Vacanze da genitori separati e con figli

Visitare Arezzo in un giorno, con i bambini.

La separazione, un evento di cui si sente tanto parlare e che par diventato epidemico. Credevo non mi potesse mai capitare, poi invece ci sono passata, alcuni anni fa. Da qualche tempo progetto di scriverne qui sul blog, non tanto per presentare il mio privato ma piuttosto per il ricordo che ho di quanto, nel momento caldo della rottura del mio matrimonio, avessi bisogno di ascoltare storie simili alla mia. Sentivo la necessità di scoprire quali percorsi di vita fossero comunque possibili al di là di quelli tradizionali, tanto radicati nella mente. Avendo in qualche modo ambìto a questi schemi, è stato duro decidersi a lasciarli andare.

Separazione e divorzio pongono un’inevitabile rottura, non solo nel rapporto con il coniuge. Qualunque situazione di crisi è l’inizio di un percorso, più o meno lungo, spesso molto doloroso, caratterizzato da un primo momento in cui sembra quasi impossibile riuscire a superare il tutto. Si vive una sorta di terremoto emotivo. Questa sensazione è ancora più acuta se si hanno dei figli in comune: fa proprio male dentro! Si ha l’impressione di potere al massimo riuscire a sopravvivere intorno alla cicatrice che si sta formando. 

Poi i giorni passano e ci si accorge che il tempo, proprio come si dice, è sempre la migliore medicina. Lo è anche la volontà di essere nuovamente felici, seppure in modo diverso da come pensavamo. Una delle principali spaccature che l’evento critico porta con sé avviene proprio dentro di noi. La parte più difficile da accettare è il lasciare andare: le nostre aspettative, le nostre convinzioni, il nostro giudizio e quello degli altri, il “come sarebbe dovuto essere”, e simili. Una conquista mentale che permette di affrontare creativamente il futuro e di ritrovare la fiducia che questo potrà essere comunque appagante, sicuramente più autentico.

Jonh Gray (lo psicologo americano autore del bestseller “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere“) ha dedicato un libro proprio alla separazione e al divorzio. Un saggio che descrive nel dettaglio il percorso psichico necessario per affrontare la sofferenza provocata da una dolorosa rottura, un divorzio, così come la perdita di una persona cara. Eventi che lasciano un’angoscia profonda e un vuoto che pare incolmabile. Scrive l’autore: «All’inizio siamo frastornati, sentiamo un improvviso stordimento. Ogni cellula del nostro corpo grida: “No! non può essere! Non voglio che accada, non sta accadendo”». Poi, il prendersi cura della propria sofferenza dandosi il tempo necessario, ci porta a ritrovare la nostra completezza come individui, anche fuori dalla coppia. Arriva finalmente la guarigione e la possibilità di ricostruire un futuro diverso e, per certi aspetti, anche migliore.

“Ricominciando a vivere da soli, ci troviamo improvvisamente a proseguire sul cammino della nostra vita senza avere idea di che cosa ci aspetti: siamo rimasti privi di ciò che ci era più familiare e abbiamo una scarsissima nozione di ciò che avverrà poi. Di fronte a questa nuova sfida, non abbiamo nessuna esperienza che ci aiuti a orientarci: nella mente si affollano le domande e il cuore è gonfio di sofferenza. (…) Se si è capaci di assecondare la guarigione di un cuore infranto, esso diventerà più forte”. (Jonh Gray, “Marte e Venere si innamorano di nuovo“, Tea 1998).

Riorganizzare le vacanze dopo la separazione.

Ora veniamo alle vacanze. Ecco, uno dei momenti della vita in famiglia che ci si ritrova improvvisamente a dover riorganizzare. Da soli. Fin dai primi momenti della separazione, quel che in assoluto volevo evitare era che i miei figli dovessero rinunciare a ciò che di bello e spensierato potesse esserci in una famiglia. Dovevo riuscire a fargli vivere comunque le loro vacanze, anche come genitore single. Anche nei momenti in cui, fuori di casa, incontravo soltanto famiglie che sembravano essere uscite dalla pubblicità. É pazzesco come, quando soffriamo, la nostra mente riesca a farci notare solo ciò che abbiamo perso o che desideriamo ardentemente e non riusciamo ad avere. Poi le cose migliorano. Mentre guarisci dalla perdita, cominci a vedere la realtà attraverso lenti meno appannate. Noti quante coppie intorno a te si mostrino insofferenti l’una dell’altro. Ho pensato che abbiamo una sola persona realmente destinata: noi stessi.

Dopo una separazione abbiamo bisogno di nuovi legami e amicizie, possibilmente più autentici. Esistono diversi gruppi e associazioni che organizzano eventi fra genitori single. L’obiettivo è principalmente quello di creare una rete di sostegno e di socializzazione ed evitare il senso di solitudine e di alienazione, spesso conseguenti alla separazione dal coniuge. Alcune community, tra cui Gengle e OneParent, oltre a organizzare eventi e vacanze, offrono servizi di supporto e confronto legale (è nella seconda ho conosciuto l’avvocato che mi ha seguita durante il divorzio).

In quegli anni ho partecipato a un paio di eventi. Sentivo in realtà un gran bisogno di trovarmi fra persone con cui poter condividere qualcosa che non fosse solo la separazione dal coniuge. Così nel 2019 mi sono aggregata a un’altra piccola comunità, quella formata dalle colleghe di lavoro e che, poco per volta stavano diventando un po’ famiglia (ci si vede talmente tanto!). In quel fantastico anno pre mascherine, pre lockdown e pre distanziamento, siamo riusciti a organizzare alcuni giorni di vacanza nel cuore della Toscana, affittando insieme un casale (residenza tipica di quelle zone) immerso nelle campagna, nei pressi di Montevarchi (AR).

