Esperimento del fluido non newtoniano (Oobleck) #stayhome

Non so dirvi quante volte abbia utilizzato ingredienti come farina di tapioca, maizena, cremor tartaro, coloranti alimentari, farina gialla, ecc… Davvero tante, tante volte ma, ahimè, quasi mai per cucinare! Se siete maestri o educatori avrete certamente già intuito.
Sono alcuni dei tanti ingredienti facili da recuperare e particolarmente utili per realizzare i 
laboratori con i bambini.


Li utilizziamo nelle cosiddette “attività sporchevoli” nelle quali, proprio lo sporcarsi le mani (e non solo quelle), sostiene l’interesse, il coinvolgimento e gli apprendimenti del bambino.

Pensare alle attività da proporre a bambini molto piccoli significa, da una parte, scegliere il materiale che sia in grado di offrire esperienze interessanti e, dall’altra parte, riflettere sulla sicurezza di ciò che si mette a loro disposizione.
Dopodiché si ragiona sui percorsi di esperienza, realizzabili con il materiale scelto. Si possono osservare le sue caratteristiche, come si modifica, le trasformazioni e i comportamenti. Si possono aggiungere alcune variabili a seconda delle situazioni che si desiderano sperimentare.
Questi laboratori “mani in pasta” sostengono l’attenzione e il pensiero deduttivo.

L’esperimento del fluido non newtoniano con l’Oobleck

C’è un esperimento, davvero molto semplice da realizzare con i bambini, attraverso il quale si osserva la differenza tra quello che è definito un fluido newtoniano (un liquido che si comporta sempre da liquido – viscosità costante) e ciò che invece viene chiamato un fluido non newtoniano (una sostanza che si comporta in alcune circostanze come un liquido, in altre come un solido).

Il liquido non newtoniano di questo gioco-esperimento è fatto di acqua e maizena ed è anche soprannominato Oobleck, nome che ha origine dal racconto per bambini del Dr. Seuss, “Bartholomew and the Oobleck” (1949), dove questo particolare fluido scendeva dal cielo per esaudire il desiderio di un re annoiato.

Fluido non newtoniano esperimento oobleck

Per capire…

Immaginiamo, ad esempio, che dopo una giornata di pioggia abbiamo deciso di infilare un bel paio di galoche per andare a saltare nelle pozzanghere. Ha piovuto così tanto che queste sono diventate grandi come piscine. La prima pozzanghera ha l’acqua limpida. Ci entriamo dentro piano, piano. Il liquido si sposta per lasciar spazio al volume del corpo (i nostri piedi) immerso. Allora saltiamo dentro con più forza e anche in questo caso l’acqua si sposta per lasciarci entrare.
Più avanti troviamo una pozzanghera torbida. Entriamo lentamente. Il liquido si sposta e immergiamo i piedi, proprio come nell’acqua limpida. Dopodiché ci saltiamo dentro con più forza e succede qualcosa di diverso. Il fango ha modificato la viscosità costante del liquido (Legge di Newton).
Allo stesso modo, giocando con l’Oobeck, i bambini:

– riusciranno a far sprofondare le mani nella vaschetta o contenitore, se le immergeranno lentamente nel composto (il fluido si deforma);

– il fluido si comporterà quasi come un solido se eserciteranno maggiore forza sulla sua superficie per immergere le mani.

Occorrente per l’esperimento

Rapporto 1:2 degli ingredienti

  • un bicchiere d’acqua;
  • due bicchieri di maizena (oppure fecola di patate o altro amido);
  • vaschette o contenitori;
  • uno o più asciugamani da mettere sotto le vasche.

Per rendere l’esperimento più completo e verificare le differenze, si possono preparare due vaschette. La prima sarà riempita con acqua e nella seconda ci sarà invece l’Oobeck.

Qui sotto il video del nostro esperimento ⬇️

Ed ora, a conclusione dell’attività, posso comunicarvi di aver completamente terminato la scorta di maizena!

Per dubbi, approfondimenti e confronti, scrivetemi a info@vitazerotre.com


Fonti:

Focus Junior

Chimica on-Line

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