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08/08/17

Le vostre domande: "Come posso gestire questi comportamenti del mio duenne?"

Immagine tratta da "Tutto Mamma"
Buongiorno,
sono di nuovo qui a chiedere consigli per l’educazione del mio piccolo.
Ora ha quasi 2 anni, è un bimbo molto socievole, chiacchierone e simpatico, ma con me e il suo babbo è più difficile da gestire... Probabilmente si sente “in diritto” di poter fare qualche bizza in più perché è con noi che lo amiamo incondizionatamente e quindi sente che può sfogare il suo nervoso e la stanchezza della giornata... Però un po’ mi preoccupa.
Ti racconto la sua giornata, i suoi capricci e poi cos’è che mi fa preoccupare.
La mattina sta a casa coi nonni (fino a gennaio ho avuto varie babysitter, poi ha lasciato per problemi di studio ed era fantastica... Lo ha cresciuto dai 5 mesi a un anno), poi altre che non erano adatte, l’ultima addirittura lo strattonava e gli urlava come una matta... perciò i nonni in pensione si sono proposti di tenerlo loro fino a ottobre, quando andrà al nido. Il pomeriggio sta con me. Arrivo alle 13, lo addormento (ancora rigorosamente poppa e guai a chi gliela leva!!!) poi io mangio e faccio cose in casa... Lui si sveglia intorno alle 16, facciamo merenda, giochiamo e verso le 19 arriva il babbo che lo intrattiene mentre io preparo la cena. Mangia alle 19.30 con noi a tavola con lui. Ci parliamo e ci giochiamo e mangia quasi sempre tutto. Dopo lui scende dalla sedia, va a giocare e mangiamo noi. Mangia prima di noi perché cerco di farlo mangiare più sano possibile, noi non siamo abituati a mangiare minestra la sera e poi per secondo piatto mangiamo spesso affettati o formaggi non molto salutari... e lui vorrebbe assaggiare le nostre cose, tralasciando di mangiare le sue. Invece in questo modo mangia tutto.
Verso le 22, cambio pannolino, pigiama, poppa e nanna. La notte si sveglia ancora un paio di volte, non necessariamente per poppare, si riaddormenta in braccio la maggior parte delle volte.




La ripetitività delle situazioni della giornata è fondamentale per un bambino piccolo poiché le routine permettono di scandire i momenti nella sua mente. Gli consentono di avere un'idea del tempo che scorre, anticipando nel suo pensiero ciò che avverrà dopo in base a ciò che è successo prima e riducendo in lui il rischio di ansia e di insicurezza.
Direi che la vostra organizzazione quotidiana è ottimale, potrei soltanto obiettare sulla cena. Per sostenere l'autonomia del bambino è preferibile coinvolgerlo durante il vostro momento del pasto, in modo che possa apprendere attraverso i comportamenti imitativi ed esplorativi. Mi rendo comunque conto dell'importante impegno relativo al voler offrire al piccolo esclusivamente cibo sano e nutriente. Potrebbe essere l'occasione per modificare le abitudini alimentari di tutta la famiglia? Non è necessaria la minestra tutte le sere, soprattutto d'estate.

Sul secondo punto della tua lettera provo a rispondere passo passo, consapevole che la situazione vissuta è sempre comunque più complessa di ciò che può essere riportato in uno scritto. 

I comportamenti che non mi piacciono ultimamente sono delle prese di posizione abbastanza importanti e prepotenti. Per esempio se è stanco e vuole stare in braccio a me (rigorosamente a me, se è stanco non esiste nessun altro al mondo che possa tenerlo in braccio!)...

- i bambini sono molto selettivi in fatto di coccole. In tua assenza, quando ad esempio andrà al nido, probabilmente si avvicinerà a un'educatrice piuttosto che a un'altra. Questo comportamento è del tutto normale e va assecondato, spesso si tende a "staccare" il bimbo dalla figura privilegiata. In realtà quando il bambino si sente al sicuro perché gli è permesso di scegliere un adulto di riferimento, sarà anche più sereno e propenso ad allargare la cerchia sociale -

... e per esempio gli dico aspetta un attimo che devo andare a fare pipì, inizia a urlare che non ci devo andare, allora gli dico di venire con me ma non vuole venire... Urla, piange come un pazzo e si irrigidisce. Io vorrei abbracciarlo per contenere la sua emozione e fargli capire che può superarla e che va tutto bene ma, sia facendo così che lasciandolo libero senza abbracciarlo, spesso mi tira anche qualche schiaffo e se gli capita a tiro qualche oggetto (qualsiasi) vicino a lui, lo prende e lo tira con forza dall’altra parte della stanza....

Su questo singolo episodio: non puoi certo trattenere la pipì e rinunciare ad andare in bagno! Se si tratta di un comportamento che si manifesta in maniera costante e sfoga spesso nell' atteggiamento aggressivo che descrivi, devi cercare di prevedere e anticipare la sua reazione. Si tratta di un problema di rassicurazione, il bambino in qualche modo si sente rifiutato o allontanato, anche senza ragioni evidenti. A posteriori, durante altri momenti della giornata, spiegagli che quando ti scappa la pipì e devi andare in bagno, non puoi trattenerti con lui e che se lo desidera può venire con insieme a te. Durante l'episodio invece non dare troppa importanza alla suo comportamento. Mantieni un atteggiamento fermo e rassicurante. Digli semplicemente: "Anche se non sei d'accordo io devo andare in bagno, quando torno spero che tu ti sia calmato e che vuoi abbracciarmi e farmi le coccole".

