazione, Ericsson, Trento 2011.
Le autrici propongono una serie di attività, organizzate con materiali di uso comune, attraverso le quali i bambini possono giocare e fare esperienza tramite la manipolazione e l'esperimento.

giocare con tattoB. Restelli, Giocare con tatto. Per una educazione plurisensoriale secondo il metodo Bruno Munari®, Franco Angeli/Le Comete, Milano 2002.
L'autrice riprende il metodo del suo maestro per descrivere alcune proposte educative orientate alla plurisensorialità, alla creatività e alla scoperta e ricerca di materiali, strumenti e colori.


Nella tua lettera non hai specificato se lavori all'interno di una struttura per l'infanzia oppure a domicilio. Nel primo caso, puoi fare riferimento al PEI (il Piano Educativo Individualizzato redatto ad inizio anno scolastico e verificato trimestralmente preferibilmente con approccio ICF, Classificazione Internazionale del Funzionamento, secondo il quale l'ambiente, il contesto in cui vive il bambino/a, diventa fondamentale poiché considerato influente nello sviluppo e nel benessere psico-fisico).
Tra gli strumenti da utilizzare nel lavoro educativo vi sono senza dubbio l'osservazione, il confronto con il gruppo educativo e con i genitori del bambino e la verifica tra interventi e obiettivi, dunque:

  • Osserva il bambino nelle diverse aree di competenza e durante i vari momenti della giornata (gioco strutturato, momenti di cura, gioco libero...). 
  • Raccogli metodicamente le osservazioni: ti serviranno per verificare eventuali progressi e cambiamenti, a conoscere più a fondo il bambino (le sue preferenze, interessi, prove, successi, fallimenti...) e a ri-pensare costantemente al progetto educativo.
  • Osserva come il bambino gioca. Anche quando il suo movimento sembra piuttosto "grossolano" e senza scopo cerca di individuare cosa, in realtà, sta facendo o sta provando a fare. Alcuni anni fa mi occupavo di sostegno in una scuola per l'infanzia e in una classe c'era un bambino con la sindrome di Down. A lui e ad altri bambini avevo proposto il gioco dei chiodini ma, a differenza dei compagni, invece di infilarli nei buchi della tavoletta, li prendeva a manciate dal loro contenitore e li spargeva sul tavolo. Anziché fermarlo ho osservato cosa stesse facendo, gli ho messo a disposizione alcune scodelle e così ha iniziato a compiere un travaso: riempiva un contenitore con i chiodini per travasarlo dentro ad una scatola più grande. Senz'altro è riuscito a farmi capire quale gioco gli dava più soddisfazione!
  • Osserva in quale ambito sono più evidenti le difficoltà che hai riportato: durante il gioco (dove è necessario compiere attività che favoriscono la manualità) o nella cura di sé (usa le posate, si veste da solo, è capace di lavarsi le mani...). Le attività di gioco rivolte alla motricità fine sono propedeutiche e si estendono ad altri ambiti della crescita, al raggiungimento di autonomie importanti, al movimento e alla gestione di sé.
  • Organizza, infine, con cura l'ambiente in cui il bambino gioca e vive, in modo che diventi un elemento facilitante nel suo percorso di crescita (controlla l'accessibilità dei giochi e degli spazi, la presenza di arredi semplici e ordinati, di luoghi confortevoli, la facilità di orientarsi nella scelta delle attività e così via...).

Non resta che augurarti buon lavoro!


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