Come preparare il Cestino dei Tesori

Alla scoperta della proposta di gioco del Cestino dei Tesori di Elinor Goldschmied

«No, non in bocca», «Non si tocca!», «No, quello è cacca». Vi è mai capitato di pronunciare o di ascoltare queste frasi rivolte a un bambino piccolo? Certo sono dette per il suo bene, per la sua sicurezza, per proteggerlo… Ma queste costanti esortazioni rappresentano anche un grosso limite per il bambino che sta per conoscere il mondo circostante ed esserne protagonista. Se non può fare altro che premere i grossi tasti di un gioco di plastica e ascoltare una mucca artificiale fare “muuu”, sarà presto un bambino insofferente e lamentoso. Si penserà «Saranno le coliche», «Saranno i dentini» ma se invece, semplicemente, si annoiasse?

Questa fu la diversa chiave di lettura offerta dalla pedagogista Elinor Goldschmied, autrice, nel secolo scorso, di uno dei maggiori contributi al cambiamento della visione del bambino piccolo. Attraverso un approccio fondato sulle pratiche della pedagogia attiva e sull’osservazione sistematica, la Goldschmied comprese come i bambini presentino, fin da molto piccoli, competenze innate che li portano ad agire in maniera presente e autonoma nell’ambiente e a fare esperienze sensoriali attraverso il gioco e l’esplorazione. Intuì inoltre quanto fosse importante, per il bambino che si approccia al mondo e alla vita, poter contare sulla sicurezza affettiva data dalla relazione privilegiata con gli adulti di riferimento.

Nel suo ampio contributo Elinor Goldschmied strutturò il gioco del Cestino dei Tesori, una proposta dedicata ai bambini di età compresa tra i 6 e i 10-12 mesi, a partire quindi dal momento in cui sono in grado di mantenere la posizione seduta in autonomia e di afferrare piccoli oggetti, fino al periodo in cui iniziano a camminare e perdono interesse per i giochi a tappeto. La scelta del materiare di gioco ripercorre il coinvolgimento manifestato dal piccolo verso le cose che lo circondano, quelle che in genere non può toccare perché considerate non adatte o non sicure.

L’idea è quindi quella di selezionare con attenzione una serie di oggetti da offrire al bambino. Questi devono essere “interessanti”, cioè capaci soddisfare il bisogno esplorativo del piccolo, e “sicuri”, viene valutato il reale pericolo in base all’uso che il bambino può farne, superando in tal modo le paure dell’adulto. Ormai da lungo tempo, il Cestino dei Tesori viene proposto nelle strutture per l’infanzia, nello specifico ai bambini che frequentano la sezione dei piccoli. Se si comprende e condivide l’idea pedagogica che vi è alla base, il gioco può essere facilmente organizzato anche a casa.

Approfondimenti sulla vita e l’opera di Elinor Goldschmied:

Come allestire il Cestino dei Tesori.

La preparazione del gioco è impegnativa nel momento dedicato alla raccolta e la selezione degli oggetti. Si può cominciare da subito a cercare il materiale adatto, fin dai primi mesi dopo la nascita o anche a partire dalla gravidanza. Diventa in questo modo un rituale, proprio come viene fatto per il corredino del neonato. Oltre agli oggetti del gioco, ci sono alcuni accessori che torneranno utili per riordinare, riporre e conservare una parte del materiale tenuto come scorta. Ad esempio, uno o più sacchetti di stoffa, del tipo usato per mettere asciugamano e spazzolino a scuola (ma anche una semplice federa di cuscino), servirà per stoccare il materiale di ricambio. Dopo un po’ di tempo sarà utile variare gli oggetti per mantenere viva la concentrazione e la curiosità del piccolo. Elinor Goldschmied paragona l’offerta invariata del materiale di gioco ad una bacheca di annunci che non viene mai aggiornata. Dopo poco tendiamo a non consultarla più.

Poi serve un capiente cestino in vimini, ma meglio se impagliato o in altro materiale naturale più resistente. Deve avere sponde alte (arrivando circa all’altezza del cuore di un bambino seduto, 10-12 cm da terra e abbia un diametro di almeno 35 cm). Deve essere robusto, senza manici e possibilmente rivestito in stoffa (soprattutto se fatto in vimini). Questo rivestimento protegge il bambino qualora il cestino dovesse perdere pezzi e legnetti. L’assenza del manico facilita invece il bambino a raggiungere il contenuto del cestino senza pericolo di rimanere incastrato. Meglio il formato rotondo, soprattutto quando il gioco è proposto a un gruppetto di bambini. Sono particolarmente adatte le ceste artigianali dei negozi Altromercato, commercio equo e solidale, realizzate con materiali naturali, robusti e disponibili nelle dimensioni indicate. Il materiale usurato, cesta compresa, va immediatamente sostituito.

