Una novità per il pubblico di piccolissimi lettori, target 0-3, quelli che, come nessun altro, si appassionano alle caratteristiche e al comportamento degli animali. L’innato interesse che provano i bambini verso ogni specie vivente (dei piccoli etologi, si direbbe) ispira da sempre le proposte ludiche ed educative a loro destinate. Tra le letture sotto l’albero, vi propongo questa nuova pubblicazione, certamente adatta ad avvicinare i piccoli all’amore verso le storie.

Rivedere il mondo proprio come fanno i bambini

Frequentando i bambini, ci si accorge quanto questi riescano a condurci alla semplicità, alle cose di sempre, alla vita. Il loro sguardo, privo di pregiudizio, si riempie di sorpresa verso ciò che il mondo gli presenta. Iniziano quindi le prime analisi, le conversazioni, le imitazioni, la voglia di comprendere e di conoscere tutto ciò che esiste intorno a loro. Alcune categorie hanno, per i bambini di ogni tempo e luogo, un fascino particolare. Gli animali e i loro versi sono tra queste.

Questo ritorno alla naturalità è sentito anche da Irene Russo, scrittrice e insegnante, che durante un viaggio nel Caucaso trova l’ispirazione per scrivere il libro di cui parlerò in questo articolo. L’autrice firma il testo del cartonato (16×16) “La mucca guarda”, pubblicato da Pulce Edizioni nel mese di settembre 2021. Le illustrazioni sono invece opera di Carlotta Passarini. Il tratto realistico dell’artista bolognese crea un effetto pazzesco, gli animali sembrano emergere dalle pagine. Lo sfondo è bianco, le frasi sono brevi, l’atmosfera della lettura è molto, molto piacevole.

Poche righe per ogni passaggio narrativo, così il racconto si sviluppa attraverso una concatenazione di eventi che, sulle due pagine, presentano situazioni opposte. Queste scorrono, per tutto il libro, legate l’una all’altra, fino all’epilogo che, in modo circolare, torna da dove si era partiti. Ritmo e frasi brevi permettono al bambino di ascoltare e di sostare sulle pagine, ragionando su ciò che succederà nella scena successiva. Una mucca che guarda (lo sappiamo, le mucche sono molto curiose) mentre, intorno a lei, succedono tante piccole azioni che generalmente passano inosservate a tutti, tranne a coloro che ancora osservano il mondo con gli occhi di un bambino. Un albo semplice e immediato come lo sono i bambini, eppure nato da una ricca e complessa esperienza: un viaggio. Questo è anche lo spunto dell’intervista all’autrice Irene Russo che potete leggere qui di seguito.

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Due chiacchiere con l’autrice

Ciao Irene, è un piacere riavere un tuo libro sul blog (l’altro titolo qui presentato era “E se fosse”, selezionato come finalista all’interno di Bologna Children’s Book Fair 2014). Dopo aver letto del tuo viaggio, la prima domanda non poteva essere che questa: come è nata l’ispirazione del libro durante i giorni trascorsi nel Caucaso?

Mi sono fermata in uno dei villaggi abitati più alti d’Europa, Ushguli, un luogo dove i maiali si rotolano nel fango per passare il pomeriggio, i cani ti fanno compagnia nelle passeggiate, nugoli di farfalle danzano sulle pozzanghere e i passanti offrono asini per alleggerirti il viaggio. Quale più grande generosità si può chiedere al mondo? A quel punto mi sono seduta davanti alla casetta di una casara e ho schizzato una bozza dell’albo, mentre una mucca mi guardava. In realtà, lei non era interessata a me, ma a farsi mungere a fine giornata! 

Nelle tue storie dedicate ai piccoli lettori c’è una sorta di narrazione logica, un modo per portare i bambini a riflettere e a incuriosirsi delle pagine successive. Cosa ispira il tuo stile?

In viaggi come questo, in luoghi come quel villaggio, anche lo sguardo adulto può sperare di accorgersi della bellezza. Riesco a scrivere libri per bambini quando mi incanto in questo modo. Osservando gli animali, nella mia mente si è formato un racconto a catena che voleva rendere un’idea precisa: nell’armonia del modo, tutto è connesso. E gli esseri umani sono  animali insieme ad altri animali, all’interno di un delicato equilibrio di movimenti. Quando scrivo un testo, anche rivolto ai più piccoli, spero sempre di stimolare uno spunto di riflessione, un metodo di ragionamento che possa essere utile nella vita. 

Il portfolio di Carlotta Passarini suggerisce la sua bravura nelle rappresentazioni realistiche. Com’è stato collaborare con lei al libro “La mucca guarda”?

È soltanto grazie a Carlotta Passarini e allo sguardo attento di Cristina Petit che l’ispirazione di un giorno è diventata un albo. Ho appoggiato la scelta di dare uno stile realistico alle immagini per accompagnare i più piccoli nelle prime esplorazioni. Per me, “La mucca guarda” è una sorta di prima enciclopedia degli animali guidata dal ritmo di una storia lieve e poetica.  Le rappresentazioni di Carlotta Passarini, quasi fotografiche, fanno venire voglia di toccare questi animali, anche se non si tratta di un libro tattile o interattivo.

Hai in serbo altri progetti destinati ai piccoli lettori? (te lo chiedo nell’interesse di chi, come me, si occupa di bambini piccoli!)

Sto ragionando su alcune storie che mettano al centro il senso di comunità. Dopo questi mesi, anni, di distanziamento, credo sia importante (ri)prendere confidenza con chi non appartiene alla nostra cerchia di rapporti protetti. Spero di raggiungere i piccoli lettori perché possano fantasticare su un futuro di piacevoli imprevisti…  

Non posso che essere d’accordo con te. Ti aspettiamo presto, quindi, con una nuova avventura per lettori emergenti e non…