L’unicorno dal corno d’oro: storia illustrata per bambini sognatori

“L’unicorno dal corno d’oro”, Silvayne Nahas, Bimba Landmann, Arka 2021.

Ramakrishna, il grande mistico indiano, lui stesso considerato un rishi moderno, raccontava la storia del taglialegna che sta sognando di essere un re quando viene svegliato da un amico. Si arrabbia.
«Stavo seduto su un trono. Mi occupavo degli affari di Stato; i miei sette figli, esperti di guerra e delle arti, erano al mio fianco; e tu vieni a disturbarmi!»
«Ma era solo un sogno», dice l’amico.
«Tu non capisci», ribatte il boscaiolo. «Essere un re in sogno è vero quanto essere un boscaiolo da sveglio.» (Tiziano Terzani, “Un altro giro di giostra”, Longanesi 2006, p. 159).

L’unicorno dal corno d’oro

Quand’era più piccolo, mio figlio Claudio cercava assiduamente il modo per riuscire a volare. Lo desiderava con tutto se stesso e soprattutto lo credeva possibile. Saltellava muovendo velocemente le braccia e le mani come se fossero le alucce di un pulcino svolazzante. Nonostante quel movimento così adeguato allo spiccare in volo, non prese mai quota (e continuò per un pezzo a crederlo ancora possibile). Ai tempi aveva quattro anni. Eravamo al mare e stavamo seduti in terrazza ad attendere le stelle cadenti nella notte di San Lorenzo. In quel periodo stavo passando uno di quei momenti della vita che mettono parecchio a dura prova e desideravo vedere una stella cadere per poterle a mia volta chiedere di realizzare il mio desiderio, quello che si aggiustassero un po’ le cose.

Intanto Claudio sussurrava verso il cielo: «Fammi crescere le ali come quelle delle Winx». Desiderava, chiedeva e poi si dava una controllata alle spalle, fiducioso che sarebbe all’improvviso accaduto qualcosa. Poi, rivolto a me: «Mamma ma mi verranno davvero le ali?». Non mi andava di deludere le sue aspettative, non ne avevo il diritto. A ben pensarci, non è che il mio desiderio fosse molto più ragionevole e plausibile del suo. Allora gli dissi: «Credo sia probabile ma potrebbe succedere quando sarai grande.» Un volta cresciuto non avrebbe più pensato né alle ali, né alle Winx.

Nicolò sogna alla finestra.
Sogna mentre guarda il sole
che lentamente sorge dietro le colline,
al di là delle case.

L’unicorno dal corno d’oro

Il bambino protagonista del racconto di Silvayne Nahas e delle illustrazioni di Bimba Landmann mi ha riportato alla mente il candore di Claudio nell’immaginare il suo desiderio surreale. L’albo è un classico del catalogo di Arka ed è ora nuovamente disponibile nella recente ristampa (dal 24 marzo 2021) a vent’anni dalla prima pubblicazione (2001).

Un racconto che descrive l’autentico stato d’animo dei fanciulli nel momento in cui, pur se proiettati nella frenesia della vita adulta, mantengono la mente ben piantata in aria (come si direbbe dei piedi sulla terra!). Un’attitudine tipica dell’età evolutiva che nutre i pensieri in formazione tanto quanto lo fa il cibo sulla tavola. L’adulto che è capace di cogliere l’importanza del manifestarsi del pensiero fantastico fa un grande dono al bambino. Suo è il compito di ascoltare e di accogliere quelle immagini, partecipando a un dialogo apparentemente assurdo ma che invece è pieno di senso. Proprio come fa il nonno di Nicolò alla fine della narrazione, l’unico che, tra gli adulti, si mostra capace di dar sostegno ai sogni del bambino.

Perché, nei tuoi sogni, l’unicorno dal corno d’oro esiste.
Nella tua fantasia egli cavalca a briglie sciolte.
Nel tuo cuore, fa mille capriole.
Non smettere mai di cercarlo, Nicolò.

L’unicorno dal corno d’oro

Nel testo scritto da Silvayne Nahas, autrice di libri per l’infanzia e medico veterinario, le risposte che gli adulti danno alla ricerca di conferme di Nicolò appaiono come un refrain che si ripete e che richiama l’affanno delle nostre giornate, così lontane dal viaggiare nell’immaginazione.
L’arte di Bimba Landmann riesce a dare concretezza ai sogni dei bambini. Possiamo ormai riconoscere, nei sui lavori, le ambientazioni senza tempo che si mescolano agli scenari fantastici, dove cielo e terra sembrano diventare una cosa sola.

«Illustrare un libro è come aprire una porta ed entrare dentro un mondo. Devo immaginare tutto di questo mondo: i personaggi, il clima, i colori, l’atmosfera.» (Bimba Landmann in Cultura visiva e immaginario fantastico).

Una storia, questa dell’unicorno, in cui le autrici danno prova di una grande empatia nei confronti dei bambini e del loro bisogno di magia. Per chi volesse approfondire il percorso artistico di Bimba Landmann, autrice che è stata più volte presente nei post del blog, consiglio la lettura della biografia curata dal museo Carlo Bilotti di Roma, in occasione della mostra “BIMBA LANDMANN Cultura visiva e immaginario fantastico”.

Photo Credits: edizioni Arka

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