L’albo di cui vi parlo in questo articolo mi ha fatto tornare indietro di qualche anno. Ho trascorso un periodo dei miei studi universitari a Parigi e, ai tempi, possedevo un abbonamento annuale per visitare il museo del Louvre. Così potevo andarci spesso, anche a tarda sera. Non so dirvi quante volte sia passata a trovare la statua Amore e Psiche di Antonio Canova, presentata con il titolo Psyché ranimée par le baiser de l’Amour. In assoluto, era una delle scene “pietrificate” che preferivo. Ricordo quanto fossi completamente affascinata dalla leggenda del loro amore, dalla rappresentazione di quell’abbraccio immortale capace di raccontare un’intera vicenda mitologica. Quella scena, tanto immediata, era invece il frutto di anni di lavoro dello scultore, il quale vi si dedicò tra il 1788 e il 1793.

La statua raffigura i due amanti in una posizione che precede il momento del bacio, rievocando magistralmente la favola raccontata da Lucio Apuleio nell’opera Le Metamorfosi, o L’asino d’oro, composta da undici libri. Si tratta dell’unico romanzo della letteratura latina classica arrivato integralmente fino ai giorni nostri. Di certo c’è che, l’appassionata leggenda dei due innamorati ostacolati dall’invidia della dea Venere, ha ispirato molti artisti nel corso dei secoli. Tra i tanti cito John Keats, Jean de La Fontaine, Raffaele La Capria (1973), Orazio Gentileschi (1628), Anton van Dyck (1639), Luca Giordano (1692), Jacques-Louis David (1817), Frederic Leighton (1890), Max Klinger (1890), WIlliam Bouguereau (1895), J. W. Waterhouse (1903), Auguste Rodin (1898). [Fonte, Istituto Leonardo da Vinci].
Un’influenza artistico-letteraria anch’essa immortale, capace di raggiungere i tempi moderni. A tal proposito, recentemente pubblicato da Arka Edizioni è l’albo illustrato da Michelangelo Rossato intitolato “La favola di Amore e Psiche”. L’artista veneto è come sempre capace di riportare alla luce biografie, fiabe, miti e leggende, riscrivendole in opere che diventano, a mio avviso, patrimonio letterario e culturale.

amore e psiche

Ogni opera di Michelangelo Rossato è il frutto di un lungo lavoro di ricerca. Pensate che per la realizzazione della favola tramandata da Apuleio ci sono voluti ben due anni! Seguendo l’artista attraverso i suoi canali social, si è completamente trasportati nel dietro le quinte della realizzazione dell’albo e della riscrittura della fiaba. Michelangelo racconta le ispirazioni, le ricerche, le suggestioni e la tecnica utilizzata. Le tavole sono realizzate a mano, con una tecnica mista acrilico e matita colorata. I principali colori presenti nei disegni sono primari che, come spiega l’autore, sono colori fortemente simbolici e sono anche quelli utilizzati nei tarocchi. La statua di Canova con la quale ho aperto questo post, è il soggetto che ha ispirato la copertina del libro e anche una tavola presentata verso la fine del racconto.

Un ulteriore approfondimento e numerosi altri aneddoti sono presenti anche al fondo dell’albo illustrato, in un articolo davvero interessante e ricco di riferimenti. Non so voi ma io, nel mio piccolo, apprezzo molto quando un autore coinvolge i lettori nella fase di “costruzione” del suo libro. Dal profilo Instagram, Michelangelo propone alcuni video di Making of. Riporto qui un breve passaggio:

«Ho deciso di realizzare un albo illustrato dedicato alla favola di Amore e Psiche, un pomeriggio a Venezia mentre stavo leggendo “Le Metamorfosi” di Apuleio. Dentro “Le Metamorfosi”, chiamato anche “L’asino D’oro”, troviamo appunto la novella di Amore e Psiche. L’avevo letta da ragazzino ma, rileggendola da grande, ho trovato un sacco di significati nascosti che prima non avevo notato. Ad esempio, i riferimenti alle fiabe più famose, come Cenerentola, La Bella e La Bestia, Biancaneve… Non esisteva poi quasi niente di illustrato dedicato a questa storia e quindi mi è sembrato incredibile avere l’opportunità di, quasi per la prima volta, dare voce con le mie immagini al testo di Apuleio che in verità è una storia antichissima. Quindi sono tornato a casa e ho iniziato a riempire un album di schizzi e bozzetti. Leggendo questa storia le parole mi piovevano in testa e diventavano immagini e penso di aver riempito un blocco di schizzi in una sera.»

Michelangelo Rossato

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Sul senso della favola di Amore e Psiche possiamo ritrovare molte interpretazioni che si sono susseguite nel corso dei secoli. Secondo una di queste, Amore rappresenterebbe il desiderio del piacere mentre Psiche quello dell’anima e, solo congiungendosi, troverebbero l’immortalità.

Il racconto ha un debutto classico, troviamo un re e una regina che hanno tre figlie. Di queste, una, Psiche, è straordinariamente bella. La ragazza è così meravigliosa da attirare l’attenzione di molti. La gente infatti arriva anche dai regni limitrofi per portarle dei doni. Quindi, si sparge la voce che la principessa fosse anche più bella di Venere. Proprio come successe alla matrigna di Biancaneve, la vanitosa dea non trova queste affermazioni facili da digerire e medita quindi un modo per liberarsi dell’affascinante rivale. Il dono della bellezza diventa una maledizione per Psiche.

Venere ha un figlio, l’alato dio Amore. A questo chiede di usare le sue frecce per fare in modo che Psiche s’innamorasse di una creatura mostruosa. Il piano della dea viene rivelato dall’Oracolo al padre di Psiche. Così, il re accompagna la figlia alla rupe, il luogo dove sarebbe dovuta andare incontro a quel drammatico destino. All’insaputa di tutti arriva Zefiro, il vento, che porta la principessa lontano da lì e la conduce in un meraviglioso castello, la casa del suo sposo.

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Psiche vive da regina in quel nuovo regno. Lo sposo si presenta a lei soltanto quando è celato dal buio della notte: «’Non aver timore, Psiche’, le sussurra una voce, ‘sono io il tuo sposo, che ti ama come il buio ama la luna. Fidati di me e ogni notte dormiremo in un tenero abbraccio. Promettimi, però, che non cercherai mai di scoprire il mio volto.’»

Ora la trama s’infittisce. Sarà capace, la bella Psiche, di mantenere quella promessa? Chi è il suo misterioso sposo? Mi fermo qui! Non posso andare avanti a raccontarvi la fiaba. V’invito però a riscoprirla e riapprezzarla attraverso questo incantevole albo illustrato, destinato ai lettori di ogni età.