“I due papà di Fiammetta”, Émilie Chazerand, Gaëlle Souppart, La Margherita ed., 2019

TRAMA: Fiammetta ha due papà molto affettuosi. Per distinguerli li chiama Papà e Papullo.
È una bambina serena. Poi un giorno, a scuola, Cecilia dice apertamente alla classe dei suoi papà. I compagni, inizialmente sorpresi, non risparmiano le prese in giro e i commenti. A questi la povera Fiammetta non trova il coraggio di rispondere.
Rientrando a casa, non volendo far preoccupare i genitori, la bambina decide di non dire nulla di quel che era successo la mattina.
Fiammetta pensa e ripensa l’accaduto. I suoi papà non sono affatto strani come affermano i compagni. Non le sembrano malati, anzi. Si prendono cura di lei, l’aiutano nei compiti, le leggono le favole, giocano, chiacchierano e fanno mille cose insieme.
Ecco perché è sempre solo uno dei due ad accompagnarla a scuola o alle feste. Fanno questo per non metterla in imbarazzo. Se soltanto potesse essere libera di stare con entrambi anche in queste occasioni…


Quando Fiammetta torna a scuola è ancora preoccupata per i fatti successi il giorno prima. Poi incontra Cecilia in cortile, è in lacrime. La compagna le confida della dipartita del padre e di come lei e sua madre siano rimaste sole. Probabilmente è meglio avere due papà che non averne proprio. Sorridono così le due bambine, sancendo in quel momento la loro amicizia.

Ho impiegato molto tempo a decidere come presentare il racconto di Émilie Chazerand.

Un tema complesso

sul quale si ha sempre il timore di scivolare nel buonismo. Un argomento del resto che divide ancora oggi nettamente le opinioni. A ben guardare però questo racconto non si pone l’obiettivo di discutere sul diritto alla genitorialità delle coppie omosessuali. È invece una storia semplice, didascalica e lineare; rivolta ai bambini, interessati più di tutto a conoscere il loro mondo, a comprendere la realtà e le sue infinite sfumature. I due papà di Fiammetta racconta una delle tante realtà esistenti, partendo dal vissuto e dalle emozioni di una bambina. Una storia che invoglia chiunque a mettersi dalla parte dell’altro e di accoglierlo.

L’autrice presenta il suo libro usando poche ma efficaci parole

“Una breve storia per affrontare il tema dell’omogenitorialità in dolcezza… (promesso, si PUÓ assolutamente parlare di questo tema ai più piccoli!) (Anzi DOVREMMO… ma è un altro argomento…)”.

La storia di Fiammetta suggerisce quindi ai piccoli lettori quanto la vita sia imprevedibile e come valga invece la pena essere aperti verso il prossimo per rimanerne positivamente sorpresi.
E  comunque, secondo me a casa di Fiammetta ci si diverte un sacco…

Con Il mio filo rosso questo è il nuovo titolo della collana L’orango rosa, dedicata ai temi sociali e di attualità, tra cui parità di genere, famiglie allargate, omogenitorialità, guerra, accoglienza, integrazione, comprensione della diversità e questioni ambientali.

Photo credit: La Margherita edizioni

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