“Il cuore smemorato”, V. Gazzoni, Edt-Giralangolo, 2019

Insieme all’autrice Valentina Gazzoni, vi raccontiamo la storia di un cuore che perde la sua forma per ritrovarne molte altre. Un’interessante novità tra le letture per i piccoli: una serie di filastrocche che, legate da un filo narrativo comune, regalano ali alla fantasia dei bambini.

Cara Valentina, ho davanti a me Il cuore smemorato, mi piace il senso sotteso del messaggio che unisce un po’ tutte le storie, “La scomposizione di un cuore non è un cuore infranto ma l’inizio di nuove avventure”. In modo esteso ho inteso come: Quando ti si spezza il cuore non è detto che sia tutto distrutto ma può essere la svolta affinché accada qualcosa di più bello.

Cara Ester, grazie a te. Le foto dei tuoi bambini che giocano con il mio libro mi rendono molto felice e mi emozionano. Trovo molto belli i personaggi inventati da loro. Le due pagine rosse con i pezzetti già pronti sono solo l’inizio. Una volta staccati tutti e utilizzati, si può ripartire disegnando nuovi cuori e spezzettandoli magari anche in molte parti.
Il mio albo nasce dall’esperienza diretta dei laboratori che tengo da anni con i bambini (in genere in età che va dai 5 ai 10 anni) e sono convinta che questo libro non abbia una specifica fascia d’età, soprattutto non solo per i piccolissimi, anzi.
Ancora non so quando ma presto parlerò del libro sul mio blog L’Aeroplano di Biscotto, raccontando come è nato il tutto. Però, intanto è bello leggere le varie interpretazioni. Del resto, una volta pubblicato, un libro non appartiene più all’autore ma vola con ali sue.

Cuore smemorato

Una filastrocca mi ha incuriosito in particolare, riconducendomi alla poesia “il Lonfo” di Fosco Maraini, esempio di metasemantica. Nel tuo libro, dopo aver letto le prime storielle ci si imbatte con stupore alla “sfrusilla milluosa”. Com’è nata l’idea?

Sì, quel che dici è giusto. Questa piccola poesia è un omaggio a Fosco Maraini, Toti Scialoja e le poesie futuriste. Mi piace lavorare con i bambini anche sul linguaggio e penso che la poesia possa aprire infinite possibilità creative d’espressione. In particolare, quella basata sui suoni e le intonazioni, credo possa essere un ottimo inizio.

Il cuore smemorato

Ora ti ripropongo le domande di un piccolo lettore che ha ascoltato Il cuore smemorato (Claudio, 6 anni):

Cosa vuol dire TUMP TUMP?

TUMP TUMP è il rumore che fa la zampa entrando nella pagina mentre fugge dal topino per poi scomparire nel bosco. Il topino colpevole è quello che si forma nella pagina prima, dove ci sono le dediche. Il mio libro si inizia a leggere dalle sguardie e quindi dalle forbicione. A voi trovare i rumori adatti.

(Gli spiego che il libro è composto da una serie di filastrocche) Perché sono filastrocche?

I vari testi sono stati ispirati dalle illustrazioni. Con bambini bloccati dalla paura di sbagliare, a volte, la cosa più efficace è quella di far passare il pensiero dalle mani perché poi si arrivi ad altre forme espressive. E’ uno degli scopi del libro. I testi sono quindi scintille creative, volutamente brevi. Servono per dare il là a inizi di storie, piccole storie, poesie, linguaggi inventati, ecc. I suoni sono importanti in quanto aggiungono un’ulteriore dimensione al testo.

Perché le ha raccontate (l’autrice) usando i cuori?

Qui ci sono due tipi di risposta: la prima è quella fantastica e riassuntiva di tutto che mi ha dato Emanuele di 5 anni: perché il cuore dimenticandosi di essere un cuore può diventare tutto ciò che vuole. Per questo il libro si chiama Il cuore smemorato. L’altra molto affine ma adulta, è l’origine del libro: in tanti anni di laboratori ho riscontrato un crescente numero di bambini bloccati, con una grande paura di sbagliare (rispetto al giudizio adulto) e quindi di mettersi in gioco di fronte e richieste per loro inusuali. Spesso la risposta è il disegno di un cuore. Ma in questo caso il cuore non vuol dire ti voglio bene, ma è l’espressione del loro essere bloccati e la volontà di compiacermi in quanto adulto, il cuore è pura forma e stereotipo. Chi non sorride di fronte a un cuore? Io però lavoro proprio sulla fiducia, la creatività e la paura di sbagliare. Così, li ringrazio per il cuore e poi gli chiedo di iniziare un gioco tagliandolo. All’inizio lo sguardo dei bambini è un po’ incredulo e impaurito, poi però, appena arriva l’ispirazione, sui loro volti appare un grande sorriso. Ecco, la magia è fatta. La frase conclusiva contiene anche questo significato.
Il titolo del libro lo devo sempre a Emanuele, il figlio di un’amica. Io mi fido moltissimo dell’intuito bambino. Volevo un titolo speciale, così ho chiesto a questa amica di mostrare il libro a suo figlio e, senza nessuna imbeccata, chiedergli che titolo gli avrebbe dato. Lui ha trovato quello e quando la mamma gli ha chiesto perché, le ha dato la spiegazione che ti ho scritto. Per me è stata una grande emozione. Titolo splendido e spiegazione che mi ha tolto ogni dubbio: aveva compreso nel profondo il significato del libro.

cuore smemorato
Perché c’è la forbice che taglia il cuore?

A me piace pensare alle forbicione come al lupo delle fiabe, grazie al quale, però, nasce tutto.

Photo credits: EDT-Giralangolo