Questo succede per qualsiasi contraddizione o NO che riceve.
Non posso transigere un comportamento così e nemmeno il suo babbo. Perciò sono liti frequenti, gli dico mamma è arrabbiata, non si fa, non sono per niente contenta quando fai così. Ma niente, lui continua. Allora gli dico guarda che se continui ti do uno sculaccione (e spesso poi lo ottiene, purtroppo, perché non si calma) e a volte invece gli chiedo: vuoi uno sculaccione? e lui risponde SI!!! Sorpresa. E cosa devo fare se lui mi risponde si? Glielo do? Io gli dico, se fai il birbo alla fine te lo do davvero, ma mamma non è contenta di dartelo. Quando te lo do è perché anche se mamma ti spiega che non si fa, te lo fai lo stesso. Ma mamma è triste quando deve darti uno sculaccione.
Lui pare non ascoltare. Né se glielo spiego quando è calmo, né durante la lite.

Non arrivare mai alle minacce per calmarlo o aiutarlo a capire. Semplicemente non reagire. Fermati al "non si fa", dopodiché fidati della sua capacità di calmarsi da solo. Siediti vicina a lui e aspetta. Vedrai che sarà tuo figlio a venirti incontro. A quel punto lo accogli con un abbraccio. Quella di tuo figlio è un'età particolare durante la quale i bambini provano a misurare il potere che hanno sugli adulti. Questi comportamenti riflettono il loro bisogno di essere guidati e protetti e, nel contempo, l'esigenza di sperimentare la loro indipendenza.

Il comportamento che invece mi fa preoccupare è una specie di autopunizione che lui si da.
Se fa qualcosa di sbagliato e io gli dico “non si fa”, anche se glielo dico in modo tranquillo (voce ferma ma non alta) lui si picchia in testa da solo!!! Io gli tolgo le manine e gli dico: "no, M. non ti devi picchiare, ti fai male! Non ti devi fare male da solo!" E lui mi risponde: "SI!"
Quindi lo fa proprio apposta per farsi male...
Questo comportamento è iniziato da una ventina di giorni e ha iniziato mentre eravamo al mare io e lui da soli. Purtroppo essendo sola sola al mare, con le varie difficoltà da affrontare tipo farmi una doccia o semplicemente andare a prendergli i giocattoli nella cabina del bagno in spiaggia con lui al seguito (senza potergli dare la mano perché ero piena di giochi!) che mi si fermava ogni due passi ai vari ombrelloni anche dando noia alle persone che magari stavano riposando al sole sul lettino, oppure per preparargli il pranzo da sola con lui stanco che mi chiedeva di stare in braccio o di giocare con lui, ho dovuto dicevo, purtroppo, essere molto più rigida del solito. E ho paura che lui abbia risentito molto di questo cambiamento del nostro rapporto (che invece è sempre stato molto giocoso e abbastanza accondiscendente, ma anche perché lui prima era un bimbo molto riflessivo e maturo che dava retta, non faceva grosse bizze o comunque raramente... mentre da un paio di mesi è irriconoscibile!) e che ora non riesca a riportarlo alla normalità dentro di sé...

Hai sicuramente passato alcuni momenti caotici. Non è semplice occuparsi di un bambino piccolo da soli in vacanza. Non sentirti in colpa per essere stata più dura del solito. E' proprio questa l'età in cui i bambini ricevono le prime vere regole (quelle essenziali per il suo benessere e la sua incolumità) dagli adulti. Cerca di organizzare la giornata al mare senza stressarti. Quando il genitore è sotto stress questo si riflette inesorabilmente sul comportamento del bambino. Ad esempio: é necessario portare dietro tanti giochi? Mentre prepari il pasto puoi intrattenere il bimbo seduto sul seggiolone con un pezzo di pane, o di cetriolo, carota, ecc...? Puoi fare la doccia a casa dove riesci a tenerlo con te?
A due anni i bambini sono molto socievoli e curiosi verso le persone che incontrano. In genere al mare la gente è molto più comprensiva e disponibile del solito. In vacanza si sorride più facilmente ai bambini che si fermano. Se non sta realmente dando fastidio (ad esempio non sta lanciando la sabbia sulle persone) ma sta solamente socializzando, lascialo fare.
Il picchiarsi la testa sembra un'ingenua forma di protesta. Per scoraggiare questo comportamento devi semplicemente non dargli troppa importanza e, anche in questo caso, riaprire il dialogo in un secondo momento ("Quando ti vedo fare così mi fa tanto male, non voglio che ti fai del male"). Vedrai che sparirà da solo.

Per favore, dammi un consiglio! Amo il mio bambino più di me stessa e non voglio assolutamente sbagliare con lui... non voglio che abbia paura di me, non voglio che si dia la colpa di tutto e si autopunisca, ma nemmeno voglio che sia un prepotente e che risolva tutto con bizze e lanci di roba... Aiuto! Mi sento una mamma pessima... 

Sei invece una mamma bravissima e molto attenta! Abbi sempre fiducia nelle tue capacità genitoriali.




E. L.
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