“SGRUNT!”, Daniele Movarelli, Alice Coppini, Sinnos 2021

Tra narrativa e fumetto, una storia non solo di pirati.

Quante sono le storie possibili che le persone portano con sé? Ciò che vediamo nell’altro spesso si limita al modo in cui appare “qui ed ora”. Quando ci capita di ascoltare qualcuno che si racconta, soprattutto se è più avanti con l’età, scopriamo le infinite sfumature celate da un aspetto spesso fuorviante. Un vecchio brontolone, un’anziana mite e silenziosa, ad esempio. Mi è successo ieri per caso, quando la nonna di un compagno di classe di mio figlio mi ha raccontato la sua storia. Rimasta vedova esattamente alla mia età, dopo una brutta malattia del marito, si è trovata da sola a crescere i suoi tre figli. Il dolore provato traspare ancora oggi dai suoi occhi. Mentre ascoltavo, pensavo a quanto il raccontarsi faccia bene a chi lo fa e anche a chi lo riceve. Restituisce dignità alla propria vita e alla vecchiaia. Semplifica l’immedesimazione con l’esperienza dell’altro.

IL SIGNOR SGRUNT è l’uomo più burbero che abbia mai conosciuto.

É l’incipit dell’ultimo racconto di Daniele Movarelli, autore romano dallo stile inconfondibile, capace di dar voce ad argomenti complessi attraverso la spensieratezza dell’arte del narrare.

La storia debutta con la presentazione del personaggio principale, un robusto signore (anziano) disegnato da Alice Coppini, illustratrice novarese che per la seconda volta concretizza i personaggi di Daniele. Una collaborazione che avevamo già avuto modo di apprezzare con l’amatissimo racconto de “Il Signor Fortunato” (EDT 2018), dedicato al dis-attaccamento dai possedimenti materiali.

Dunque, c’è questo burbero signore con una benda sull’occhio che rivela una parte importante del suo passato. La gente del paese (ci troviamo nella località Monte Quiete, di nome e di fatto) gli ha dato, da tempo, un soprannome. “Sgrunt“, è così che lo chiamano tutti a sua insaputa. Come la risposta che il vecchio pirata dà praticamente a chiunque. Un suono che conduce il lettore nel linguaggio tipico del fumetto.

Piccola doverosa parentesi. L’albo rientra tra le pubblicazioni “prima graphic” di Sinnos. Si tratta di una collana di racconti per ragazzi (6+) che sono a metà strada tra il fumetto e la narrativa. Uno stile innovativo che, attraverso i due diversi canali, avvicina i bambini alla piacevolezza della lettura, agevolando le loro prime, fondamentali, esperienze di lettura autonoma.

La storia del signor Sgrunt è raccontata da Giustino, un bambino minuto che indossa grossi occhiali rotondi e ama la matematica. La sua passione è evidente fin dalle prime pagine, quando, per descrivere l’uomo, mette in rapporto le loro caratteristiche: “sono alto CIRCA UN TERZO del signor Sgrunt“. Userà ancora le stesse formule durante il racconto, per definire le peculiarità di nuovi personaggi.

Giustino è l’unica persona di Monte Quiete del quale il burbero Sgrunt tollera la presenza. La loro è proprio un’amicizia bizzarra, fuori dal comune. La gente del paese è parecchio diffidente nei confronti del signor Sgrunt, inoltre girano diversi pregiudizi su di lui. L’unico che apprezza sinceramente la sua compagnia (e viceversa) è Giustino. Il ragazzo si pone molte domande alle quali non trova risposta. Prova a chiedere anche all’amico ma questo risponde in modo piuttosto enigmatico e con rimandi ad un passato trascorso in mare.

Ora la storia prende una piega diversa. Entrano in scena tre ragazzi che frequentano la scuola di Giustino. Tozzo, Smilzo e Teschio non hanno affatto un aspetto rassicurante. A questo punto, proprio dove la trama s’infittisce, ho rivolto alcune domande all’autore. Leggendo l’intervista scoprirete l’intenso e attento lavoro degli autori durante la costruzione della storia.

Dietro le quinte di “Sgrunt!” (intervista all’autore).

Ciao Daniele, leggendo “Sgrunt!” rimango sorpresa dai diversi livelli d’intreccio narrativo in una storia per giovani lettori. Quanti significati ha il racconto del vecchio pirata?

L’intento era scrivere una storia che fosse una finestra dalla quale affacciarsi sulle vite di questi personaggi, in un momento significativo per tutti loro. Da una finestra puoi vedere solo una porzione del paesaggio, ma sai che c’è una complessità oltre l’orizzonte, sai che fuori dalla cornice ci sono altri mondi contigui con la porzione che hai davanti agli occhi. Ecco, volevo che anche la storia di Sgrunt funzionasse così, che dicesse al lettore “ti sto mostrando questo ma guarda che c’è di più, puoi immaginarlo”. Questa complessità occultata rende la storia più ricca perché c’è sempre qualcosa oltre, qualcosa di aperto al lettore.

Superata la metà del libro si arriva al momento drammatico, inaspettato (ho riletto più volte per convincermi che stesse succedendo davvero!) la morte del co-protagonista. Sto ancora cercando di riprendermi ma posso intuire la valenza di questo passaggio. Come hai deciso di introdurre la dipartita di Sgrunt?

Devo confessare che io stesso mi sono commosso rileggendo il libro una volta stampato, è un passaggio toccante e ho cercato di rappresentarlo con delicatezza per rispetto dei lettori. Penso fosse necessario, necessario per Giustino, per la sua crescita, mi sembrava la via migliore verso l’interiorizzazione del coraggio di Sgrunt, per far trasformare il bambino in un vero pirata della vita.
Aggiungo che non è facile toccare questo tema nei libri per bambini, ma trovo che se fatto con onestà può essere un regalo grandissimo, è un modo per dirgli che la morte è normale, fa parte della vita, e che il trauma, l’assenza, può renderci più forti.

sgrunt!
 
 
Qualcuno ha poi risolto il giallo dei 13 gatti scomparsi?

Sul giallo dei 13 gatti io ho una mia ipotesi, ma come molte cose di questo libro, anche questa l’ho lasciata aperta all’interpretazione dei lettori. Insomma non ve lo dirò mai 😉

Per il modo in cui sanno descriversi a vicenda, parole e disegni sembrano nati da un’unica testa. Sgrunt e Giustino, li immaginavi fatti così?

I personaggi dei miei libri non sono mai come li immagino quando scrivo, ma questa è una fortuna.
Con Alice ci siamo confrontati sulla storia e sui personaggi, sul come il tutto dovesse mantenere dei livelli di ambiguità, e devo dire che lei ci è riuscita in maniera eccezionale. Ma la grande ricchezza di lavorare in due (anzi in tre se si considera anche l’editore) è che sei costantemente aperto all’inatteso, alla sorpresa. Più si lascia aperta la possibilità, più l’oggetto finale, il libro, sarà un oggetto ricco, interessante, dinamico.

sgrunt!

Nel suo insieme è un racconto che emoziona, diverte e commuove; con una trama da romanzo di formazione. Vediamo infatti l’evoluzione di Giustino verso l’età adulta, dopo l’incontro con l’ex pirata. Un ringraziamento speciale agli autori e all’editore per questa fantastica, imperdibile, lettura.

Photo Credits: Sinnos Editore

 

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