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13/05/16

"Quando arriva la mia mamma?", I. Paglia, C. Gobbo, ed. Arka 2016

quando arriva la mia mammaTRAMA: E' il momento di alzarsi. Nico lascia il suo morbido letto e, con l'aiuto della mamma, inizia a prepararsi.
Dopo aver fatto una golosa colazione i due escono di casa. Sono diretti verso l'asilo, quando Nico diventa improvvisamente triste al pensiero che, per un po', non staranno insieme.
Vedrai il tempo passa in fretta, lo rassicura la sua mamma, ti divertirai e poi sarò nuovamente con te.
Nico ha appena salutato la mamma ed è nuovamente malinconico. Vorrebbe già rivederla!
Così la maestra intraprende un dolce e rassicurante dialogo sullo scorrere del tempo, utilizzando un linguaggio "a misura di bambino".
In compagnia degli altri bambini, Nico partecipa con entusiasmo alle proposte dalla maestra. Tra un'attività e l'altra però non dimentica mai di chiederle la fatidica domanda: "Quando arriva la mia mamma?". Poi, senza nemmeno accorgersene, eccola apparire accanto a lui.





Chi lavora a contatto con i bambini sa bene che, prima o dopo, arriva quel momento.
I bimbi iniziano a giocare, mamma e papà escono e tutto va per il meglio. Poi, trascorsi anche solo pochi minuti, sembrano pensare: "Ecco, direi che adesso posso riavere la mia mamma!". Quindi sollevano la testolina, sgranano gli occhi, incrociano lo sguardo dell'adulto che è con loro e, inevitabilmente, chiedono: Quando arriva la mia mamma?

Questa domanda, davvero comune fra i bambini che vivono le prime esperienze di distacco dalle figure familiari, diventa il titolo del racconto di Isabella Paglia, una storia piacevole e lineare che affronta il tema della separazione fra mamma e bambino.
Per molti bambini l'ingresso in una struttura per l'infanzia rappresenta una delle prime esperienze di socializzazione fuori dall'ambiente di casa. Frequentare il nido o la scuola dell'infanzia significa entrare a far parte di un contesto estraneo nel quale ci si trova a condividere tempi e spazi con altri coetanei (e altri adulti) e a instaurare nuovi legami.

Quando arriva la mia mamma?

A partire dall'ambientamento i bambini iniziano a riporre la loro fiducia nell'educatore che li accompagna in questa esperienza.
La possibilità di vivere una relazione soddisfacente e significativa con l'adulto di riferimento agevola il bambino a tollerare la provvisoria assenza della mamma.
Il sentimento di fiducia dei bambini è strettamente correlato, come suggeriva Erikson, a quello di speranza. Si tratta della speranza che la mamma ritorni, un equilibrio di sensazioni (fiducia, sfiducia, speranza) che serve al bambino per affrontare un'eventuale frustrazione e delusione. Un graduale percorso che lo aiuterà a comprendere, integrare e ricostruire il mondo che lo circonda, riuscendo a vivere serenamente l'esperienza della separazione.

Quando arriva la mia mamma?

La lettura di questo libro offre al piccolo lettore un'immagine molto simile a quella della sua quotidianità: dal risveglio, la colazione, l'accoglienza all'asilo, il saluto, le attività di gioco, la lettura di storie, le canzoncine, il pranzo, la nanna, il gioco libero, fino al momento del ricongiungimento con l'arrivo della mamma. Il piccolo lettore inoltre troverà facile immedesimarsi in Nico, nei suoi giochi, nelle sue espressioni, nei suoi sorrisi e nelle sue angosce. Le parole che ascolta sono probabilmente quelle che avrebbe voluto chiedere lui stesso. Questo tenero racconto offre dunque una rassicurante restituzione dei suoi vissuti.

Quando arriva la mia mamma?

Quando arriva la mia mamma?

Durante l'esperienza del distacco, il concetto di tempo inizia a diventare significativo per gestire i turbamenti legati all'assenza della figura parentale. In questa fase dell'età evolutiva ci troviamo davanti a un primo abbozzo di rappresentazione mentale del tempo che scorre, relativo soprattutto alla comprensione del prima e del dopo (cosa avviene prima e cosa succede dopo).
Il susseguirsi delle routine - momenti della giornata che si ripetono costantemente, nello stesso ordine e propongono esperienze legate al gioco, alla socializzazione, alla cura e al riposo - agevola il bambino a comprendere le prime nozioni legate al tempo.

Quando arriva la mia mamma?

Quando arriva la mia mamma?


Alla domanda: Quando arriva la mia mamma? sappiamo che risposte come "tra poco", "alle quattro", "quando è ora", ecc... non hanno alcun senso per un bambino molto piccolo che sta esprimendo in realtà un bisogno più profondo, ovvero quello di essere rassicurato dall'adulto nel quale ha riposto la sua fiducia e che lo supporta durante l'esperienza vissuta fuori casa.


Quando arriva la mia mamma?
La narrazione suggerisce una possibile strategia educativa: la maestra accoglie il sentimento di Nico offrendogli delle risposte che lo aiutano a "misurare" il tempo attraverso il susseguirsi delle routine. Il tempo che lo separa dalla mamma è semplicemente quello che gli serve, ad esempio, per disegnare e colorare e... qualcosina in più!

A tal proposito è possibile realizzare un orologio delle routine da appendere alla parete, alla portata dei bambini. In questo particolare orologio saranno applicate, al posto dei numeri, alcune immagini che rappresentano i momenti della giornata.
Così, durante il passaggio da un'attività ad un'altra si può giocare a spostare le lancette sulle figure: "Adesso stiamo per fare, andare...".

Quando arriva la mia mamma? è un racconto da leggere e rileggere ai bambini che vivono il momento dell'inserimento all'asilo.

E. L.

Photo Credits: ed. Arka






Letture che accompagnano i bambini durante momento dell'ambientamento, da leggere all'asilo e a casa:



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