Libri per salutare il pannolino

Racconti illustrati per i bambini che stanno per togliere il pannolino.

Abbandonare il pannolino è uno dei più importanti (e faticosi) momenti di crescita vissuti dai bambini durante l’infanzia. Sull’argomento si è scritto davvero molto, ovunque piovono consigli di tecniche e metodi più o meno utili. Poi, come sempre, il bambino porta a termine anche questa esperienza di crescita a modo suo, certamente meglio se può farlo senza pressioni. Succede anche che compie passi in avanti, alternati da passi all’indietro. Eppure, alla fine, arriverà a fare la pipì (e altro) nel posto giusto.

Intorno al secondo anno di vita iniziano a manifestarsi alcuni segnali che indicano che il bambino si sta preparando – fisicamente e cognitivamente – ad affrontare il passaggio verso la nuova autonomia. Durante questo periodo i bimbi potrebbero apparire maggiormente presenti e consapevoli quando sentono arrivare la pipì, probabilmente si appartano se sentono arrivare la cacca, iniziano a spogliarsi da soli, a togliersi i vestiti e anche a staccarsi il pannolino, sono più chiacchieroni, molto curiosi verso ciò che avviene in bagno e, soprattutto, captano le nuove (mirate) richieste che arrivano dagli adulti. Intorno a loro qualcosa sta cambiando. Spuntano nuovi oggetti, nuove parole e nuovi rituali. Arriva il vasino, ci sono le mutandine, viene allestito il riduttore, si può usare la carta igienica…

Poi arrivano anche i racconti, quelli belli e interessanti, quelli che riescono a far sentire il bambino importante perché parte di un vissuto comune. Questi libri non insegnano nulla. Non hanno questa pretesa. Si potrebbe piuttosto dire che partecipano e condividono con chi li ascolta, attraverso l’arte del narrare e tramite un messaggio possibile ma mai certo. Inutile quindi cercare libri che insegnino loro a togliere il pannolino. Meglio lasciare i manuali agli adulti.

Tra i libri sul tema ve ne sono alcuni che potremmo definire “didascalici“, ovvero quelli che raccontano la vicenda di un bambino o di una bambina in modo molto simile al vissuto reale dei piccoli lettori. Sono presenti gli stessi momenti narrati in progressione temporale. Ci sono poi i racconti “simbolici“, che ruotano attorno agli argomenti legati a quel determinato tema, utilizzando però una struttura narrativa più fantastica, anche tratta da altri generi letterari. Tra questi vi propongo i sei titoli che ho letto più spesso ai bambini in procinto di togliere il pannolino e che sviluppano la narrazione su alcune parole tipiche dello spannolinamento (La cacca, la pipì, il vasino, il waterino, le mutande).

 

LA CACCA

1. Iniziamo con l’intramontabile “CHI ME L’HA FATTA IN TESTA?” di Werner Holzwarth, Wolf Erlbruch, Salani Editore 2008. 

  • chi me l'ha fatta in testa
  • Chi me l’ha fatta in testa
  • Chi me l’ha fatta in testa

La storia della talpa che s’improvvisa investigatrice quando, uscendo dalla sua tana, si ritrova un bizzarro cappello caduto sulla testa e intende scoprire chi è l’artefice di una tale onta. Un racconto ben farcito, che simpatizza con i ritmi e il linguaggio della detective fiction giocando sulla ricerca degli indizi fondamentali che servono alla protagonista per risolvere l’increscioso caso (e a vendicarsi). Un racconto super divertente che ho presentato anche qui.

2. Se vi dico: “Sento un movimento…“?

Certamente risponderete: “…che si muove nella pancia“! Si tratta della spassosa ballata di Roberto Piumini e Giovanni Caviezel (disegni di AntonGionata Ferrari per l’edizione di Gallucci 2009), intitolata appunto “La canzone della cacca“. Un testo metaforico e divertente per ballare e cantare in coro, a squarciagola: “forse, forse forse è la mia cacca“.