  • cestino dei tesori
  • cesto
  • Sacchetto bambino
  • Cestino dei tesori
  • Cestino dei tesori

Come organizzare il gioco: spazi e tempi.

Ecco alcune buone pratiche per allestire il gioco in uno spazio della casa. Per prima cosa scegliamo un posto tranquillo e abbastanza riservato e stendiamo sul pavimento un tappeto sufficientemente ampio. Aggiungiamo qualche cuscino di vario formato (rettangolari, rotondi, a mezzaluna…) per creare un luogo confortevole e garantire un sostegno al bambino che sta seduto, magari da poco e che ancora tende a sbilanciarsi. Abbiamo così allestito un rassicurante angolo morbido.

Il Cestino dei Tesori viene dato al bambino (o al gruppetto di bambini) come una vera e propria attività educativa. Per questo motivo è proposto solo in alcuni momenti della giornata e non è quindi sempre disponibile o accessibile. Così il piccolo conserverà l’interesse verso il materiale proposto ed esprimerà entusiasmo nel ritrovarlo. L’attività termina quando l’attenzione è ormai svanita, mostrerà segni di stanchezza o disagio.

Come giocano i bambini al Cestino dei Tesori.

Come abbiamo visto, il cestino viene proposto durante un periodo della vita del bambino caratterizzato da una forte inquietudine e insofferenza. A questo si somma la crescente curiosità verso l’ambiente e la progressiva conquista di nuove abilità motorie. I momenti che trascorrono tra pappa, sonno e veglia sono sempre più lunghi. Ora il bambino vuole vivere numerose scoperte.

Nel contributo di Elinor Goldschmied e Sarah Jackson è riportata un’ampia lista di oggetti che resta il principale riferimento per riempire la cesta. Tuttavia, una volta compreso l’intento del gioco, l’elenco può essere arricchito e personalizzato (anche considerando i tempi che cambiano e il fatto che alcuni oggetti che erano comuni alle nostre nonne, saranno sempre meno presenti nelle case odierne). Partendo dall’osservazione del bambino piccolo si può comprendere verso quali oggetti manifesta un sincero interesse (tra quelli lavabili, sicuri, senza parti taglienti e privi di sostanze tossiche).

Il Cestino dei Tesori offre al bambino piccolo la possibilità di agire in uno spazio esclusivo con alcuni degli oggetti del mondo reale che sono capaci di catturare la sua attenzione e dei quali può fare esperienza attraverso il tatto, la vista, il gusto, l’olfatto, l’udito e il movimento. Seduto accanto al cestino, il bambino inizia spontaneamente a giocare: afferra un oggetto, lo osserva, lo tocca, emette dei suoni, porta l’oggetto alla bocca, lo lecca, lo lascia cadere, lo spinge con i piedi, ne sceglie un altro dalla cesta, riprende l’oggetto di prima, lo porge a qualcuno, e così via. Sarà evidente come, per tutta la durata del gioco, appare soddisfatto, concentrato e attivo.

L’adulto che si occupa di lui, o del gruppo di bambini, ha il compito di garantire la sua presenza premurosa e rassicurante, facendo attenzione a non interferire nell’attività del piccolo. Lo stato d’animo di un bambino costantemente interrotto da incoraggiamenti o suggerimenti (come l’esortazione a prendere un oggetto, il verbalizzare continuamente le sue azioni o l’incitamento con i vari “bravo”, “continua”, “bene”, ecc.) è simile a quello che possiamo provare quando siamo occupati in qualcosa che ci interessa particolarmente e qualcuno continua a disturbarci o a interromperci.

Il grado di concentrazione e attenzione che possiamo osservare durante il gioco è davvero sorprendente. Impegnati ad esplorare gli oggetti messi a loro disposizione nel cestino, i bambini cercano di comprendere la loro natura e sembrano porsi la domanda: “Che cos’è?”. L’adulto è regista, non interviene e non interferisce durante l’esplorazione autonoma del bambino. È però disponibile ad accoglierlo quando è lui che sente il bisogno di condividere l’esperienza, ad esempio lo guarda, gli offre un oggetto, gli sorride o gli va incontro. La risposta attenta, premurosa e poco invadente, sarà il sostegno emotivo che lo rassicurerà e incoraggerà a continuare.

Quale materiale scegliere per il Cestino dei Tesori.

