In questo articolo si parlerà dello sviluppo motorio, cognitivo e sociale del bambino nel terzo anno di vita anni e le attività di gioco che interessano questa età.

Giochi e attività per i bambini verso i tre anni

I bambini, verso al terzo anno, iniziano a esprimere le prime opinioni su di loro e sugli altri, sviluppano un sorprendente senso d’identità, si osservano con interesse allo specchio e notano come le persone possono diversificarsi fisicamente sotto vari aspetti. L’espressione verbale si intensifica. I bambini sono in grado di raccontare e raccontarsi, di cercare risposte ai loro perché sul mondo, di esprimere sensazioni, di comunicare preferenze e di effettuare congetture – spesso animiste – nel tentativo di comprendere la realtà.

In quest’epoca dello sviluppo, sanno mangiare da soli, con forchetta e cucchiaio. hanno abbandonato il pannolino e riescono a restare sempre più a lungo asciutti. Gli piace svestirsi e rivestirsi e hanno conquistato maggior abilità e sicurezza nel movimento: corrono lungo una traiettoria diritta, saltellano, salgono e scendono le scale, aprono le porte, svitano e avvitano, ecc.

Le frasi pronunciate sono roba seria. Anche se può risultare un’impresa ardua il non ridere di fronte a commenti e comportamenti così genuini, è bene prestare una sincera attenzione al loro impegno e bisogno di conferma, come quando ad esempio, dopo un salto o un’arrampicata chiedono all’adulto: “Guardami!”. Le proposte di gioco adeguate a questa fascia di età sono strettamente correlate alle nuove competenze acquisite, alla necessità di aggiungere ad attività di tipo senso-motorio, caratteristiche dei primi due anni, altre, più simboliche, separate dall’oggetto reale e adesso possibili poiché il pensiero è in grado di costruire rappresentazioni mentali della realtà.

Trovare una definizione esaustiva di gioco, descrivere come e perché si manifestano le attività ludiche, è un obiettivo ricorrente nelle ricerche dei teorici dell’età evolutiva. Si può facilmente osservare come, fin dai primi mesi di vita, il bambino sia impegnato e indaffarato a compiere specifiche attività di tipo sensoriale e motorio, esperienze con cui si approccia alla conoscenza del corpo e dello spazio. Il gioco di puro esercizio, caratteristico dei primi mesi di vita (in Jean Piaget, Lo sviluppo mentale del bambino, 1964), presenta un’evoluzione che segue la crescita e lo sviluppo cognitivo del bambino. Prima di essere in grado di svolgere attività di gioco collettivo e con le regole, i piccoli attraversano alcune fasi caratterizzate da particolari modalità di rappresentazione mentale del vissuto reale e, successivamente, di quello fantastico e immaginato.

Verso il 2° anno, al termine del periodo senso-motorio, il bambino utilizza un oggetto (significante) per rappresentare un particolare significato (relativo a un’azione, un avvenimento, un oggetto). Attraverso queste attività mettono in scena il gioco simbolico o di finzione. Il bambino è ora in grado di rappresentare mentalmente e in maniera differita qualcosa che ha precedentemente osservato e appreso dal suo ambiente. Ad esempio afferra una ciabatta e la usa come se fosse la cornetta del telefono, si siede sulla seggiolina e finge di guidare, fa addormentare una bambola sopra uno straccio che diventa un letto, ecc.. Queste attività sono accomunate dal fatto che il gesto imitatore (fingere di dormire, mangiare, arrabbiarsi, telefonare, cucinare, ecc…) è accompagnato da uno o più oggetti di natura simbolica. Come descrisse Vygotskij:

“Nel gioco il pensiero è separato dagli oggetti e l’azione nasce dalle idee più che dalle cose: un pezzo di legno comincia ad essere una bambola e un bastone diventa un cavallo”.

Lev S. Vygotskij, Il ruolo del gioco nello sviluppo mentale del bambino, in Bruner J. S., Jolly A., Sylvia K., 1981

Il gioco simbolico o di finzione

Attraverso l’imitazione i bambini rappresentano i comportamenti osservati nei grandi, soprattutto quando hanno a disposizione oggetti che facilitano questa esperienza. Nei nidi per l’infanzia viene abitualmente realizzato un angolo (o una stanza) denominato “la casetta”. Questo spazio è allestito con oggetti che richiamano il quotidiano: la cucina e i suoi attrezzi, la toilette con lo specchio, il lavaggio dei panni, i travestimenti (con vestiti, scarpe, borse, cappelli, occhiali, bijoux, ecc…), un salottino con alcuni telefoni e giornali, le bambole con le loro culle e il fasciatoio, il banco del falegname, e così via. Molti di questi oggetti possono essere raccolti tra le mura domestiche, come, ad esempio, dei flaconi di detersivo vuoti e ben sciacquati, un po’ d’abbigliamento non più utilizzato ma in buono stato, dei telefonini privati di batteria, alcuni pannolini da mettere alle bambole, e via dicendo. Scegliendo uno spazio dedicato, è possibile proporre questo gioco anche a casa.

