Questa è la storia di Max, un bambino che è stato mandato a letto senza cena per essersi comportato da vero mostro selvaggio. Improvvisamente, la sua cameretta si trasforma in una foresta circondata dal mare. Sopra una piccola barca Max inizia a navigare a lungo finché giunge nel Paese dei Mostri Selvaggi, un luogo abitato da spaventose creature.
Dopo aver trascorso del tempo insieme, anche i terribili abitanti di quel luogo constatano che il ragazzo è il più mostro di tutti. Così lo proclamano il “Re dei Mostri Selvaggi”. Max si diverte a regnare in quello strano paese finché, a un certo punto, inizia ad annoiarsi. Poi, il profumo della cena mancata diventa sempre più intenso.

“Nel paese dei mostri selvaggi” è considerato un classico della letteratura per l’infanzia. Oggi, 8 maggio 2012, aggiungo questa nota all’articolo più datato, come saluto all’autore Maurice Sendak. È un racconto sulle emozioni dei bambini, sulla loro vivacità e capacità di creare mondi surreali. Il viaggio di Max è un sogno fantastico nel quale capricci, punizioni e arrabbiature prendono forma: diventano un paese lontano, abitato da spaventose e gigantesche creature. Il libro è un’opera d’arte, una storia che può essere piacevolmente raccontata anche in assenza del libro.

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Le frasi che accompagnano le illustrazioni non sono mai troppo lunghe. Durante alcuni passaggi del racconto si ripetono. Ad esempio, le volte in cui i mostri selvaggi reagiscono alle azioni di Max oppure durante il viaggio sulla piccola barca. Una lettura consigliata dall’età di due anni, periodo dell’infanzia durante il quale si manifesta l’opposizione del bambino alle richieste dell’adulto.

Scrive in un articolo Silvia Blezza Picherle:

“La rappresentazione di un’interiorità infantile più autentica e conflittuale è iniziata con lo splendido e ormai classico albo di M. Sendak, Nel paese dei mostri selvaggi (1963), nel quale la rabbia di Max verso la mamma che lo ha punito assume le sembianze di ‘una ridda di mostri selvaggi’, i quali ‘ruggiscono terribilmente, digrignano terribilmente i denti, roteano tremendamente gli occhi e mostrano gli artigli orrendi’. Eppure l’illustrazione ce li mostra meno orribili, anzi giocherelloni e simpatici, tanto che Max riesce a domarli. Come a dire che l’emozione violenta può essere padroneggiata, controllata.”

Fonte: Il fascino della narrativa a colori, S. Blezza Picherle, Il Pepeverde n. 19/2004

“I mostri selvaggi ruggirono terribilmente, digrignarono terribilmente i denti, rotearono terribilmente gli occhi e mostrarono gli artigli orrendi.” Un pezzo del racconto che amo leggere ai bambini in maniera animata. Durante la lettura si possono aggiungere versi e rumori nel comportamento dei giganti (ruggito, digrigno dei denti) e azioni (roteare gli occhi, mostrare gli artigli). A metà racconto il libro si trasforma in silent book, le illustrazioni smettono di essere accompagnate dalle parole dell’autore. É la parte in cui Max gioca con i mostri selvaggi. Queste pagine possono essere raccontate descrivendo le illustrazioni o inventando i versi delle baraonde.

Dal libro di Sendak è tratto il film del 2009 “Nel paese delle creature selvagge”, con la regia di Spike Jonze. Il racconto di Maurice Sendak è stato pubblicato per la prima volta nel 1963 da Harper & Row. La prima edizione italiana è, invece, del 1981 ed è edita da Emme Edizioni. Il libro è stato ripubblicato poi nel 1999 da Babalibri, con la traduzione di Antonio Porta. Di recente, i diritti sono passati all’editore Adelphi che lo ristampa con la traduzione di Lisa Topi. Personalmente sono molto legata alla versione precedente, semplicemente perché l’ho letta e stra-letta ai bambini e quindi fatico a usare parole diverse da quelle. Un consiglio: se avete una copia della vecchia edizione (con la prima traduzione), conservatela con cura, è probabile che il suo valore aumenterà negli anni.