Il progetto multimediale dedicato a Trotula, la prima “medichessa” del XI° secolo

Un racconto che si unisce al percorso interattivo dedicato alla rivisitazione storica di Trotula.

Ho scoperto un nuovo modo di raccontare la storia ai bambini. Un gruppo di autori descrive il personaggio partenopeo del Medioevo, Trotula de Ruggiero, attraverso scienza, storia e mito. Venite a scoprire insieme a me l’arte medica di Trotula…

Contenuti:

  1. La medichessa del Medioevo.
  2. Trotula sui social.
  3. Come nasce il progetto.
  4. Approfondimenti.

La medichessa del Medioevo

Cosa accadrebbe se i bambini di ogni parte del mondo perdessero all’improvviso il sorriso e la voglia di giocare? Con questo espediente inizia il racconto di cui vi parlo oggi, “Trotula e il giardino incantato”, che è parte di un progetto culturale e creativo più ampio, realizzato da Edizioni Talea con la partnership di DeRevElementi Creativi e MAF. Dunque, non si tratta soltanto di un albo illustrato per bambini, ma è piuttosto un percorso narrativo che utilizza diversi canali comunicativi per riportare ai giorni nostri la vicenda di un personaggio realmente esistito: una donna, pioniera della medicina al femminile, vissuta nella seconda metà dell’XI° secolo. I racconti dedicati alla figura di Trotula comprendono la rielaborazione dei fatti storici unendoli alla narrazione fantastica, spesso vicina al mito e alla fiaba.

L’aspetto straordinario della storia di Trotula de Ruggiero (si legge tròtula ed è conosciuta anche come TrotaTrottulaTrottaTrocta o Troctula) è che, anche a distanza di secoli, presenta alcune caratteristiche che hanno una valenza incredibilmente attuale. Scopriamo così che, nel bel mezzo del Medioevo, è esistita una studiosa impegnata nella scienza medica. La dedizione di Trotula e la sua intuizione nell’arte medica furono a sostegno delle donne nel loro forte e fragile corpo. Henry Peter Bayon, medico e ricercatore italo-britannico, stabilì che il lavoro di questa donna del passato segnò l’origine dell’ostetricia e della ginecologia come scienze mediche. Trotula iniziò quindi una “medicina per le donne” e avvalorò il significato di benessere, di prevenzione e di cura.

Trotula de Ruggiero visse a Salerno nell’XI secolo nel periodo aureo della Scuola Medico Salernitana, dove la presenza femminile sia tra docenti che tra allievi era una realtà. Trotula era una medichessa, e come lei altre donne professavano la medicina a tutto campo.

Accanto a loro altre figure femminili erano attive, parliamo delle Mulieres Salernitanae, le quali proponevano rimedi che i medici del Collegio accoglievano nei loro scritti. (Tratto da “Trotula si presenta“, scheda dell’editore).

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Trotula sui social.

Nel luglio 2020 il progetto multicanale viene lanciato sui social. L’idea è svelata un po’ per volta attraverso iniziative di diverso tipo, come brevi interventi didattici, webSerie su Spotify (arrivata ora alla seconda stagione), un blog, alcune video-interviste a medichesse contemporanee e persino l’inaugurazione di un parco giochi a lei dedicato, nella frazione Pioppi. La medichessa del Medioevo si abitua presto alla modernità e si dimostra a suo agio nel mondo della rete. Racconta di sé, del suo mondo e della medicina, in prima persona, rivolgendosi ai bambini, i suoi lettori/ascoltatori, che hanno dai 5 ai… 110 anni!

«Non stupitevi, lo so che è inusuale che vi scrivano dall’anno 1000; ma io sono Trotula, prima donna medico d’Europa, e a stupire ci sono abituata.

Vivo in quella che ora chiamiamo Opulenta Salernum e sbirciando nei vostri tempi mi accorgo che anche voi ben comprendete le difficoltà di lavorare e fare ricerca e contemporaneamente essere moglie e madre.

Sicuramente avrei potuto continuare a scrivere con penna e calamaio e aspettare che le parole attraversassero i secoli: ma siccome ho un’insaziabile curiosità non voglio perdermi, qui e adesso, il meraviglioso spettacolo del futuro.

E ora che mi avete accolta in questa vostra “pubblica piazza”, tranquilli che non vi lascio. Vi racconterò di me, curioserò nel vostro mondo e, se lo vorrete, vi darò qualche piccolo consiglio su temi che vedo essere di attualità nella vostra epoca come lo sono nella mia.

Comincio oggi con il raccontarvi perché sono diventata la prima donna medico. Principalmente, perché quand’ero bambina fui istruita da una fantastico precettore che amava la natura e l’arte medicale. Fu una figura fondamentale per la mia infanzia, perché in maniera semplice riuscì a inculcarmi quella sete di conoscenza che più tardi mi avrebbe avvicinata alla scienza.

