Arrivo del fratellino. Come riuscire a non trascurare il primogenito?

Lettere dei genitori.

Buonasera Ester,
Torno a scriverle dopo tanto non perché non abbia avuto più avuto bisogno delle sue intuizioni, anzi, solo per, purtroppo, mancanza di tempo.
Vorrei tanto approcciare alla mia bimba di 4 anni e mezzo con attenzione ed entusiasmo ma mi ritrovo sempre a trascurarla per via del fratellino di un anno e mezzo che, ancora piccolo, richiede molte attenzioni. Questo non mi fa stare serena anche perché quando riusciamo a ritrovarci poi c’è sempre ‘altro’ da fare e, per quanto io sia consapevole di questa cosa, mi ritrovo puntualmente a non dedicarle del tempo di ascolto per lei. Pensa sia il caso di concederci spazi solo nostri oppure ci sono strategie e modalità che posso utilizzare nella vita a tre (con fratellino)?
Mi scusi se non ho, forse, contestualizzato troppo ma volevo andare dritta al problema. Se ha bisogno di ulteriori dettagli mi chieda pure.
Durante il lockdown eravamo noi tre soli a casa in quanto il papà lavorava e avevamo strutturato la nostra giornata in modo tale che durante il riposino dopo pranzo del fratellino, io e lei ci dedicavamo a fare lavoretti con rotoli, ad ascoltare video libri delle maestre…
E forse quello era il nostro momento in un contesto particolare.

Benvenuto fratellino!

Cara mamma,

scusandomi per non essere riuscita a rispondere prima, volevo ringraziarti per la lettera e la fiducia riposta.
Certo è che l’arrivo del secondogenito porta necessariamente con sé un po’ di scompiglio nel precedente equilibrio familiare e nella relazione fin qui vissuta con il primo figlio.
Dopotutto il primogenito è l’unico dei figli che per un periodo della sua vita sperimenta la relazione esclusiva con i genitori.
La madre diventa come un tutt’uno con il primo figlio. Nonostante senta la fatica del periodo totalizzante, potersi dedicare pienamente al suo bambino, crea tra i due una relazione molto intensa.

A fronte di questo è quindi del tutto normale maturare un sentimento di colpa quando arriva il secondo figlio.

Questo evento, inevitabilmente, spezza l’idillio che si era formato fino a quel momento e il genitore non può più permettersi di concedere al primo la precedente dedizione.
Ma questo, a mio avviso, non può che essere un’esperienza di vita importante che incide positivamente sulla formazione dei bambini. Ti è capitato di percepire la tua bambina come improvvisamente cresciuta quando è arrivato il fratellino?

Leggendo ciò che scrivi comprendo che hai già in mano le risposte ai tuoi dubbi.

Sei certamente una mamma che riflette molto sul suo operato genitoriale, che si mette in discussione e hai una buona capacità di autocritica, tutto questo allo scopo di offrire benessere ai tuoi bambini.
Probabilmente ti capita di non sentirti sempre “sul pezzo” con la prima figlia o hai la sensazione di perdere dei pezzi con il secondo, eppure questa non è altro che la vita, fatta di percorsi, emozioni, squilibri e nuovi equilibri.

Sei riuscita a trovare un momento per voi durante la nanna del piccolo.

Vedrai che a poco a poco non avrai più un bisogno così netto di dividerti tra i due, i due fratelli inizieranno a interagire e potrai coinvolgerli entrambi nelle tue proposte.
Ora invece potresti provare a rendere partecipe la grande nella gestione del fratellino, potresti incaricarla di semplici compiti in modo che si senta in una sorta di collaborazione con la mamma. Vedrai che ne sarà felice!

Per concludere vorrei consigliarti la lettura di uno splendido libro sull’argomento, edito dalla casa editrice Il leone verde (collana “Il bambino naturale), scritto da Giorgia Cozza:
“Benvenuto fratellino, benvenuta sorellina, favorire l’accoglienza del nuovo nato e la relazione tra fratelli” (2018).

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