Esistono diversi racconti, storie e albi illustrati che hanno la luna come soggetto narrativo. Un genere che dona la possibilità di fantasticare tra il reale e il surreale, appoggiandosi sul rassicurante pensiero animista dei bambini. Nell’articolo di oggi ve ne presento due.

“Il Topino che si mangiò la luna”, Petr Horáček, Gribaudo 2016

Il Topino mette il muso fuori dalla tana e vede risplendere la luna nel cielo stellato. Quanto vorrebbe averne un po’ tutta per sé! Incredibilmente, al mattino trova un “pezzo di luna” proprio davanti alla sua tana e prova ad assaggiarlo. È così delizioso che ne mangia la metà. Pentito, è convinto di aver combinato un grosso guaio. Il Coniglio e la Talpa lo trovano con l’aria davvero sconsolata. Così il topo confida loro ciò che crede di aver fatto.

Nessuno può mangiare la luna

Dicono i due. Verso sera, il Topino è già dentro la tana quando il Coniglio e la Talpa lo chiamano. Si siedono tutti e tre sulla collina. Poi vedono qualcosa apparire nel cielo. La luna!

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Il Topino aveva scambiato una banana per un pezzo di luna e si era per questo preoccupato, convinto di averla combinata grossa. Ahi, ahi l’ingordigia. Una gran fortuna che i suoi amici gli abbiano poi svelato l’inganno e che la luna si trovi ancora lì, alta e splendente nel cielo.

Il racconto è un titolo della collana Facile! Leggere bene. Leggere tutti. ed è stampato con la font leggimi ©Sinnos (2006).

“Io mi mangio la luna”, Michael Grejniec, Arka 1993

Il racconto dell’artista ceco Petr Horàček mi riporta a un altro albo illustrato, più datato, al quale sono molto affezionata perché l’ho letto e riletto durante i primi anni di lavoro con i bambini. Faccio riferimento a “Io mi mangio la luna” di Michael Grejniec, recentemente ristampato da Kalandraka con il titolo “Il sapore della luna” e con il testo rivisitato dall’autore.

Conservo con cura la mia copia edita da Arka, datata 1993 e acquistata in un mercatino dell’usato. La trovo più poetica di quella più recente, ma è probabile che sia un’opinione sentimentale. Eppure, nella nuova versione, il racconto mi appare ridotto e semplificato.

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Tornando alla similitudine tra i due libri: in entrambe le narrazioni c’è qualcuno che vorrebbe assaggiare la luna. Il satellite che ruota intorno al nostro caro pianeta diventa raggiungibile e goloso. Proprio come lo immaginerebbero i bambini! Sembra un gigantesco e dolce bon bon.
Nella storia di Grejniec il topo, l’ultimo personaggio che prova a salire sopra la torre di animali, riesce a staccare davvero un pezzetto alla luna che, incredula di quanto è accaduto, inizia a sgonfiarsi sempre di più, diventando, infine, mezzaluna. Tutti gli animali assaggiano un po’ di luna, e ognuno ritrova il sapore preferito. Il finale, fuori dal racconto, continua il gioco d’immaginazione.