Leggere ai bambini

Perché è importante leggere ai bambini fin da piccoli.

Vale la pena che un bambino impari piangendo quello che può imparare ridendo?

Questa è tra le frasi più significative del pensiero pedagogico di Gianni Rodari. È una grande sfida per ogni insegnante o educatore. Sul tema dell’avvicinamento alla lettura: Non ne vale davvero la pena! L’esperienza ha dimostrato quanto sia semplice infondere nei piccoli l’amore per i libri. Cercate un momento per fermarvi. Sedetevi e leggete una favola al vostro bambino.

Sapete quale magia sono in grado di compiere i libri?

Aprono le porte, anzi… le spalancano. Ai bambini non resta che entrare per scoprire luoghi lontani e vicini, realistici o immaginari, riflessivi, introspettivi, emozionanti e rassicuranti.  Alcuni racconti lo fanno più di altri, la scelta ampia. Eppure le storie bisogna indossarle come fossero la scarpetta di cristallo di Cenerentola. Bastano pochi accorgimenti, del lettore ad alta voce (l’adulto), e il gioco è fatto. Ecco nascere nel bambino l’interesse per i libri e l’incanto verso le storie e la lettura.

  • Leggete i racconti per conto vostro prima di leggerli ai bambini. Individuate il tono (affettuoso, ammirativo, burbero, scanzonato, rabbioso, triste, umile, ecc.) e il timbro (forte, piano, sussurrato, ecc.) della voce.
  • Lasciate stare un libro se non piace nemmeno a voi. I bambini se ne accorgono.
  • Non insistere nel leggere un libro laddove il bambino non mostra un sincero interesse. 
  • Usare la lettura come premio o punizione equivale a usare il cibo con lo stesso intento. Potremmo affermare che anche ascoltare le storie è un diritto del bambino.
  • Leggere lentamente permetterà al piccolo ascoltatore di costruire le sue immagini mentali. Aiutatevi con le pause, accelerate o rallentare il ritmo a seconda della narrazione.
  • Siate empatici con i bambini. Osservate lo sguardo che pongono sui libri, la loro personale ricerca di significato (spesso diverso dal senso dato dall’adulto), le domande che vi pongono, la richiesta di leggere ancora, le risate e lo stupore. Quando il bambino chiede la ripetizione della stessa storia più volte (“ancora”) sta esercitando il controllo sulle emozioni scaturite dalla lettura e sul contenuto di questa.
  • Non cercate per forza, nelle storie, un fine moralistico. Come scrisse Bruno Bettelheim“la fiaba non potrebbe esercitare il suo impatto psicologico sul bambino se non fosse in primo luogo e soprattutto un’opera d’arte.”

Detto questo, sbizzarritevi nella scelta dei libri, valutando, ma mai rigidamente, l’adeguatezza degli stessi a seconda dell’età del bambino.  In linea generale il percorso evolutivo della lettura del bambino inizia con gli albi illustrati in cui sono raffigurati oggetti semplici (che il bambino riconosce facilmente). Si passa alle rappresentazioni di situazioni della quotidianità e della famiglia. Si arriva alle storie fantastiche e più astratte. 

Approfondimenti:

  • “Lettura e narrazione nell’asilo nido”, Enzo Catarsi (a cura di), ed. Junior, 2001.
  • “Il fascino della narrativa a colori”, S. Blezza Picherle, Il Pepeverde n. 19/2004.

Albo illustrato dell’immagine in copertina: “IL CUORE SMEMORATO”, VALENTINA GAZZONI, EDT-GIRALANGOLO, 2019

RIEPILOGO SUL PERCHÉ LEGGERE AD ALTA VOCE

Tratto da Leggere ad alta voce, di Rita Valentino Merletti

Perché é necessario creare fin dalla primissima infanzia un rapporto affettivo con il libro.

Perché la lettura ad alta voce promuove un atteggiamento positivo nei confronti della lettura.

Perché é il modo più efficace per suscitare la passione per la lettura. Nei primi anni di vita il desiderio di emulazione é molto forte. Tanto più lo é quando é diretto a un’attività che visibilmente appassiona e diverte l’adulto che la propone.

Perché accresce il desiderio di imparare a leggere fornendo una motivazione più che convincente al difficile processo di apprendimento della lettura.

Perché permette di avvicinare testi che risulterebbero troppo difficili per una lettura individuale.

Perché amplia in modo significativo gli interessi di lettura facendo conoscere generi letterari diversi.

Perché mette in evidenza, di un testo, la sonorità, il ritmo, gli effetti fono simbolici.

Leggere ad alta voce

Perché crea un territorio comune di idee, di immagini, di emozioni.

Perché è un’esperienza che procura un intenso piacere all’adulto e al bambino.

Si può incominciare dunque a condividere i piaceri della “letteratura” fin da quando un bambino è molto piccolo. Prima ancora del leggere ci saranno il cantare, il raccontare, ma è importante inserire assai presto la presenza del libro e lasciare che il bambino se ne appropri con il metodo di conoscenza che gli è più congeniale: quello fisico. La conoscenza fisica del libro accompagnata da una voce rassicurante che racconta, farà sí che esso diventi fin dall’inizio un oggetto con cui il bambino stabilisce un rapporto affettivo, e a cui ritornerá – negli anni a venire – con quel senso di calore e sicurezza che gli davano le braccia della mamma.

Valentino Merletti R., Leggere ad alta voce, Mondadori, 1996, p.31, 41.

 

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