Sono giorni frenetici quelli di dicembre. In queste settimane sono alle prese con un nuovo progetto che rinnoverà completamente il blog e, nonostante l’entusiasmo, per seguire la mole di lavoro le ore del giorno non bastano mai. Contemporaneamente fioccano messaggi con segnalazioni di nuove pubblicazioni di albi illustrati, narrativa e saggistica. Uno più interessante dell’altro! Mi ci vorrebbero almeno tre vite per leggerle tutte. La passione, d’altro canto, ha la capacità di spingerti sempre oltre ai limiti. Alcuni di quei libri colpiscono, come potrei dire… d’impatto. Allora devo assolutamente dedicargli il tempo che meritano. Inizio qui, vi presento uno di questi nuovi arrivi, decisamente originale.

Camilla Anselmi mi sottopone il suo racconto da poco pubblicato per Scalpendi, la casa editrice milanese impegnata “nella valorizzazione del patrimonio culturale italiano e straniero attraverso la progettazione di collane innovative e sperimentali”. Apro l’albo. Sicuramente il piacevole effetto è dato dai toni caldi delle illustrazioni, niente di meglio in questi primi freddi invernali. Un brivido fa emergere il bisogno di raggiungere una meta esotica (utopia!).

“La raccolta di Pica” è un albo illustrato scritto a quattro mani da due storiche dell’arte. Si tratta di Camilla Anselmi, che è stata responsabile dei servizi educativi del Museo del Duomo di Milano (2009-2013) e di Giulia Benati, che è stata invece conservatrice e direttrice presso lo stesso museo (dal 2004 al 2015).

Camilla Anselmi è anche autrice della collana “Ettore il riccio viaggiatore: un’avventura a…”, pubblicata sempre da Scalpendi. Ai tre puntini di sospensione seguono le città visitate dal protagonista (la prima uscita, del 2017, è stata dedicata a Roma, nel 2018 a Milano e Venezia e, nel 2021, a Torino). Ha inoltre scritto la fiaba “La notte stellata” (2020).

Un racconto con un incantevole ritmo narrativo, quello di Pica. Una gazza che più che definire ladra, descriverei come accumulatrice di oggetti ritrovati. Porta, nel suo nido, ogni cosa attiri la sua attenzione. Così mi viene in mente il “gioco del cestino dei tesori” destinato ai bambini di pochi mesi. Proprio come un bambino che è da poco al mondo, Pica osserva tutto con stupore. Ogni oggetto raccolto porta con sé il fascino di una storia e di un impiego. L’uccello cerca la ragione del loro esistere.

Il primo tempo della narrazione corrisponde alla descrizione degli oggetti ritrovati da Pica. Una chiave, una foto, una piuma di pavone, un fossile; tutte cose che meritano attenzione e una prolissa spiegazione.

Inizia il secondo tempo del racconto. Il nido che Pica aveva costruito con tanto scrupolo è diventato insufficiente a contenere tutti quei preziosi oggetti. Entrano in scena, allora, gli amici del bosco, i suoi vicini di casa ben poco riservati. Ma più che essere dei ficcanaso, si scopre che gli animali intendono aiutare la gazza per risolvere il suo problema di spazio. Arrivati a questo punto della storia, vi sarete già pienamente inoltrati nelle tavole di Elena Livieri, illustratrice specializzata presso il Centro Universitario de Diseno BAU di Barcellona, e nelle sue tonalità piene che trovo sempre rassicuranti in un albo per bambini.

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Quando Pica espone il suo problema agli altri, la Cinciallegra le propone questa soluzione: “Allora potremmo costruire un posto speciale, più grande, che la ripari dalle intemperie e dai ladri, con tanto spazio per accogliere gli amici e così raccontare anche a loro il significato di ogni cosa”. Accompagna quindi la gazza a fare un tour in città, dove esiste un luogo molto simile a quello da lei descritto (cosa sarà?).

Qui inizia la terza ultima e strepitosa parte del racconto. Pica e i suoi vicini si organizzano in un team e collaborano al progetto del “posto speciale”. La voce si sparge, arrivano animali da ogni parte del bosco per realizzare un’impresa che diventa d’interesse collettivo. Gli amici di Pica creano inventari, catalogano, sistemano, conservano… Insomma, fanno tutto ciò che serve per costruire un… MUSEO!

Qui, oltre a esporre, si può conservare, imparare, conoscere, emozionarsi.

Epilogo del racconto di Pica

Ed ecco la favola di Pica, dedicata proprio al museo quale luogo d’incontro speciale con la cultura, per i piccoli e per i grandi.