Quei bei libri di Beatrice Alemagna (Topipittori, 2019)

“Anche se la verità è spaventosa e la gente preferisce ignorarla”

Oggi ho recuperato due libri meravigliosi di Beatrice Alemagna, ormai punto di riferimento dell’illustrazione per l’infanzia (e che ve lo dico a fare?). Dunque, ho questi due racconti tra le mani: Le cose che passano e La bambina di vetro che non vedo l’ora di leggere insieme ai miei figli quando saranno nuovamente con me (oggi è il giorno del papà).
Mentre sfoglio i libri, penso e prevedo il loro stupore e le loro domande: – Perché questa bimba è disegnata così?
Quando m’interrogano sulle immagini troviamo spunti di educazione visiva e sul senso di rappresentazione artistica.

Beatrice Alemagna, bolognese di nascita, parigina di adozione, è capace di realizzare una costante sperimentazione grafica. Le tecniche e i materiali che utilizza rendono tutto così profondamente artistico, armonioso ed equilibrato, pur nella scomposizione delle linee e delle forme.

Ma torniamo ai bei libri

La bambina di vetro Beatrice Alemagna

La bambina di vetro, pubblicato per la prima volta in Francia nel 2002, è una storia sulla fiducia in se stessi, anzi, un invito a ritornare ad amare la propria autenticità, anche quando le critiche altrui la sotterrano.
Gisèle è una fanciulla completamente trasparente poiché fatta di vetro. Quando era piccola, così graziosa, tutti l’ammiravano.
Poi, cresciuta, le persone hanno mal sopportato come la sua testa cristallina non riusciva a celarne i pensieri.

La bambina di vetro Beatrice Alemagna
Come tutti, ne produceva di belli e di brutti e sono questi ultimi a provocare disagio. La gente iniziò a criticarla aspramente. La bambina di vetro non ne poteva più. Piangendo una lacrima di cristallo decise di lasciare quel suo paese collocato tra Bilbao e Firenze (trovatelo!). Le cose non cambiarono, non trovò pace in nessun luogo del mondo. Stanca di viaggiare decise di ritornare a casa sua, così com’era, integra e autentica. Da quel giorno non diede più peso alle opinioni degli altri.

La bambina di vetro Beatrice Alemagna
Il racconto di Gisèle – come spiega l’autrice in prefazione – è ispirato a “Giacomino di cristallo” di Gianni Rodari (Favole al telefono). È la sorellina francese che riscatta Giacomino nel finale della storia (il personaggio di Rodari finiva in prigione).
Durante la lettura, la trasparenza della bambina è percettibile anche materialmente attraverso i disegni evocativi e le pagine illustrate sopra fogli di carta da lucido.
L’albo è stato premiato dal New York Times e dalla New York Public Library come uno dei migliori libri illustrati per bambini del 2019.

Le cose che passano Beatrice Alemagna

Anche ne Le cose che passano (2019) l’autrice studia alcuni inserti su carta da lucido che, in questo caso, funzionano come la grafica dei livelli. Le pagine trasparenti si muovono per aggiungere, togliere, svelare, modificare le tavole, costruendo il senso voluto dalla narrazione.

“A chi pensa che tutto se ne vada sempre in fumo”

E con questa dedica sento il libro ancora più vicino al mio stato d’animo…

Le cose che passano Beatrice Alemagna

Beatrice Alemagna richiama alcune esperienze vissute dal bambino durante la crescita. Situazioni che sembrano permanenti e che invece si rivelano effimere. Passano, scompaiono, si dimenticano e alcune, perfino, non tornano più.
I soffioni di tarassaco, l’addormentarsi, le ginocchia sbucciate, le note musicali, le bolle di sapone, i pidocchi tra i capelli…
Tra questi eventi fugaci, l’autrice allude all’unica cosa che resta immutabile e perpetua

l’amore di un genitore per i figli

Le cose che passano Beatrice Alemagna

Il libro è stato scelto dal Conseil départemental du Val-de-Marne per essere donato ai bambini del dipartimento, nati nel 2020.

Photo Credits: Topipittori

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