simbolico

Il gioco simbolico accompagna i bambini che si avvicinano e cercano di comprendere le azioni degli adulti, favorisce lo sviluppo del linguaggio e l’apprendimento di nuove parole, agevola il superamento di stereotipi legati al genere (ad esempio non sono soltanto le bambine a vestire le bambole e i maschietti a picchiare il martello sul banco degli attrezzi) e all’appartenenza etnica (si può scegliere il materiale simbolico attingendo dalle abitudini e usanze di culture diverse) (Goldschmied E., Jackson S., Persone da zero a tre anni. Crescere e lavorare nell’ambiente del nido, 1996). Alcuni esempi di setting:

  • GIOCO DELLA CASETTA, un angolo in cui viene ricreata un’abitazione a misura di bambino completa di accessori per riprodurre, nel gioco, le attività di casa: la cucina, i fornelli, le pentoline, i piatti, le posate, gli strofinacci, il tavolo apparecchiato, i generi alimentari, le scope in miniatura e gli altri accessori per la pulizia, il salottino, il tavolino, il telefono, le tende alle finestre, i quadri alle pareti, dei piccoli lettini, le bambole, la vaschetta per il bagnetto, l’asse e il ferro da stiro, gli stendini con le mollette, ecc.
  • GIOCO DELLE BAMBOLE, un’esperienza importante per bambini e bambine che, identificandosi nell’adulto, imitano e riproducono le azioni di cura e di accudimento a loro volta ricevute. Dare da mangiare, lavare, spogliare, rivestire, addormentare, cullare, coccolare, rimproverare, portare a passeggio, ecc. sono alcune possibili attività messe in atto dai bambini durante questo gioco, nel quale esprimono il vissuto interiore e le emozioni.
  • IL MERCATO, allestito con piccoli carrelli da riempire, espositori di frutta e verdura (vera o finta a seconda della disponibilità), contenitori, cesti, bilance.
  • L’OSPEDALE, con la valigetta del dottore, gli strumenti, il camice, gli occhiali, ecc.
  • IL BANCO DEGLI ATTREZZI, con riproduzioni dei lavori artigianali e di costruzione-fabbricazione (falegname, meccanico, costruttore). Spazio che permette alle bambine a ai bambini di sperimentare il controllo del movimento, della forza e della coordinazione, attraverso attività come martellare, battere, avvitare, girare, infilare, riempire, svuotare, aggiustare, ecc.
  • SPAZIO PER I TRAVESTIMENTI, un angolo nel quale è possibile indossare gli abiti, gli accessori e le scarpe dei grandi o dei personaggi. Questi sono disposti in armadi accessibili oppure all’interno di ceste, scatole e contenitori. Attraverso la presenza di specchi il bambino è agevolato a vestirsi in autonomia, inoltre scopre la sua immagine riflessa e conosce il proprio schema corporeo.

Gli oggetti e i materiali per giocare sono riproduzioni simili al reale (una scatola diventa un lettino, un bastoncino è usato al posto di un cucchiaio, ad esempio) con le quali il bambino rappresenta e simboleggia elementi della realtà, che spesso individua e sceglie di sua iniziativa. Ora i bambini, oltre a scoprire le relazioni tra oggetti, sono in grado di mettere letteralmente “in scena” ciò che osservano nel loro ambiente. Tramite la simbolizzazione e l’imitazione, non solo ripetono il mondo dei grandi, ma lo ricreano assegnando ad esso nuovi significati.

Le esperienze grafico-pittoriche e rappresentative

In quest’epoca le attività rappresentative hanno un raffinato sviluppo. Il bambino, oltre a fare esperienza con i colori e ad essere ora capace ad abbinarne alcuni, realizza la personale percezione dello schema corporeo. Ciò avviene, in un primo momento tramite quello che può apparire un semplice scarabocchio (sempre più intenzionale, fino ad essere persino denominato), per poi giungere a rappresentare il cosiddetto “Omino testone”, un cerchio per descrivere la testa o probabilmente l’intero corpo, al quale sono direttamente collegate le braccia e le gambe, rappresentate generalmente come linee (Kellogg R., Analisi dell’arte infantile. Una fondamentale ricerca sugli scarabocchi e i disegni dei bambini, Emme ed., 1979).

pittura bambini

Le attività linguistiche e musicali

Le attività legate al suono e alle parole sono altrettanto importanti per quest’epoca. Attraverso il racconto di storie sempre più complesse e l’ascolto di canzoncine e filastrocche, i bambini arricchiscono con nuove parole il loro lessico, affinano la memoria e la concentrazione e si divertono! Inoltre, i bambini hanno un naturale senso del ritmo e modificano con il suono il loro movimento. Amano ballare, muoversi a tempo di musica, suonare liberamente alcuni strumenti adatti alla loro età, come tamburelli, pianole, triangoli, xilofoni, nacchere, ecc.