Coronavirus. Bambini a casa tutto il giorno, cosa fare?

La prima settimana dal Dpcm 8 marzo firmato da Conte per l’emergenza COVID-19 è stata a dir poco frastornante. Da questo decreto abbiamo più o meno tutti compreso quanto fosse diventato fondamentale restare a casa.
È iniziata la contro-quotidianità, il brulicare delle chat, lo stampare qui, l’iscriversi là, lo scaricare questo, il riorganizzare quello… In molti abbiamo trascorso così i primi giorni dello stayhome con figli.
Poi i compiti, i cartoni animati, i disegni, gli arcobaleni “andrà tutto bene” da appendere alla finestra…

Il brulichio è anche in rete

Arrivano, da ogni parte, proposte didattiche, attività ludiche e passatempi.
A seguito della concessione SIAE, proliferano le video-letture di favole e racconti. Ciò merita una riflessione.
Pensate bene al valore della lettura. Usatele, se volete, le videoletture. Usatele per formarvi ma, ai bambini, leggete voi, dal vivo, perché la relazione è fondamentale per innescare l’amore verso il libro.
Guardate le video-letture, quelle belle e accurate, per migliorare l’intonazione, le pause, il ritmo e per approfondire la conoscenza di una storia. Poi, se i libri in casa li avete, leggeteli, rileggeteli e leggeteli ancora.

Mi sono chiesta quali esperienze potessero fare i bambini nei giorni in cui l’Italia è messa in stand-by

In questi giorni a casa con i miei figli mi sono realmente sentita come quel tizio che cerca di spazzare via l’acqua dalla riva del mare. Tanta fatica per niente! Metti a posto e, un attimo dopo, tutto è nuovamente sottosopra.
È stato indispensabile prenderci degli spazi in cui fare qualcosa insieme.

Abbiamo fatto il pane in casa

Ho migliorato nel tempo la tecnica di partecipazione dei bambini. Ho recuperato delle grosse teglie in alluminio dentro le quali possono manipolare energicamente la miscela di acqua e farina, senza spargerla per tutta la stanza.
Fare il pane, la pizza, le torte, i biscotti, la pasta e i lavori da cuochi in erba, appassiona i bambini e li aiuta a comprendere il valore del cibo, della sua preparazione e l’importanza del minimizzare lo spreco.

Bambini a casa coronavirus

Abbiamo conservato grosse scatole di cartone

Ho concesso loro di usarle liberamente frenando il mio senso del riordino. Le hanno riempite di tante cose, trasformate in tane, in case, in auto e in basi spaziali.
Seppur piene di cianfrusaglie racimolate in giro per la casa, i loro dialoghi mi fanno comprendere quanto quel gioco sia fondamentale per i processi creativi e per lo sviluppo dell’immaginazione.
A dire il vero, il modo in cui trasportano le scatole/tane da una stanza all’altra li fa sembrare due paguri felici con la conchiglia nuova.

Bambini a casa coronavirus

Poi abbiamo chiacchierato sul Coronavirus

– “Ma mamma pelché la natula ha fatto i Colonavilus?”, chiede Fabio.
Li abbiamo cercati su internet per consegnare un aspetto a questi mostriciattoli nominati ovunque.
Dopodiché i bambini si sono messi a colorare e, durante la loro frenesia artistica, hanno iniziato a picchiare le punte dei pennarelli sul foglio. Ma guarda un po’ qui quanti Coronavirus…

Bambini a casa coronavirus

In tutto ciò, pur convinta che i corrieri in questo periodo siano da appellare con parsimonia, ho selezionato quei giochi davvero capaci di catturare l’attenzione dei bambini e che possono tornare utili per superare al meglio il doveroso periodo domestico.

Ecco la mia personale top ten

1. Al primo posto metto la casa di cartone Casa Kreul Spielhaus XXL Joypac da costruire e colorare. Non è proprio economica ma può intrattenere un gruppetto di bambini. Ottimo per il gioco fra fratelli. (Sono disponibili anche modelli meno cari).

2. Il trampolino, assolutamente necessario. Perché i bambini saltano, saltano, saltano. Saltano sul divano, saltano sulle poltrone, saltano sui letti. Un insopportabile saltare dappertutto. Per questo VIVA IL TRAMPOLINO! Meglio se con rete, ma più costoso. È sufficiente quello aperto accompagnato da un tappeto antiurto.

3. La sabbia cinetica, o sabbia magica. La preferisco al pongo perché non indurisce e offre una sensazione al tatto molto vicina alla sabbia del mare.

4. Il microscopio. Eh sì, hanno iniziato a chiederlo “per guardare i batteri delle mani”. Se usato con cura, il primo microscopio offre esperienze uniche. Si può osservare ad esempio un bulbo di cipolla, una banana, una foglia, i capelli, le unghie… (Dai 5 anni).

5. Le costruzioni magnetiche (dai 3 anni). Variante dei Lego, Duplo e mattoncini. L’assemblaggio dei pezzi è piacevole e fantasioso. I bambini familiarizzano inoltre con le forme geometriche.

6. Il ButterflyKit. Una scatola completa di strumenti per allevare in casa i bruchi Pieris brassicae o cavolaia maggiore e poter vivere l’appassionante metamorfosi in farfalla (il piccolo bruco di Eric Carle diventa reale). Occorrono circa 20-25 giorni per poter liberare le farfalle. (Approfondimento qui).

7. Set per pirografia su legno, cuoio e sughero (da 7-8 anni). Quando ero piccola si usava tantissimo, anche a scuola. S’inizia creando un disegno a matita sul supporto e poi, con la punta calda, s’incide.

8. Carta per origami. Li adoro! L’arte giapponese del piegare la carta. Ce ne sono di tutti i tipi, con soggetti più semplici e altri più complessi. I kit per origami sono forniti di istruzioni. Un’attività che esercita la motricità fine, l’osservazione e l’ingegno.

9. Tavolette per la Scratch Art. Si tratta di un kit (fogli neri, bastoncini per graffiare/grattare e altri strumenti da disegno) già pronto per provare questa divertente e liberatoria attività artistica. Si realizza un disegno sulla superficie nera, poi si gratta con un bastoncino per far emergere gli accesi colori dello strato sottostante. I fogli per la scratch art possono essere preparati anche in casa con la carta per acquerello (in cotone), pastelli a cera colorati e tempera nera (qui un tutorial).

10. Ombre cinesi e teatrini delle ombre. Un bellissimo modo per raccontare le storie prima di andare a nanna. Si può scegliere tra i libri-manuale con le istruzioni per realizzare i soggetti delle ombre con le proprie mani, oppure i personaggi da muovere in penombra nei luminosi teatrini. Esiste anche un bellissimo libro di Hervé Tullet dedicato alle ombre (Il gioco delle ombre).

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