Come risolvere i link rotti (errore 404) causati dalla rimozione di Google AMP?

Disattivare il plugin Google AMP da WordPress e reindirizzare le “page not found” con Redirection plugin.

 {FUORI TEMA} 

Se sei un blogger, probabilmente anche tu hai ricevuto un’email come questa da parte di Google AdSense, recante la proposta di installare il plug-in AMP for WordPress per ottimizzare il tuo sito:

email di Google AdSense

Bene, è arrivata anche a me. Ho aperto il link senza indugiare troppo, poi ho cliccato sull’implementazione e scaricato il plugin AMP per WordPress. In automatico, questo ha iniziato a lavorare sull’aspetto delle pagine del blog quando queste sono raggiunte da mobile attraverso la SERP. Nei giorni successivi le visite al blog sembravano aver subito un improvviso calo. Mi sono finalmente fermata per controllare cosa stesse succedendo. Qui ho fatto un’amara scoperta: nelle pagine indicizzate attraverso AMP* non erano più visibili gli annunci pubblicitari AdSense. Ho iniziato a sudare freddo.

google amp

Come evitare l’Errore 404.

Vero è che il pubblico può comunque, potenzialmente, raggiungere l’url canonica del post in cui sono visibili gli annunci (ovvero l’indirizzo di origine, quello privo del codice /amp alla fine del permalink). Vero anche che, per i programmatori, il sistema dei banner su AMP è dichiaratamente risolvibile. Ma dubito che un lettore si sposti sul sito principale e dubito di avere le competenze necessarie per ripristinare gli annunci su AMP. Detto questo, per me l’unica soluzione restante era quella rimuovere AMP da WordPress. Un passaggio che richiedeva cautela dal momento che Google aveva, ormai da giorni, indicizzato i contenuti e le keywords del blog utilizzando gli indirizzi web riscritti da AMP. L’eliminazione del plugin avrebbe portato all’incubo della “pagina non trovata” (errore 404), un danno nel danno per le visite al blog (la causa del not found risiede proprio nel reindirizzamento della ricerca verso le nuove url di AMP che terminano con /amp. Queste si possono visualizzare anche sulla Search Console di Google).

Area della Google Search Console dedicata alle url indicizzate AMP (barra a sinistra). Qui si può vedere l’aggiunta di /amp nell’indirizzo del post.

Ho tirato un gran sospiro e iniziato a cercare la soluzione per arginare un imminente danno.

Grazie a Redirection plugin ho impostato i reindirizzamenti 301 delle pagine con url “/amp” verso le pagine originali del sito.

Per disattivare AMP esistono le istruzioni date dalla pagina del Centro di Ricerca GoogleRimuovere le pagine AMP dalla Ricerca Google“, ma il procedimento descritto è complesso e richiede competenze da sviluppatore. Da questo link è comunque utile ricavare la definizione di AMP canonica (con /amp) e non canonica (l’url d’origine).

amp canonica

C’è anche chi suggerisce di disinstallare senza remore il plugin AMP e attendere un nuova scansione del sito da parte dei motori di ricerca senza apportare alcuna modifica al sito. Questo si può leggere, ad esempio, nell’interessante articolo sul blog Flavioweb.net, “Cosa succede se tolgo AMP dal sito”. L’autore inoltre differenzia l’utilità di AMP tra siti di news e i blog, indicando come il plugin sia più utile nel primo caso.

Dal momento che non volevo attendere il crawling e incorrere nelle terribili 404, ho preferito seguire uno dei tre consigli descritti dal sito Kinsta nell’articolo “Un Caso di Studio su Google AMP – Visite Ridotte del 59% (Come Disattivarlo)“. Ho optato l’opzione 2. Ecco i passaggi per reindirizzare una url AMP (canonica) ad una url di origine (non canonica):

REDIRECTION PLUGIN

– SCARICARE E INSTALLARE Redirection plugin GRATUITO PER WORDPRESS. Cliccare su “Aggiungi nuovo” dalla sezione Plugin. Una volta installato il programma è accessibile dalla sezione “Strumenti” di WordPress.

WORD PRESS PLUGIN

WORDPRESS PLUGIN

– INSERIRE queste informazioni per consentire i REINDIRIZZAMENTI 301:

  1. Nel campo “URL di partenza” scrivere il codice /(.*)\/amp
  2. Selezionare la casella “Regex”.
  3. Nel campo “URL di arrivo” scrivere il codice https://indirizzodeltuosito.com/$1 (sostituire con il vero indirizzo del sito interessato).
  4. Su “Gruppo” selezionare “Reindirizzamenti”.
  5. Cliccare su “Aggiungi una redirezione”.
  6. Verificare i reindirizzamenti ottenuti (come nella seconda immagine riportata qui sotto),

REDIRECTION PLUGIN

reindirizzamenti 301

Quindi, da una ricerca su Google, si può immediatamente verificare che le pagine sono riuscite a scampare i terribili link rotti!

*AMP è l’acronimo di Accelerated Mobile Pages, in parole povere semplifica le pagine di un sito visualizzato da mobile (smartphone e device portatili), favorendo l’accelerazione del tempo di caricamento pur mantenendo alcuni elementi grafici e i contenuti media del sito.

Note:

Dalla visualizzazione AMP si passa al sito d’origine cliccando sulla piccola i in alto a sinistra.

google amp

Un comodo tool gratuito per individuare la presenza dei link rotti e degli errori 404 sul proprio sito è Broken Link Checker

Fonti:

Tecnologia di AMP Project

Articolo Le AMP potrebbero avere un impatto sul traffico organico, Seozoom blog

Articolo “Un Caso di Studio su Google AMP – Visite Ridotte del 59% (Come Disattivarlo)“, Kinsta

Articolo “Cosa succede se tolgo AMP dal sito”, Flavioweb.net

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