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08/07/17

"Sono una ragazza!", Y. Ismail, EDT-Giralangolo, 2017

sono una ragazza! edt
TRAMA: Dedicarsi ai suoi giochi preferiti é tutto ciò che vorrebbe fare questa asinellina antropomorfa. Ma proprio quel suo modo di essere e il tipo di attività ludiche da lei predilette inducono i passanti a scambiarla per un ragazzo. "Sono una ragazza!" ribadisce a ogni occasione, non vuole assolutamente rinunciare a occuparsi delle cose che piú ama e soprattutto essere costretta ad adeguarsi alle aspettative di chi non va oltre le apparenze. Talvolta le tocca alzare la voce per difendere la sua libertà. La nostra giovane protagonista non ci pensa proprio di conformarsi allo stereotipo che vorrebbe le bambine gentili e garbate e concede invece ai maschi la possibilità di essere vivaci e scalmanati.
Un condizionamento valido anche per l'altro genere. Verso la fine del racconto appare un altro personaggio, un leoncino antropomorfo amico della protagonista, impegnato a gridare al mondo la sua affermazione di ragazzo e il diritto di giocare come gli pare e piace.




Ci sono giochi "per bambina" e altri "per bambino". Esistono modi di giocare "da bambino" e modi di giocare "da bambina". Ci credete davvero?
Sotto questo concetto è cresciuta la maggior parte degli attuali adulti. L'influenza di questa credenza limita ancora, ahimè, le infinite possibilità di gioco dei bambini di oggi.
Una certa tolleranza nei giochi di genere riguarda i primi tre anni di vita, periodo in cui i piccoli riescono a vivere le loro scelte ludiche senza particolari interferenze. 
Poi dopo i tre anni inizia la netta distinzione: - "Mamma ma perché quel bambino ha una bambola che è per le femmine?".
Un giorno, all'uscita dalla scuola dell'infanzia, il mio primogenito sventolava con orgoglio la sua bambola di Elsa (la nota protagonista di Frozen) ricevuta in dono per Natale.
- "Ma no! Mica è sua! È della sorellina!" rispose la mamma nel tentativo di riportare la situazione ad una "normalità" tollerabile.
- "Eh no signora, mi dispiace, nessuna sorellina, qui nel passeggino ho un altro maschietto... La bambola è proprio SUA!"


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Abbiamo poi letto insieme questo libro dove la protagonista deve continuamente ribadire al mondo di essere una ragazza e di essere libera di dedicarsi ai suoi interessi. Riflettiamo sul fatto che non esiste realmente qualcosa di assolutamente maschile o femminile, soprattutto quando questi termini limitano le nostre possibilità di espressione e di scelta.
 - "Mamma ma lei la scambiano sempre per un bambino! Anche a me piacciono i giochi da femmina e i giochi da maschietto ma sono un maschietto perché c'ho il pisellino".
Ecco... e a me piace che tu possa essere libero di scegliere e di costruire la tua unicitá. Difenderò sempre questo tuo diritto.

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E. L. 

Photo Credits: EDT-Giralangolo




Gli imperdibili titoli della collana "Sottosopra" (EDT-Giralangolo):
             
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