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12/08/16

"Mi vorrai sempre bene, mamma?", A. Desbordes, P. Martin, La Margherita Edizioni, 2016

Mi vorrai sempre bene, mamma?TRAMA: E' l'ora della nanna, il piccolo Ettore è già nel suo lettino quando rivolge alla sua mamma una profonda domanda: "Mi vorrai sempre bene?".
E' evidente che non è ancora giunto il momento di spegnere la luce e la mamma, seduta accanto al letto del figlio, inizia a raccontargli qualcosa sul sentimento che prova nei suoi riguardi.
Ascoltando le sue dolci parole, Ettore scopre quante sfumature esistono nell'affetto materno. L'amore della mamma è sempre presente anche nei momenti difficili e faticosi. Un sentimento incondizionato che non smette di esserci nemmeno nelle situazioni più improbabili o quando non è manifestato da gesti ed espressioni.
Un amore così grande che esiste per il solo fatto di essere il suo bambino ma anche così generoso da riuscire ad accettare il fatto che, quel suo bambino, non gli appartiene.


In libreria, alla ricerca di un nuovo racconto da leggere ai bambini, è facile scorgere l'albo Mi vorrai sempre bene, mamma?. Il bianco domina la copertina facendo emergere il libro tra le altre proposte di lettura disposte sugli scaffali. Mi vorrai sempre bene, mamma? appare come un candido Marshmallow accidentalmente finito in mezzo a tanti coloratissimi Smarties!
Il libro è ora tra le nostre mani. L'attenzione si dirige verso la domanda del titolo che accende subito la nostra curiosità: cosa risponderà la mamma al nasuto bambino?




S'intuisce, sin dalla prima pagina, che si tratta di uno di quei racconti che potremmo definire "a duplice prospettiva", ovvero rivolti sia al piccolo lettore - destinatario principale - sia al genitore. Una lacrimuccia fatica a rimanere al suo posto quando si rivivono, nelle parole della mamma di Ettore, i profondi e contrastanti sentimenti legati alla propria esperienza genitoriale.
Dall'altra parte invece, i piccoli lettori ritrovano il naturale bisogno di rassicurazione e di conferma riguardo la specialità dei sentimenti provati da chi si prende cura di loro.
La stessa autrice, Astrid Desbordes, dichiara in una recente intervista: "La letteratura dei bambini permette l'espressione e il dialogo tra genitori e figli. E' anche l'occasione di sognare e di condividere un bel momento insieme. Come una pausa dal vortice della giornata (...). Mi vorrai sempre bene, mamma?  è nato in modo molto semplice: il desiderio di parlare con i miei figli. Una sera, alla fine della giornata scolastica, mia figlia ha detto: - Non ho passato gli esami, mamma, temo che non mi vorrai più bene. - Ho pensato che dovevo scrivere qualcosa sul vero significato dell'amore materno." (Fonte: Sweet Cabane, 8 febbraio 2016).

All'inizio della sua carriera Astrid Desbordes scriveva libri su argomenti di filosofia e di religione destinati ad un pubblico maturo. Quando la sua cara amica e illustratrice Pauline Martin le chiese di dare voce ad un criceto nato dalla sua matita, creò la sua prima storia per bambini: Les Rêveries d'un hamster solitaire. Il piccolo roditore divenne il protagonista egocentrico di un racconto capace di far sorridere e, al contempo, riflettere sulle relazioni amicali.



Mi vorrai sempre bene, mamma?


La storia di Mi vorrai sempre bene, mamma? si sviluppa intorno una domanda molto diffusa tra i piccoli. E' un quesito naturale e spontaneo ma che assume una connotazione quasi esistenziale. Le parole che l'autrice assegna alla mamma di Ettore, il bambino protagonista, rivelano un messaggio semplice e chiaro: l'amore di una mamma è costante e incondizionato.


Mi vorrai sempre bene, mamma?



Le tavole di Pauline Martin integrano la narrazione, rendendo esplicito e sorprendente il monologo materno. Ritroviamo alcune situazioni della quotidianità rappresentate in modo intelligente e umoristico. Lo scopo è quello di comunicare il contrasto emotivo: ad una situazione in cui è facile e scontato "voler bene" se ne affianca un'altra dove un conflitto, la stanchezza, una difficoltà, un diverso punto di vista, un imprevisto, ecc..., hanno reso necessario riconfermare il fatto che l'affetto non è mai messo in discussione.


Mi vorrai sempre bene, mamma?



Pauline Martin ha scelto di realizzare i disegni di questo racconto con tratti chiari e sottili, oltre l'impiego di una ridotta e tenue scala cromatica, allo scopo di mettere in risalto le emozioni e le espressioni dei protagonisti. Per rappresentare Ettore, il bambino della storia (Archibald nella versione originale), l'illustratrice si è ispirata nientemeno che ai tratti del figlio della stessa Astrid Desbordes
Nel complesso, narrazione e illustrazioni scorrono e si completano in totale armonia. Nell'ultima pagina troviamo svelato il segreto che apre il racconto, la chiave che rende ancora più prezioso il sentimento materno: "Ti voglio bene perché sei il mio bambino, / anche se so che non mi appartieni".




Mi vorrai sempre bene, mamma?



Un messaggio forte che diventa simbolo del sostegno genitoriale e che possiamo ritrovare nelle parole del poeta e filosofo libanese Khalil Gibran (I vostri figli, in Il Profeta):

I vostri figli non sono figli vostri. Sono i figli e le figlie della forza stessa della Vita. Nascono per mezzo di voi, ma non da voi. Dimorano con voi, tuttavia non vi appartengono. Potete dar loro il vostro amore, ma non le vostre idee. Potete dare una casa al loro corpo, ma non alla loro anima, perché la loro anima abita la casa dell'avvenire che voi non potete visitare nemmeno nei vostri sogni. Potete sforzarvi di tenere il loro passo, ma non pretendere di renderli simili a voi, perché la vita non torna indietro, né può fermarsi a ieri. Voi siete l'arco dal quale, come frecce vive, i vostri figli sono lanciati in avanti. L'Arciere mira al bersaglio sul sentiero dell'infinito e vi tiene tesi con tutto il suoi vigore affinché le sue frecce possano andare veloci e lontane. Lasciatevi tendere con gioia nelle mani dell'Arciere, poiché egli ama in egual misura le frecce che volano e l'arco che rimane saldo.



E. L.

Photo Credits: La Margherita Edizioni


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