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29/10/17

"Pino ha perso le parole", G. Francella, Sinnos, 2017

pino ha perso le parole sinnos
TRAMA: Tra gli alberi del bosco vive un folletto timido e solitario di nome Pino. Non parla mai con nessuno. Tutto ciò che fa con la sua voce è canticchiare un ritornello... ma solo se è sicuro di non essere ascoltato.
Quando arriva l'inverno ad imbiancare il bosco, un po' infreddolito Pino si mette a cantare come sua abitudine. Benché abbia la bocca spalancata, da questa non esce più alcun suono!
Passano le stagioni e, nel suo silenzio, il piccolo folletto si mette in ascolto dei suoni prodotti dagli altri abitanti del bosco.
Supino sull'erba, con gli occhi chiusi, gioca a indovinare a chi appartiene il verso udito. Ed ecco il ronzare della mosca, il gracchiare del corvo, il sibilare del serpente e il rugliare dell'...ORSO! Pino si accorge che quel grosso animale si trova lì sopra di lui. 


Inizia a correre spaventato fino a quando, inaspettatamente, dalla sua bocca spalancata esce un grido talmente frastornante da inibire l'orso. Pino si fa coraggio e gliene dice quattro, ora non ha più paura di lui.
Un po' alla volta spuntano gli altri animali della foresta che si erano nascosti tra gli alberi. Sorpresi dal coraggio mostrato dal folletto si complimentano con lui. Così Pino, oltre alle parole, ha trovato moltissimi nuovi amici!


"Pino ha perso le parole" è un illustrato semplice nella grafica ed efficace nel messaggio che propone. I colori della natura primeggiano le scene del racconto, mentre un minuscolo e rotondo folletto conduce i piccoli lettori alla ricerca della fiducia in se stessi.
Questo è il viaggio di Pino, talmente timido da non riuscire a stare con gli altri.

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Il racconto di Gloria Francella facilita la comprensione di alcune tematiche che sostengono lo sviluppo armonioso della personalità.
Un racconto che appoggia l'evoluzione di sentimenti quali l'autostima, la fiducia in se stessi, il coraggio di affrontare situazioni difficili e l'empatia verso l'altro. Una storia, inoltre, che può, attraverso la piacevolezza della narrazione, offrire un canale privilegiato per affrontare specifiche difficoltà che alcuni bambini si trovano a vivere, come deficit fisici o psicologici.
Ad esempio, leggendo e rileggendo l'avventura di Pino, mi torna alla mente una bambina che soffriva di mutismo selettivo (QUI per saperne di più) e che avrebbe potuto rileggersi attraverso i vissuti del folletto.


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Una storia importante ma buffa, profonda e fanciullesca, che usa un linguaggio affine all'infanzia per descrivere situazioni complesse che riguardano l'emotività.

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Anche il testo di questo libro, come altri editi dalla Sinnos, è stampato con la Font LEGGIMIPRIMA,  studiata in collaborazione con l'Università degli Studi di Camerino, per avvicinare gradualmente il piccolo lettore alla lettura e al riconoscimento delle parole.


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E. L.


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