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09/06/16

"Lupocattivo", Patacrùa & Chené, Logos, 2007

TRAMA: C'era una volta un lupo talmente pigro che pur di non faticare si nutriva di sola zuppa di riso. Un giorno, guardandosi allo specchio, si accorse dell'eccessivo dimagrimento e decise di tornare ad essere il lupo cattivo di un tempo.
Durante il cammino incontrò una capra, il primo animale al quale tentò di dimostrare le sue velleità di lupo cattivo. Questa si fece credere disposta ad essere mangiata in un boccone ma, quando l'esile predatore spalancò la bocca, lo colpì con una cornata sui denti.
Ogni animale incrociato sulla strada lo illuse, in un primo momento, di essere una facile preda. Poi, anziché diventare un nutriente pasto: l'asino gli diede un forte calcio e lo spedì dritto sopra un albero, la pecora gli morse l'orecchio, la mucca lo schiacciò e il maiale, infine, lo fece scoprire dai cani. 
Fu così che il lupo, costretto a fuggire sulla montagna, tornò a mangiare l'abituale zuppa di riso.





Roberto Denti descrisse il lupo come uno dei più antichi animali entrati nella storia della letteratura. Un protagonista tuttora attuale e "sempre molto vivace, sia per i suoi aspetti positivi (naturalistici) che per quelli negativi (la paura nella fiaba)"(1).
Nelle fiabe classiche il lupo cattivo è da sempre il personaggio che simboleggia il pericolo, quello che genera turbamento nel lettore e suscita sentimenti di paura e spavento.
La figura mitologica del lupo riconduce alla paura provata dai nostri antenati verso questo animale. Una paura arcaica "rimasta ancestralmente radicata nelle generazioni di oggi" (Denti 1995-1996).

Nei racconti per l'infanzia, tradizionali e moderni, di lupi se ne incontrano davvero tanti. Lupi veramente cattivi e lupi solo apparentemente malvagi. Lupi vanitosi, lupi affamati, lupi carismatici, lupi figli e lupi padri, lupi furbi, lupi solitari, lupi spavaldi, lupi generosi, lupi performanti, lupi imbranati e chi più ne ha più ne metta.

lupocattivo


Lo stravolgimento della figura del lupo cattivo è stato introdotto per salvaguardare l'animale (reale), nel tentativo di liberarlo dal pregiudizio che aleggiava su di lui e che, si pensava, ne favorisse l'estinzione. D'altra parte si è voluto anche offrire ai piccoli lettori modelli narrativi alternativi dove questa immagine ricorrente non rappresentasse più una minaccia alla spensieratezza dell'infanzia.
Ad innescare un vivace dibattito c'è chi vorrebbe che al lupo delle fiabe fosse lasciato il ruolo di personaggio antagonista, colui che si mette d'intralcio nel percorso del protagonista, poiché si deve pur avere all'interno del contesto narrativo qualcuno da poter vincere.
Rimanendo nell'ambito di un'offerta letteraria di qualità, possiamo credere che entrambi i punti di vista siano validi e soddisfino diverse dimensioni del piacere della lettura.
- Il piacere di sconfiggere il nemico e di riconoscere situazioni o strutture narrative familiari;
- Il piacere di vivere situazioni serene e rassicuranti. (2)

lupocattivo

Il Lupocattivo di questa fiaba ha un'inclinazione da vero cattivo ma il suo aspetto è talmente poco credibile da impedirgli di "esercitare" questa sua attitudine.
Gli animali che incontra e che vorrebbe divorare non sono proprio le classiche prede impaurite. Sono piuttosto astuti, robusti e si prendono gioco di lui. Più che un lupo spaventoso sembra un chihuahua dal muso lungo!
La sua vicenda ricorda quella di molte persone comuni che vorrebbero suscitare nell'altro qualcosa di diverso da ciò che viene invece comunicato dal loro aspetto esteriore.

lupocattivo

La lettura ad alta voce di questo simpatico racconto è favorita dalla presenza di dialoghi che ripercorrono l'espressività tipica delle favole tradizionali ("Adesso ti mangio", "E tu, chi saresti?" "io sono Lupocattivo"...).
La storia di Lupocattivo è tratta da un racconto tradizionale russo ed è illustrato da Chené Gomez, artista spagnolo attivamente impegnato nei progetti sociali rivolti a bambini che vivono in condizioni di difficoltà.

lupocattivo


E. L.

Photo Credits: Logos



Note:
(1) Lunghi inverni di fame, di Roberto Denti, in Liber n. 29, 1995-1996.
(2) Le emozioni della lettura, M. C. Levorato, Il Mulino, Bologna, 2000.









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