Finalmente era di nuovo domenica. Mi chiedevo dove avrei potuto portare i bambini per una gita in giornata. Ma certo! Avevo sentito dire di un posto speciale, non troppo distante da Milano e con vista sul lago di Como. Il giardino del Merlo è un parco botanico che, grazie all’opera della Comunità Montana Valli del Lario e del Ceresio, è stato ufficialmente riaperto al pubblico nel 2018 dopo un lungo periodo di quasi totale abbandono. Un luogo incantato, dotato di panorami mozzafiato, immersioni nella natura e, udite udite, una porta segreta nascosta tra le rocce che attende grandi e piccoli esploratori.

Cenni storici

Il Giardino botanico del Merlo, così chiamato perché meta dei merli che vi andavano a nidificare, fu costruito tra il 1858 e il 1883 per volontà di Giovanni Manzi, membro di una nobile famiglia della zona, e mantenuto dalla nipote, la contessa Giuseppina Manzi, che lo curò e lo tenne aperto ai visitatori fino alla sua morte, avvenuta nel 1945. L’architettura del parco è ispirata ai tipici giardini della Riviera Ligure che si estendono su terrazze scoscese.

Nel 1884, Don Guanella descrisse questi luoghi in diverse pubblicazioni apparse sul giornale comasco l’Ordine: «Da questa prospettiva l’occhio corre spontaneo a quelle vedute di zolle e di boschetti, di viali, di ponti, di zampilli. Case, caverne, gallerie formano un complesso così raro di bellezza del lavoro, della natura e dell’arte, che il visitatore se ne sta a modo di attonito. E quando lo sguardo vuol riposare, qui è l’orizzonte di un cielo limpidissimo che copre monti e valli, piane e acque in quantità.» (tratto da L. Guanella, Memorie passate e presenti intorno alla Rocca di Musso. Impressioni del visitatore, 1884, 1913).

Dopo quel primo periodo di gloria, la manutenzione del giardino venne abbandonata e, in quel luogo incantato, furono addirittura costruite tre cave per l’estrazione del marmo. Finché, nel 2013, la Comunità Montana Valli del Lario e del Ceresio ha iniziato le opere di riqualificazione del parco che hanno portato, nel 2018, all’inaugurazione e all’attesa riapertura al pubblico.


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Come raggiungere il Giardino Botanico del Merlo

Il giardino del Merlo è situato tra i comuni di Musso e Dongo, nel territorio dell’Alto Lario, nella parte settentrionale del lago di Como. Per arrivare in prossimità del parco botanico, ho impostato le coordinate della Chiesa di San Biagio in Via Regina a Musso (CO). Con un po’ di fortuna si trova parcheggio nei dintorni e, lasciata l’auto, si procede in direzione Dongo – Sondrio per alcuni minuti di camminata. Una passeggiata piacevole grazie agli scorci di vista sul lago che compaiono tra le case di un paese poco affollato, sicuramente meno turistico di altri presenti nella zona.

itinerario giardini del merlo

Arrivati al cancello d’ingresso, si comincia a salire lungo un sentiero che appare piuttosto ripido. Per fortuna è così solo nel primo tratto di strada. Si prosegue “a naso” seguendo le stradine e valutando ad ogni bivio la direzione da seguire. Il percorso non è segnalato, la porta rimane segreta o, al massimo, rivelata da chi l’ha appena trovata e sta riscendendo al cancello d’ingresso. Se volete rovinarvi l’esplorazione leggete le prossime righe, altrimenti andate direttamente al paragrafo successivo.

A un certo punto dell’itinerario c’è un piccolo piazzale. Da questo punto, d’intuito, si proseguirebbe sulla destra, poiché s’intravedono alcune mura di sassi. Così, noi abbiamo seguito la muraglia e abbiamo anche iniziato a picchiare forte i passi sul terreno dopo che una biscia ha attraversato il nostro cammino. Temendo ormai di non trovarla più, alla fine abbiamo scoperto che, per raggiungere la porta segreta, avremmo dovuto procedere, dal piazzale, nella parte opposta, cioè avremmo dovuto scendere a sinistra anziché salire a destra.

Luoghi sorprendenti per il trekking con i bambini

La maggiore attrattiva turistica del parco è sicuramente la presenza della porta segreta, un’apertura mimetizzata tra le mura di roccia di un vecchio edificio che dicono essere stato l’ingresso dell’antica casa di un guardiano. Eppure, una volta entrati nel giardino, si scopre che il passaggio segreto non è che l’epilogo di un itinerario davvero sorprendente (che, per chi vuole, può proseguire ancora salendo verso la cima). Camminando tra i sentieri si attraversano grotte, passaggi, ponticelli, costruzioni di pietra, terrazze e paesaggi naturalistici costeggiati dalla vista mozzafiato del lago di Como. Alla vegetazione locale si alternano le piante esotiche (pare ci siano più di 120 specie diverse) che crescono floride grazie alla posizione particolarmente riparata del Sasso di Musso. Si passa anche accanto a intere pareti ricoperte della pianta dei fichi d’india!

Ad ogni modo, i bambini volevano assolutamente trovare la porta. Erano partiti da casa con l’idea di una missione da svolgere e da raccontare, il giorno dopo, ai loro compagni. Per questo motivo, potete immaginare lo stupore nel trovarla, finalmente, dopo il lungo cammino. Il percorso di trekking è adatto ai bambini che “scarpinano” (non trovo termine migliore per spiegare lo stesso concetto), sicuramente sopra ai quattro, cinque anni, in quanto sono presenti sentieri stretti e scoscesi, spesso privi di barriere.

Una volta aperta la porta di pietra, siamo entrati all’interno della struttura labirintica. L’edificio è diroccato ma s’intuisce facilmente una suddivisione in stanze. Si trovano ancora alcuni antichi dettagli che riconducono ai momenti di una vita quotidiana simile a quella odierna.

Dopo aver giocato nella casa del guardiano, abbiamo ripreso la strada in discesa per tornare all’auto. Mi sono rimessa in marcia e, per concludere il pomeriggio in bellezza, ci siamo fermati sul lungo lago di Argegno e siamo finiti, come al solito, con i piedi al fresco.

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