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17/01/16

"Le dita nel naso", D. Kulot, Zoolibri, 2009

le dita nel naso
TRAMA: Elefantino è seduto sul tappeto di casa mentre con le dita esplora le narici della sua lunga proboscide. Anche Topino, davanti allo specchio e intento a ispezionare il naso col codino. Nel frattempo il loro amico Ranocchio è stato rimproverato dalla sua mamma a causa di questa comune abitudine.
I tre amici s'incontrano e si chiedono come mai gli adulti proibiscono continuamente di mettersi le dita nel naso. Decidono di scoprirlo andando a chiedere a ognuno di loro.
La signora Rana, la prima a essere interrogata, spiega ai bambini che è pericoloso avere il dito nel naso poiché può rimanere incastrato nella narice e in effetti i polpastrelli delle rane sono piuttosto grossi. Poi vanno da papà Topo. Anch'egli è d'accordo sul fatto che sia una pratica pericolosa. I topi vanno incontro a una terribile infiammazione sulla punta del naso. 

Infine, mamma Elefante munita di schema illustrativo, mostra come agli elefanti può spezzarsi la proboscide e non ricrescere più.
I tre amici, sconvolti da queste terribili conseguenze, si promettono che non metteranno mai più le dita nel naso.
Ancora non del tutto convinti vanno a trovare i loro nonni e cosa scoprono? Trovano i tre anziani con le dita nel naso e... godono di ottima salute!




Le dita nel naso è un racconto pubblicato per la prima volta in Germania nel 1996 (titolo originale "Nasebohren ist schön") ed è probabilmente uno degli albi più conosciuti su questo argomento.
L'immagine dell'elefantino raffigurata in copertina, beatamente seduto a frugarsi nelle narici, ispira una tale simpatia per cui è impossibile resistere a sfogliare l'interno del libro.
Le dita nel naso KulotI personaggi di questa storia, tre animali molto diversi fra loro ma che sperimentano lo stesso conflitto tra il piacere provato nel liberare le narici e il divieto imposto dai loro genitori su questo gesto.
Frugare nel proprio naso è un'attività che dà un certa soddisfazione ma è anche una pratica condannata socialmente. Così i genitori di Elefantino, Topino e Ranocchio, nel tentativo di dissuadere i loro figli da quest'abitudine, inventano le terribili conseguenze alle quali andrebbero incontro, come si faceva una volta. Sappiamo come ai tempi delle nostre nonne, per ottenere ascolto da parte dei bambini, non era raro far leva su sentimenti come la paura e lo spavento ("Fai il bravo se no arriva l'uomo nero!"). Così i tre protagonisti rimangono totalmente sconcertati dalle spiegazioni fornite dagli adulti ma, per fortuna, decidono di cercare ancora altre risposte.

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I dialoghi tra i protagonisti di Le dita nel naso sono diretti, genuini, quasi ingenui, proprio come avviene fra bambini.
Un racconto spiritoso, che aiuta da immedesimarsi e parlare con naturalezza ai bambini di una pratica davvero molto comune.











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