“Manuale d’incanto”, Alessandra Di Consoli, Cristiano Sormani Valli, Sabir 2021

Una raccolta di incantevoli poesie illustrate.

Duemilaventi e Duemilaventuno, sarà difficile dimenticarli. Prima di loro potevamo ancora permetterci di dare per scontate le piccole cose del quotidiano. Incontrare degli amici, fermarsi al bar per un caffè, andare al cinema, viaggiare, vedere in viso le persone. Va da sé che torneremo a farlo, a dare per scontato intendo. Cambiare è un’impresa da supereroi. Eppure, questo periodo che doveva durare un mese e invece è ancora qui, ci ha davvero dato l’opportunità di rendere importanti le cose semplici della nostra esistenza.

Provate a chiudere gli occhi. Riuscite a visualizzare ciò che può farvi sentire profondamente vivi?
Potreste sentire le cose che vi regalano un’emozione come se fossero piccole fiammelle che si accendono, rendendo più distante il senso dello stress. Ora riaprite gli occhi e trovate proprio davanti a voi questo libro dall’aria poetica. Potete aprirlo.

Le pagine svelano una raccolta di sedici illustrazioni realizzate da Alessandra Di Consoli proprio durante il lockdown dello scorso anno, periodo in cui l’artista si è riavvicinata al disegno. A queste, lo scrittore Cristiano Sormani Valli ha dedicato sedici poesie pensate per i bambini e capaci di sussurrare spensieratezza anche agli adulti.

Il titolo dell’albo è formato dall’accostamento di due parole in antitesi: manuale e incanto. La prima descrive qualcosa di preciso, puntuale; la seconda invece conduce dritti dritti verso la magia, lo stupore. Come afferma l’autore, le parole delle filastrocche sono saltate fuori direttamente dai disegni di Alessandra Di Consoli, proprio come se quei personaggi illustrati fossero lì a suggerirgli rime e pensieri.

Le poesie sono da ascoltare con il cuore, sanno essere “leggere come una nuvola e profonde come il mare”. Accarezzano le immagini per raccontarci qualcosa che in realtà già ci appartiene.

«É un libro che parla del nascere, dell’andarsene, dell’aspettare, dell’innamorarsi, del trasformarsi, dell’immaginare e inventare storie, quelle che aiutano a vivere. Un albo che speriamo sia risata e commozione, insieme». (Cristiano Sormani Valli).

Le immagini rendono la suggestione poetica. Viene voglia di imparare a memoria le rime, proprio come si faceva alle elementari, per recitarle ad alta voce ad un pubblico immaginario. Viene voglia di intavolarle davanti ai bambini. Le parole sono magiche, possono portarti lontano anche quando le percepisci così vicine alla tua realtà.
Fermatevi a leggere, ad esempio, “Essere radice“, una storia di speranza, di rinascita, di rinnovamento, decisamente vicina ai sentimenti provocati dalle recenti vicende sociali, “sa che rovi e spavento / non fermeranno il profumo / tornerà primavera / negli occhi d’ognuno / e che verrà per tutti / quel perfetto momento / in cui saremo prato / carezza di vento“.

La poesia immagina una ragazza che, essendo radice, vive sottoterra. Una figura che riconduce al legame con la natura, con i tempi lenti e distanti dalle convenzioni create dall’uomo, “sotto la terra s’è fatta una tana / lei è seme e radice / è la promessa del mondo / che cresce felice / scompare ogni fretta / nella sua sacra lentezza / docile e nuova / la sua infinita dolcezza“.

Si conclude con un messaggio delicato, di quelli che portano a riflettere e che desideri tenere chiuso stretto in un pugno: “sapremo che ogni colore / è un modo d’esser gentile / e che per imparare ad amare / bisogna prima sparire“.

Oltre al Manuale d’incanto, in passato i due autori hanno collaborato a diversi progetti. Tra questi la mostra Scatti _ritratti immaginari dalla società contemporanea (2019), un itinerario di immagini che raccontano storie di vita odierna. Potete vedere le opere della mostra nelle pagine Facebook o Instagram dedicate.

Photo Credit: Sabir Editore

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