Bigoudì, la storia di un’abitudinaria signora e del suo cane Alfonso

Libri che con delicatezza raccontano il lutto e la perdita ai bambini.

Non immaginate quanto mi piacerebbe vivere le mie giornate proprio come fa la signora Bigoudì. Non sappiamo nulla sulla professione da lei svolta in gioventù ma è probabile che questa le abbia permesso di diventare una pensionata decisamente benestante. Abita in un bell’appartamento, situato al 156° piano di un grattacielo, in una città che ricorda tanto New York (Sébastien Mourrain ha lasciato diversi dettagli tra le illustrazioni che riconducono alla metropoli americana).

Le sue giornate sono fantastiche! Sveglia presto, colazione al bar, parrucchiere, una passeggiata al parco, un hot dog per il pranzo, shopping, corso di ceramica, palestra e una partita di poker sorseggiando del tè con le amiche di sempre. In tutto questo è accompagnata dal suo adorato cane, un compiacente bulldog francese di nome Alfonso.

Se Sébastien Mourrain si è ispirato alla sua nonna, a me Bigoudì ricorda tanto la signora Secondina che, quando ero piccola, abitava nell’appartamento sotto casa dei miei genitori. Sapeva di lacca e mentine. La signora “bigodino” è un po’ come lei, solo più cittadina. Minuta, graziosa, ben vestita, con un cotonato caschetto di capelli candidi. É sempre in compagnia di Alfonso, il suo bibbi bello, in una routine giornaliera piena di punti fermi e certezze. Le persone che i due incontrano durante le varie commissioni e passeggiate, mostrano nei loro confronti una particolare attenzione, cortesia e amicizia.

  • bigoudì
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Delphine Perret esordisce con una trama che ha tutta l’aria di essere serena e spensierata. Un racconto buffo, proprio come i suoi protagonisti. I disegni di Sébastien Mourrain aggiungono ancor più leggerezza a questo delizioso romanzo per lettori dai 7 anni. Le prime pagine comunicano tutta la tranquillità dello scorrere delle giornate abitudinarie dei due personaggi e ci illudono che sarà così per sempre.

Poi arriva la svolta narrativa, improvvisa al pari di una scossa. L’ultimo respiro del fedele amico è raccontato con la naturalezza caratteristica di uno stile già riconosciuto all’autrice («Delphine sa trasmettere le emozioni in modo semplice», dichiara Sébastien Mourrain intervistato da Davide Calì).

«Ma Alfonso stava diventando vecchio (anche se non si vedeva grazie alla palestra). Così vecchio che un mattino si allungò sul tappeto e sospirò per l’ultima volta. Quel giorno (e tutti i giorni seguenti), Bigoudì pianse tutte le lacrime del suo corpo».

Le pagine che seguono (ho contato ben 11 tavole) sono dedicate alla lenta e necessaria elaborazione del lutto da parte della protagonista. Bigoudì ripercorre i luoghi della città, ora è accompagnata dalle lacrime e dal ricordo, ancora vivo, del suo caro amico. I bambini leggono di questa donna che ha subìto un perdita tanto grave, s’immedesimano, la comprendono e, soprattutto, osservano come, benché adulta, si lasci andare al pianto. In questi casi le lacrime sono una medicina formidabile.

  • bigoudì
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La tenera Bigoudì ora non vuole più affezionarsi a nessuno, per questo si chiude nel suo appartamento. Piuttosto che uscire preferisce fare acquisti on-line e rimanere tutto il giorno in vestaglia. Poi succede che, dalle grandi finestre del suo appartamento, sbuca uno di quei lavavetri da grattacielo che spesso vediamo nei film americani. Dopo tanto tempo arriva, davanti a lei, una persona reale che sembra volerle dire qualcosa. La “signora bigodino” non riesce proprio a comprenderlo, quindi si avvicina alla vetrata, la apre, si sporge e… Cade giù.

Tranquilli! Non c’è nessun doppio lutto in questa storia. Quello che può apparire come un futile incontro, diventa invece un momento essenziale per la rinascita della protagonista. Superato il dolore della perdita, ritrova adesso le energie per tornare a vivere pienamente il suo futuro. Questo sarà purtroppo senza Alfonso ma comunque pieno di amici.

Delphine Perret è autrice e illustratrice di numerosi albi illustrati per l’infanzia. Laureata in design, ha co-fondato la galleria d’arte Le Bocal di Lione. Sébastien Mourrain è anche lui autore oltre che illustratore, Bigoudì è il suo secondo albo tradotto in Italia (Il primo è stato “Fagiolino“, scritto da Davide Calì e pubblicato dalla casa editrice Il Castoro nel 2018). Entrambi vivono e lavorano a Lione.

Approfondimenti:

“French Toast Club /1 – SÉBASTIEN MOURRAIN”. Ad un tratto, 26 maggio 2021, intervista di Davide Calì.

Fagiolino“, Davide Calì, Sébastien Mourrain, Il Castoro 2018.

Photo Credits: Kite Edizioni.

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