Il Cestino dei Tesori riempito fino al bordo consente al bambino di scegliere tra un’ampia gamma di oggetti. Il materiale scelto garantisce l’esperienza sensoriale in quanto attiva i processi di percezione e di conoscenza del mondo. Per questo gli oggetti di plastica o sintetici sono caldamente sconsigliati, essendo fin troppo presenti nei giochi commerciali e scarsamente adatti a suscitare particolari sensazioni. Vanno scelti oggetti comuni, già presenti nelle nostre abitazioni o comunque facilmente rinvenibili, verso i quali i bambini manifestano un’innata curiosità. L’elenco degli oggetti non è da considerarsi esaustivo in quanto possono esistere altrettanti materiali sensoriali adatti a questo gioco.

 

OGGETTI NATURALI:

Pigne di conifere di diverse misure, grossi ciottoli, conchiglie (di dimensione medio-grande, ndr), piccole zucche essiccate, grosse castagne, piume grandi, pietra pomice, tappi di sughero di grandi dimensioni, noccioli di avocado, grosse noci, pezzi di luffa (fibra naturale usata per il bagno), una piccola spugna naturale, un limone, una mela, guscio della noce di cocco pulito e limato (ndr).

OGGETTI DI MATERIALI NATURALI:

Palla di lana,  piccoli cestini, anello di osso (tipo quello degli “ossi buchi”) calzascarpe di osso, un sottobicchiere di paglia, spazzolino da unghie in legno, spazzolino da denti, pennello da barba, spazzolina per le scarpe, pennello da imbianchino, manici di borsa di bambù, pennello per il trucco, pon pon (ndr).

OGGETTI IN LEGNO:

Scatolette foderate di velluto, piccolo tamburo con l’intelaiatura di legno, sonagli di diversi tipi, fischietto di bambù, nacchere non dipinte, mollette da bucato di due tipi, grosse perle colorate e infilate, cubi – pezzetti di legno lisciati, cilindri: rocchetto, bobina per il cotone, grosso anelo da tenda non verniciato, portatovagliolo, cucchiaio o spatola, portauovo, ciotolina, pettine in legno (ndr), mestolino per il miele (ndr).

OGGETTI IN METALLO:

Cucchiai in metallo, una frusta da cucina, mazzo di chiavi, scatole di metallo dagli orli arrotondati, piccolo portacenere, trombetta, formine per dolci, spremiagrumi, rocchetto per macchina da scrivere, piccolo imbuto, grossi anelli da tenda in ottone, piccola armonica, spremi-aglio, fischietto, scovolino per biberon (curvo e senza punte che graffiano), specchietto con cornice di metallo, fermaglio per la carta, portachiavi legati insieme, mazzo di campanelli, triangolo musicale, portauovo, scatoline di latta sigillate contenenti riso, fagioli, ghiaia, etc., colino per il tè, coperchi di metallo (di tutti i tipi), bicchierino di metallo, pezzi di catena di diverso tipo, campanello per bicicletta, tappo grande di bottiglia di profumo, infusore per il tè, catene bigiotteria, filtro caffettiera (ndr).

OGGETTI IN PELLE, TESSUTO, GOMMA, PELO:

Collarino per animali domestici, borsellino di pelle, piccola borsetta in pelle con cerniera, uova di marmo, “pallina magica” di gomma piena, piumino di velluto per cipria, pallina di pelliccia, pezzi di tubi di gomma, bambolina di stoffa, palla da tennis, palla da golf, portagioie in pelle, borsellino di perline, tappo da vasca con catena, piccolo orsacchiotto di stoffa o peluche, sacchettini di tessuto con lavanda, rosmarino, timo, chiodi di garofano, ben cuciti.

CARTA, CARTONE:

Piccolo block notes con spirale, carta oleata, scatolette di cartone, cilindri di cartone della carta per cucina o interni di rotoli della carta igienica robusti. (Per il materiale di carta va posta particolare attenzione in quanto si potrebbe sciogliere in pezzetti con la saliva del bambino, ndr).

Qui sotto troverete alcuni video dedicati al gioco del Cestino dei Tesori. I primi due riguardano le riprese fatte a mio figlio, ai tempi dell’esplorazione sensoriale, mentre interagisce con il materiale del gioco; nei secondi due è invece riportata una registrazione fatta ad Elinor Goldschmied durante alcuni incontri di formazione sul metodo proposto. 

Nota: Nel testo ho utilizzato le sole parole al maschile: “bambino”, “piccolo” e “neonato” per facilitare la lettura semplificando la grafica. Resta inteso che tutti i discorsi sopra descritti comprendono le parole al femminile, “bambina”, “piccola”, “neonata”.

Photo Credits: vitazerotre

 

Il Cestino dei tesori raccontato dall’autrice Elinor Goldschmied:

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