“Cipí”, Mario Lodi e i suoi ragazzi, Einaudi scuola

… era il più birichino: sbatteva le alucce e si girava di qua e di là come se il nido fosse troppo stretto per lui…

È il 1961, Mario Lodi insegna nella scuola elementare di Vho, una frazione del comune di Piadena Drizzona, nella provincia di Cremona.
I bambini della prima elementare guardano il mondo all’esterno della grande finestra della classe. Il maestro, inizialmente in conflitto sul rispetto delle regole, decide poi di non riportare i piccoli allievi ai loro banchi ma di seguirli in questa loro esigenza.

Mario Lodi li ascolta, annota i loro racconti.

Siccome i bambini a sei anni sanno parlare correttamente la loro lingua veniva naturale ascoltarli mentre raccontavano le storie della loro prima vita sociale: come giocavano, quale era il lavoro del loro papà e della mamma, quali erano i cibi che preferivano.
Tutti i giorni parlavamo di quello che succedeva intorno a loro, quasi giocando.
Infatti, in una discussione con i bambini circa le loro attività io feci loro questa domanda: «Perché siete venuti a scuola?»
«Per giocare», fu la risposta.
Io, maestro, ascoltavo e organizzavo il dialogo che era il racconto vero della loro vita.
Ci guardammo attorno: la nostra aula era ampia e un po’ vecchia, aperta da un lato da una finestra grande come il cielo, ma tutto era tranne che un luogo per giocare. (Mario Lodi)

Cipì Mario Lodi

Nei due anni successivi (prima e seconda elementare), i bambini, guidati dal maestro, uniscono le loro esperienze di vita alle scene della natura osservate dalla finestra. Nasce così la favola del passerotto Cipí, pubblicata per la prima volta nel 1972 e diventata un immancabile romanzo di formazione.

Nella vicenda di Cipí ritroviamo valori ed emozioni come la paura, la felicità, l’innamoramento, l’amicizia, la solidarietà, il dolore, la gioia.

La storia di Cipí inizia con la nascita del passerotto e dei suoi fratelli. Cipí si distingue fin da subito per il temperamento impavido e avventuroso. Disubbidisce a Mamí, scappa dal nido e inizia il suo percorso di crescita verso l’essere adulto, tra pericoli e scoperte.
Il tempo del racconto si sviluppa nello scorrere delle stagioni e comprende il ciclo della vita. La natura e gli eventi atmosferici diventano anch’essi personaggi della storia. Durante la vicenda, Cipí fa diversi incontri, scopre l’amicizia, la perdita, la sofferenza e la gioia.

Cipì Mario Lodi

Un libro speciale

Cipí è diventato un racconto speciale da quando, la scorsa estate, io e i miei figli lo abbiamo letto al mare.
Quando i passerotti in spiaggia si avvicinavano per prendere le briciole delle nostre focacce, i bambini esclamavano indicandoli: 
“Guarda mamma c’è Cipí”.

Da allora io sono diventata Mamí e, per tutta risposta, loro sono diventati Fabí e Claudí.

Photo Credits: Einaudi scuola

Fonte: Giunti Scuola

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