  • casale poggio cuccule
  • Casale Poggio Cuccule
  • casale arezzo
  • casale arezzo
  • mappa casale verso arezzo

Un giorno ad Arezzo.

Dopo alcuni giorni di dolce far niente, l’esigenza di dare ascolto al mio animo nomade è emersa con insistenza. Ho coinvolto i bambini e siamo partiti per una gita in giornata, approfittando della vicinanza con la città di Arezzo. Noi tre: alla scoperta di quel borgo definito patria di artisti e poeti. Dell’arentino sono infatti Francesco Petrarca, Giorgio Vasari, Piero della Francesca, Michelangelo Buonarroti e altri personaggi contemporanei tra cui, Roberto Benigni, Gianni Boncompagni, i Negrita e Lorenzo Cherubini (Jovanotti).

Dunque partiamo al mattino, piuttosto presto. Ho creduto di aver fatto un’ottima valutazione nel scartare l’autostrada in favore della statale. Tante, tante curve. Finalmente arriviamo ed entriamo nella periferia di Arezzo. Da via Marco Perennio potevamo già scorgere, all’orizzonte, Porta San Lorentino, uno degli ingressi al centro storico. Cerco parcheggio fuori dal centro e finalmente mi fermo. Un secondo dopo aver tirato il freno a mano mi volto verso i bambini. Neanche il tempo di dire “siamo arrivati” che, all’unisono, vomitano come nella scena del film Stand by me. Sigh! Un perfetto inizio per trascorrere un’intera giornata fuori casa.

Come aver trovato una bottiglia d’acqua nel deserto, ecco quel rotolo di Scottex rimasto in macchina. Ho ripulito il più possibile, determinata a non tornare indietro dopo aver fatto tanta strada. I bambini, una volta ripresi dal senso di nausea, erano felici di poter passeggiare freschi freschi, in canotta e mutande (l’estate, che fortuna).

Abbiamo raggiunto la statua della chimera posta all’ingresso della Porta San Lorentino. Agli occhi dei bambini questo strano animale risultava alquanto impressionante e, allo stesso tempo, innescava una gran curiosità. Quindi ci siamo fermati a leggere la leggenda riportata vicino a quella copia fedele del monumento originale.

Il mito della Chimera. Nell’Iliade si parla di un mostro di origine divina. “[…] leone la testa, il petto capra, e drago la coda; e dalla bocca orrende vampe vomitava di fuoco”. Secondo il mito la Chimera era solita compiere delle scorrerie nel regno del re di Licia Iobate. Il sovrano chiese allora a Bellerofonte di ucciderla. L’eroe riuscì nell’impresa servendosi di un altro animale simbolo della Toscana come Pegaso, oggi nello stemma della Regione. Bellerofonte grazie ad una briglia d’oro donatagli da Atena riuscì a rubare il cavallo alato a Zeus. Grazie a Pegaso si avvicinò alla Chimera evitando le fiamme delle sue fauci e gettandogli in bocca una lancia di piombo la soffocò. Le fiamme infatti sciolsero il metallo e la Chimera fu così sconfitta. (Fonte: Il mito e la storia della chimera di Arezzo).

  • Porta San Lorentino
  • La chimera di Arezzo
  • La chimera di Arezzo

Da qui abbiamo proseguito, raggiungendo la cattedrale di Arezzo (Cattedrale dei Santi Pietro e Donato), poi la Basilica di San Francesco, davanti alla quale era esposta l’opera temporanea «De Mathematica» di Mimmo Paladino, alta oltre venti metri, composta da numeri uniti insieme e ispirata ai Gigli di Nola, macchine processionali a spalla, oggi patrimonio dell’Unesco (fonte: FogliD’Arte). I bambini hanno giocato un po’ tra i numeri blu, dopodiché abbiamo camminato tra i negozi del centro. Un appassionato giretto in un negozio di giochi prima di fermarci per il pranzo. Con la pancia brontolante la scelta è ricaduta sul bistrotBasilico, pinsa e birra” di corso Italia 35.

  • Cattedrale di Arezzo
  • Basilica di San Francesco
  • Arezzo
  • arezzo
  • Bistrot "Basilico, pinsa e birra"

Dopodiché, con la pancia adesso piena (di pinsa), non ci restava che raggiungere la splendida e inclinata Piazza Grande (o Piazza Vasari), il punto centrale della città di Arezzo. Il grande pozzo apre sulla meravigliosa vista dell’ampio spazio che occupa la piazza. I bambini non hanno potuto resistere, come tutte le volte succede davanti a luoghi tanto ampi: via alla corsa libera! Infine, dalla piazza abbiamo raggiunto un posto dalla vista mozzafiato, il Prato di Arezzo, il verde parco che si affaccia sulla valle del Casentino.

  • Piazza Grande, Arezzo
  • Piazza Grande, Arezzo
  • pozzo di arezzo
  • Piazza Grande, Arezzo
  • Arezzo
  • Prato di Arezzo
  • Prato di Arezzo

Qui termina la nostra gita ad Arezzo, una città che sicuramente offre ancora tanti luoghi da scoprire. Durante la strada del ritorno, una tappa d’obbligo: l’autolavaggio! Ah, ovviamente ho scelto l’autostrada.

VisitArezzo. Mappa interattiva.

Arezzo. Città d’arte toscana che puoi conoscere in ogni suo dettaglio con questo sito.

Il mito e la storia della chimera di Arezzo.

Casa vacanze Poggio Cuccule.

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