Con i bambini è così: è soprattutto questione di stimoli. Rendere comprensibili le cose apparentemente complicate. Aiutare l’apprendimento attraverso il gioco, le emozioni, la fantasia.

La mia idea, per questo, è quella di rivolgermi anche ai più piccoli, raccontando loro la mia storia, per condividere i valori e la conoscenza che mi hanno accompagnato nella mia vita, per avvicinarli ai primi rudimenti della scienza ma anche alla conoscenza delle proprie emozioni, all’amore verso se stessi e verso gli altri, al rispetto della natura e alla conoscenza dei suoi fantastici segreti. Sarà, se volete, un appuntamento settimanale con una storia da leggere, magari prima di dormire.

Per questo, quindi, vi consiglio di seguire la storia in tempo reale. O meglio, come usate dire voi, di “restare connessi”…». (tratto dalla pagina fan di Facebook).

Come nasce il progetto.

I racconti dedicati alla “medichessa” Trotula sono stati scritti a tre mani da Valerio Calabrese, Direttore del Museo Vivente della Dieta Mediterranea di Pioppi (SA), Anella Mastalia, imprenditrice, e Roberta Pastore, architetta. L’idea di rievocare questo personaggio che, nonostante la sua importanza nella storia della medicina è per molti poco conosciuto, nasce dal casuale ritrovamento, durante un trasloco, del saggio De mulierum passionibus (“Sulla malattia delle donne”). Un trattato che stupisce poiché presenta, avanti tempo, un’attenzione agli aspetti psicologici del paziente e ad alcuni valori tuttora attuali.

E dal momento che tali malanni si manifestano nelle zone più intime, le donne non osano per riserbo e per fragilità della loro condizione, rivelare al medico i tormenti provocati dal dolore. Per questo motivo, io, mossa da tali compassionevoli circostanze, sollecitata soprattutto da una nobildonna, presi a riflettere più attentamente sulle malattie che assai spesso affliggono il sesso femminile”. (in “De Passionibus Mulierum Curandarum”, Trotula de Ruggiero)

L’albo illustrato Trotula e il giardino incantato” è prodotto interamente in Italia e si presenta in un grazioso cofanetto. Al fondo del libro, terminata la lettura, ci sono: un disegno da colorare, il QR code per l’ascolto audio del racconto e l’indicazione dei canali ufficiali dove continuare a interagire e a giocare con le avventure di Trotula (Instagram, Facebook, Youtube, Pinterest, Twitter, Spotify e la mail, info@trotula.it, in cui inviare i disegni ultimati dai bambini per la pubblicazione sul web).

Le immagini e le illustrazioni del progetto sono invece opera di Federica Cafaro, giovane illustratrice salernitana entrata nel team “Trotula” per darle la veste grafica divenuta sempre più familiare. Per realizzare il personaggio, l’artista si è ispirata alle immagini storiche ancora oggi reperibili e alle suggestioni date dalla fiaba stessa. Sceglie di rappresentare Trotula con un abito rosso a indicare la sua forza e con lunghi capelli del colore del cielo e del mare.

“Trotula e il giardino incantato” (…) una fiaba sul valore dell’amicizia e della generosità, sull’amore per la natura e per la conoscenza, sull’importanza dei sogni e sul ruolo che ciascuno, nel suo piccolo, può avere per rendere il mondo un posto migliore. Parte del ricavato del libro sarà destinato a finanziare borse di studio per giovani studentesse in KenyaTrame Africane Onlus (Fonte: trotula.it)

Una fiaba a ritmo d’incanto dove, come abbiamo visto all’inizio di questo articolo, ai bambini viene tolto il sorriso e la voglia di giocare per un sortilegio ad opera della strega Infingarda. La regina delle fate corre a chiedere aiuto a Trotula, la medichessa che, in una terra stretta tra il mare e le colline, guariva grandi e piccini con erbe e fiori miracolosi. Purtroppo anche Trotula e la sua piccola figlia Minerva, cadono vittime del maleficio della strega. Passano gli anni, Minerva cresce protetta dalle fate in uno splendido e rigoglioso giardino dove dimora anche Trotula, divenuta albero. Per rompere l’incantesimo – e permettere alla donna di riabbracciare la figlia – dovrà arrivare un animo forte e gentile, proprio come quello della medichessa.

La storia di Trotula, spiegano gli autori, vuole trasmettere un messaggio di fiducia in se stessi, mostrando come l’impegno e la determinazione aiutano a superare anche gli ostacoli più difficili. Allora, non mi resta che invitarvi a entrare in questo viaggio nel mondo della medicina di Trotula, ricco di saperi sulla scienza e sulla vita.

Photo credits: Edizioni Talea srl

Approfondimenti.

Trotula.it

“Trotula de Ruggiero, storia del primo medico donna”, Informazione Oggi, Katia Russo, 8 marzo 2021.

Il giardino della Minerva della Scuola Medica Salernitana.

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