La pipì

3. Per controllarla ci vuole un SUPER POTERE, proprio come quello che ha “Super P” di Benjamin Leroy, Jaap Robben, Sinnos 2018.

Un racconto ispirato al genere dei supereroi, pieno di citazioni e camei. Il protagonista è un bambino che avrà circa l’età dei suoi piccoli lettori e che usa la sua portentosa pipì per sconfiggere un terribile nemico, nel momento in cui tutti gli altri beniamini sono occupati o fuori uso. Di questo strepitoso racconto dipinto di giallo potete leggere la recensione qui

Il vasino

4. Il giorno in cui Topotto volle scoprire cosa ci fosse nel pannolino dei suoi piccoli amici.

L’albo illustrato più coinvolgente sull’argomento è certamente “Posso guardare nel tuo pannolino?“. Qui si curiosa tra i pannolini ad aletta che celano o rivelano le diverse cacche dei baby personaggi creati dall’artista belga Guido Van Genechten (Clavis 2012). Ogni piccolo personaggio ha le sembianze di un particolare animale (mucca, giraffa, maiale, elefante…) e la sua cacca ha, di conseguenza, le caratteristiche di quella determinata specie. Il finale è sorprendente. Topotto, il protagonista della vicenda, rivela l’avvenuto “passaggio” mostrando agli amici un pannolino completamente pulito. Nell’ultima pagina ritroviamo tutti i protagonisti seduti sopra al vasino. Arrivati a questo punto della lettura chiedo in genere, ad ogni bambino che ascolta, qual è il colore del proprio vasino. Sono sempre molto felici di dire la loro.

Il waterino

5. Quando la pipì scappa urgentemente e i vasini sono tutti occupati.

  • presto mi scappa
  • presto mi scappa
  • presto mi scappa
  • presto mi scappa
  • presto mi scappa

Di Guido Van Genechten è il seguito del “vasino” con un nuovo personaggio, il cagnolino Teo. “Presto! mi scappa!” (Clavis 2016) è un altro libro ben riuscito: parola di bambino. Difficile non innamorarsene. Questo sequel racconta la corsa disperata del protagonista che ha inizio quando non riesce a trovare un vasino libero per fare la pipì. Un incidente iniziale ha causato un intoppo a catena. Alla fine Teo trova la soluzione, prima di farsela addosso e per la sua prima volta farà i bisogni nel water dei grandi, abbandonando così anche il vasino (oltre al già lasciato pannolino). Di questo libro ne ho parlato qui.

Le mutande

6. “Le mutande di orso bianco” è un libro STRADIVERTENTISSIMO!

  • le mutande di orso bianco
  • le mutande di orso bianco
  • le mutande di orso bianco
  • le mutande di orso bianco
  • le mutande di orso bianco

Quando ho scoperto per la prima volta il libro di Tupera Tupera, pseudonimo del team creativo giapponese formato dagli artisti Tatsuya Kameyama e Atsuko Nakagawa, ho immaginato le espressioni divertite che avrebbero avuto i bambini nell’ascoltare una storia tanto semplice quanto esilarante. Così è stato. C’è un candido orso bianco apparentemente senza mutande e un topo amico che lo aiuta nella ricerca. L’albo ha le pagine con intagli a forma di mutanda. Voltandole si scopre chi è il proprietario dell’indumento. C’è una scena che sublima la comicità che piace ai bambini: quella in cui uno dei personaggi indossa le mutande sulla testa. Anche in questo caso “l’insegnamento” che vorrebbe portare i bambini a togliere il pannolino non è il soggetto del racconto. Si gioca piuttosto con un elemento (le mutande) a questo legato. Proprio come la storia di Gigi cerca il suo berretto, anche l’orso polare farà, infine, un’inaspettata scoperta. (Salani Editore 2016).

Photo Credits: SalaniGallucciSinnosClavis

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